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PE: DIBATTITO SUL RAPPORTO MAATEN SUL PARTENARIATO UE-ASIA<br>Intervento di Olivier Dupuis
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Dupuis (NI). - Signora Presidente, signor Presidente del Consiglio, signor Commissario, cari relatore e colleghi, sono d'accordo con il Presidente del Consiglio: questa è una buona relazione. Tuttavia, come lui ben sa, molto spesso questo Parlamento fa delle buone risoluzioni ma il problema viene dopo, il problema è il Consiglio. Evidentemente il collega Messner ha ragione: esiste un problema istituzionale, ma non c'è soltanto quello, c'è il problema della Commissione. Giustamente il collega Belder ci richiama alla necessità della strategia. Io non riesco a capacitarmi del fatto che ancora oggi non possiamo parlare di paesi asiatici democratici e paesi asiatici non democratici. Mettiamo tutti nello stesso calderone con la Cina, con la quale facciamo un dialogo critico, non da ieri o dall'altro ieri ma ormai da una decina d'anni, un dialogo critico nel quale ogni volta vi sentite dire da questi alti dirigenti cinesi che c'è la specificità asiatica, che c'è la via asiatica ai diritti umani. Ma non avete mai pensato di dire loro che forse Engels, Marx, Stalin e Lenin non erano proprio asiatici e che la devono smettere con questa balla? Il problema non è economico, signor Presidente del Consiglio: il miglior esempio sono i nostri amici taiwanesi che, al di fuori di ogni rapporto politico istituzionale con i nostri paesi, sono diventati un paese di venti milioni di abitanti, il terzo partner commerciale dell'Unione europea. I businessmen di Taiwan e dell'Unione europea hanno trovato le loro vie. Il problema è nostro; il problema è che in un certo numero di paesi c'è una guerra: nel Vietnam c'è oggi una guerra del Vietnam contro la democrazia e contro la libertà; c'è oggi una guerra della Cina contro la democrazia e la libertà; c'è oggi una guerra del Laos contro la democrazia e la libertà. Questo problema non può essere affrontato in questa sede. Il collega Ford fa le pulci a iniziative del collega Jarzembowski e di altri a sostegno della democrazia di Taiwan. Tutto questo mi sembra assolutamente allucinante! Non riesco a capire questa politica di cooperazione, Commissario Patten; non riesco a capire perché dobbiamo continuare a dare soldi che sappiamo benissimo vanno a finire nelle tasche dei dirigenti vietnamiti, cinesi e laotiani senza produrre nessun effetto. Perché, Commissario, non fa quello che sta cominciando a fare con altri paesi? Finire con tutti questi progetti di cooperazione e dare un milione di euro una volta che hanno compiuto quella precisa riforma di democratizzazione. Così facendo togliamo tutta la burocratizzazione europea, e quindi anche le frodi, tutte queste cose infami che avvengono coi nostri soldi e i soldi dei contribuenti. Vorrei sapere anche dal Consiglio e dalla Commissione se è proprio impossibile immaginare di riuscire a ottenere la liberazione di cinque desaparecidos. Vent'anni fa c'erano centinaia di migliaia di europei che scendevano nelle strade a manifestare per i desaparecidos cileni. Non siamo capaci di salvare cinque persone, desaparecidos, morti civili, in Laos, in un paese di cinque milioni di abitanti che non ha un peso geopolitico particolarmente elevato; non riusciamo neanche a ottenere la liberazione dei dirigenti della chiesa buddhista unificata del Vietnam, che sono da vent'anni in galera. Ebbene,
tutto questo mi sembra assolutamente inaccettabile e anche inspiegabile.
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