Pannella: il Regime italiano, il suo processo di “Democrazia Reale” illusoriamente proclamato vincente contro quello di “Socialismo Reale”, è tecnicamente ormai "delinquente professionale”


Fino al migliore della Repubblica, il suo e nostro Presidente Napolitano, sembrano continuare a considerare l’attuale Regime italiano come – tutt’al più – democratico, sia pur in pericolo. E – da Vendola a Casini e Fini – tutti mostrano di non ritenere “realistica” o fondata la denuncia e la lotta alternativa al Regime sessantennale, letteralmente antidemocratico, anticostituzionale, partitocratico. Come se la sua sconfitta storica nella ventennale forma monopartitocratica fascista non lo esigesse, secondo – d’altra parte – le previsioni sia azionista e liberale sia di uno dei massimi esponenti fascisti come Bottai, che, gli uni e l’altro, ne presentivano o prevedevano il probabile formarsi.  

Accade così che il regime attuale – tecnicamente e politicamente (non “moralmente”) - conviva (e diventi esso stesso) da decenni con un sostanziale potere dominante, con patenti connotati pre-nazisti e pre-comunisti, tali da farne esplicitamente una nuova forma di delinquere professionale, violento contro legalità sia nazionale, sia europea, sia internazionale. 
L’alternativa storicamente manifesta e non soccombente nei fumi ideologici e/o solo diversamente partitocratici, l’alternativa Radicale ha dalla sua – istituzionalmente e socialmente – quella antinazionalista, federalista euro-mediterranea, con le sue propaggini euro-baltiche, euro-africane ed euro-asiatiche.
Sono queste considerazioni - e conseguenti obiettivi – la base o la traccia del nuovo manifesto per la rivoluzione democratica, liberale, laica, federalista, nonviolenta e antiproibizionista, la ormai prefigurazione e preannuncio del nostro tempo, transnazionale, transpartititco e antipartitocratico.

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