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PE/ Dibattito sulla Cecenia: intervento di Olivier Dupuis
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Parlamento europeo – Sessione Plenaria – Seduta di giovedì 16 gennaio 2003
Oliver Dupuis (NI-Radicale). Signor Presidente, cari colleghi, credo che, molto semplicemente, il testo che noi ci apprestiamo a votare è assolutamente infame, insopportabile. Questi stessi deputati, questi stessi colleghi che hanno frenato in questi due anni tutte le richieste di imputazione di Milosevic che emanavano da questo Parlamento sono gli stessi – il Sig. Oostlander non è lì per il momento – che, oggi, conducono questa politica “realista” nei confronti della Federazione russa e del Sig. Putin e che occultano, ogni volta che è possibile, la realtà della situazione in Cecenia, la quale è un vero e proprio genocidio.
Noi affermiamo che siamo delusi dall’assoluzione del Sig. Boudanov. Io penso che dovremmo, come minimo, essere estremamente scandalizzati. Ci dispiace di non poterci recare in Cecenia, mentre questa è la quarta volta che questa visita viene respinta, che sono due anni che la delegazione del Parlamento europeo avrebbe dovuto recarsi in Cecenia.
Noi confondiamo, perdiamo tutti i punti di riferimento. Dimentichiamo che, durante gli anni 1940-1945, c’erano atti di resistenza nei nostri paesi, atti di resistenza che miravano ai simboli del potere di occupazione, che riguardavano Vichy, che riguardavano Quisling, che riguardavano persone che collaboravano con l’occupante. Oggi, è l’attacco al Quartier generale di Grozny, che personalmente, in quanto non violento, non avrei immaginato, ma è un atto di resistenza. E noi accusiamo i ceceni, che mirano al cuore della collaborazione con Mosca, di perpetrare questi attacchi terroristici. Era un covo di persone che lavoravano per le FSB, e dunque un bersaglio strategico per i combattenti, per i resistenti ceceni. Noi abbiamo completamente perso la nozione. Confondiamo tutto sotto il termine del terrorismo.
E’ estremamente grave, come è allo stesso modo estremamente grave lodare una soluzione politica da un lato e, dall’altro, sostenere un referendum che è organizzato dall’occupante; lodare dei negoziati politici vietendo nei fatti che, sul nostro territorio, i parlamentari o i ministri ceceni possano incontrare le personalità politiche dei nostri paesi al Parlamento europeo, alla Commissione europea, al Consiglio europeo, e continuando a dire che è impossibile, mentre noi sappiamo molto bene che l’articolo 14, paragrafo 3, ci ha permesso di stabilire delle liste nere di personalità yugoslvae o bielorusse e che possiamo redigere una “lista bianca” di personalità cecene. Se vogliamo parlare di politica, dobbiamo parlare di politica con interlocutori politici. Qui, cominciamo davvero a diventare complici di un genocidio. E’ tempo che questo Parlamento si svegli. Altrimenti, rifaremo le cose infami che abbiamo conosciuto con la Bosnia, con la Croazia, con il Kosovo. Io penso che abbiamo pagato già abbastanza per quello.
Oliver Dupuis (NI-Radicale). Signor Presidente, cari colleghi, credo che, molto semplicemente, il testo che noi ci apprestiamo a votare è assolutamente infame, insopportabile. Questi stessi deputati, questi stessi colleghi che hanno frenato in questi due anni tutte le richieste di imputazione di Milosevic che emanavano da questo Parlamento sono gli stessi – il Sig. Oostlander non è lì per il momento – che, oggi, conducono questa politica “realista” nei confronti della Federazione russa e del Sig. Putin e che occultano, ogni volta che è possibile, la realtà della situazione in Cecenia, la quale è un vero e proprio genocidio.
Noi affermiamo che siamo delusi dall’assoluzione del Sig. Boudanov. Io penso che dovremmo, come minimo, essere estremamente scandalizzati. Ci dispiace di non poterci recare in Cecenia, mentre questa è la quarta volta che questa visita viene respinta, che sono due anni che la delegazione del Parlamento europeo avrebbe dovuto recarsi in Cecenia.
Noi confondiamo, perdiamo tutti i punti di riferimento. Dimentichiamo che, durante gli anni 1940-1945, c’erano atti di resistenza nei nostri paesi, atti di resistenza che miravano ai simboli del potere di occupazione, che riguardavano Vichy, che riguardavano Quisling, che riguardavano persone che collaboravano con l’occupante. Oggi, è l’attacco al Quartier generale di Grozny, che personalmente, in quanto non violento, non avrei immaginato, ma è un atto di resistenza. E noi accusiamo i ceceni, che mirano al cuore della collaborazione con Mosca, di perpetrare questi attacchi terroristici. Era un covo di persone che lavoravano per le FSB, e dunque un bersaglio strategico per i combattenti, per i resistenti ceceni. Noi abbiamo completamente perso la nozione. Confondiamo tutto sotto il termine del terrorismo.
E’ estremamente grave, come è allo stesso modo estremamente grave lodare una soluzione politica da un lato e, dall’altro, sostenere un referendum che è organizzato dall’occupante; lodare dei negoziati politici vietendo nei fatti che, sul nostro territorio, i parlamentari o i ministri ceceni possano incontrare le personalità politiche dei nostri paesi al Parlamento europeo, alla Commissione europea, al Consiglio europeo, e continuando a dire che è impossibile, mentre noi sappiamo molto bene che l’articolo 14, paragrafo 3, ci ha permesso di stabilire delle liste nere di personalità yugoslvae o bielorusse e che possiamo redigere una “lista bianca” di personalità cecene. Se vogliamo parlare di politica, dobbiamo parlare di politica con interlocutori politici. Qui, cominciamo davvero a diventare complici di un genocidio. E’ tempo che questo Parlamento si svegli. Altrimenti, rifaremo le cose infami che abbiamo conosciuto con la Bosnia, con la Croazia, con il Kosovo. Io penso che abbiamo pagato già abbastanza per quello.
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Il Consiglio Generale del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e traspartito, approva la raccomandazione sul rapimento di civili in Cecenia
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