Pena di morte: conclusa Conferenza di Nessuno Tocchi Caino in Sierra Leone su abolizione e moratoria


Si è conclusa oggi a Freetown, in Sierra Leone, la Conferenza regionale sull’abolizione e la moratoria della pena di morte, promossa dal Governo della Sierra Leone e da Nessuno tocchi Caino con il sostegno finanziario del Ministero degli Esteri della Norvegia.

Dopo due giorni di lavoro, la Conferenza di Freetown ha approvato una Dichiarazione Finale nella quale delegati e partecipanti hanno chiesto a tutti gli Stati africani, tra l’altro: di definire un Protocollo Aggiuntivo alla Carta Africana sui Diritti Umani e dei Popoli relativo alla soppressione della pena di morte in Africa; di ratificare il Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici relativo all’abolizione della pena capitale, allineando ad esso la legislazione nazionale; di ispirarsi a principi di giustizia riparativa che tengano conto dell'esperienza delle vittime e, pertanto, perseguano fini pacifici di riconciliazione nazionale; di co-sponsorizzare e votare a favore della Risoluzione per una moratoria universale delle esecuzioni all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 2014 e convocare un'altra conferenza continentale, possibilmente in Benin, per preparare il voto all’ONU sulla nuova Risoluzione.
L'adozione del documento finale della conferenza è avvenuta dopo lo svolgimento di due sessioni mattutine.
La prima, presieduta dal Prof. Alieu Kanu, ha trattato del processo di revisione costituzionale in corso in Sierra Leone su cui è intervenuto A. S. Sheku, Segretario della Commissione di revisione, che ha interagito con membri di governo ed esperti di Niger, Ghana, Guinea, oltre che con parlamentari e rappresentanti di ONG locali.
 
La seconda sessione, presieduta dal Professore americano Speedy Rice, ha discusso sulle tappe e le prospettive di adozione di un Protocollo Addizionale alla Carta Africana relativo all'abolizione della pena di morte, su cui sono intervenuti il Prof. Philip Iya, esperto del Comitato sulla pena di morte della Commissione Africana sui Diritti Umani e dei Popoli e Guillaume Colin, della ONG FIACAT.
 
SIERRA LEONE: CONFERENZA REGIONALE SULLA ABOLIZIONE DELLA PENA DI MORTE (Dichiarazione finale)
 
14 gennaio 2014: Noi, delegati e partecipanti alla Conferenza sulla Abolizione della Pena di Morte e/o Moratoria delle Esecuzioni Capitali, tenutasi a Freetown il 13 e 14 gennaio 2014, su invito del Ministro della Giustizia della Sierra Leone e di Nessuno tocchi Caino;
 
Grati al Governo norvegese per la sponsorizzazione della manifestazione e al Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito per aver previsto, oltre 20 anni fa, l'importanza di promuovere una campagna globale per arrivare alla definitiva abolizione della pena di morte attraverso la promozione di moratorie nazionali ed internazionali;
 
Riconoscendo il ruolo svolto da Manifesto 99 nell'organizzazione dell'evento;
 
Accogliendo con favore i contributi delle delegazioni governative, degli esperti indipendenti e dei rappresentanti della società civile che hanno arricchito il dibattito di due giorni con idee e proposte provenienti dai partecipanti;
 
Accogliendo con favore il fatto che dal continente africano è giunto negli ultimi anni il principale contributo al processo abolizionista grazie alle abolizioni in Rwanda, Burundi, Gabon, Togo e Benin;.
 
Accogliendo la proposta di Parliamentarians for Global Action di promuovere una rete di legislatori per lavorare verso l'abolizione totale della pena di morte, così come la partecipazione attiva dei rappresentanti della Coalizione Mondiale contro la Pena di Morte e di FIACAT resa possibile da un sostegno dell’Unione europea;
Accogliendo con favore il ruolo della Commissione nell'avvio del processo volto a definire un Protocollo Aggiuntivo, come previsto dalla Carta Africana dei Diritti Umani e dei Popoli;
 
Considerando che la pena di morte non era normalmente parte del sistema tradizionale di giustizia africana;
Considerando inoltre che, nell'aprile 2010, la Commissione Africana dei Diritti Umani e dei Popoli ha organizzato una riunione regionale ad hoc a Cotonou concentrandosi sui paesi settentrionali e occidentali africani e individuando i mezzi per raggiungere l'abolizione della pena di morte;
 
Prendendo atto che l'Africa è il continente dove vi è il maggior numero di Paesi abolizionisti di fatto e dove, negli ultimi anni, ci sono stati passi significativi verso l'abolizione totale della pena di morte.
 
Ricordando:
 
I vari strumenti internazionali che tutelano il diritto alla vita;
 
Che dopo le Risoluzioni adottate nel 2007, 2008 e 2010, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato nel 2012 una Risoluzione sulla moratoria universale delle esecuzioni capitali presentata da 90 Paesi di tutti i continenti, che è stata approvata con il numero record di 111 voti a favore contro 41 e con 34 astenuti, con in nuovi voti a favore provenienti dall’Africa (Ciad, Repubblica centrafricana, Sud Sudan e Sierra Leone);
 
La Risoluzione 42 adottata dalla Commissione Africana dei Diritti Umani e dei Popoli in Ruanda nel 1999 che invita gli Stati a stabilire una moratoria sulla pena di morte e la Risoluzione 136 adottata in Nigeria nel 2008 che invita gli Stati a osservare la moratoria sulla pena di morte;
 
Convinti che una moratoria sull'uso della pena di morte contribuisca al rispetto della dignità umana e al rafforzamento e progressivo sviluppo dei diritti umani fino all'abolizione totale delle esecuzioni capitali;
 
Invitiamo gli Stati dell'Africa:
 
- A co-sponsorizzare e votare a favore della Risoluzione per una moratoria universale delle esecuzioni all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 2014, a lavorare per una effettiva attuazione di tale documento e a convocare un'altra conferenza continentale, possibilmente in Benin, per preparare il voto all’ONU sulla nuova Risoluzione;
 
- A ratificare gli strumenti internazionali sui diritti umani che vietano la pena di morte, a partire dal Secondo Protocollo Opzionale al Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, allineando ad esso la legislazione nazionale;
 
- A mettere a rendere pubbliche le informazioni rilevanti per quanto riguarda le esecuzioni capitali e le alternative alla pena di morte anche attraverso l'istituzione di una figura ad hoc delle Nazioni Unite;
 
- A limitare progressivamente l'uso della pena di morte e ridurre il numero dei reati per i quali può essere imposta;
 
- A stabilire nel frattempo una moratoria sulle esecuzioni in vista dell'abolizione definitiva della pena di morte;
 
- A lavorare per la definizione di un Protocollo Aggiuntivo alla Carta Africana sui Diritti Umani e dei Popoli relativo alla soppressione della pena di morte in Africa per dare a tutti gli stati membri dell'UA, che non hanno ancora abolito la pena di morte, la possibilità di adottare uno strumento vincolante per la sua abolizione;
 
- A ispirarsi a principi di giustizia riparativa che tengano conto dell'esperienza delle vittime e, pertanto, perseguano fini pacifici di riconciliazione nazionale;
 
- A fare tutto il possibile per sollecitare i Membri del Parlamento, la Società Civile, i leader tradizionali e religiosi a lavorare insieme a livello nazionale, regionale e internazionale per sostenere la campagna mondiale contro la pena di morte.