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PANNELLA: "GRAVE ERRORE NON RICEVERE IL DALAI LAMA"
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Il massimo rappresentante del governo tibetano da domani per due giorni a Roma. Il leader radicale: «Ma vile è anche il comportamento dell'Ue»
Il leader radicale a Berlusconi: non ceda a deprecabili calcoli economici. E lo incontri, come nel '94
ROMA – “Sarebbe un altro grave errore se proprio adesso che l'Italia ha la presidenza dell'Unione europea e che c’è una posizione unanime di tutta l’opinione pubblica, non solo europea, a favore del Tibet, il Dalai Lama non venisse ricevuto a Palazzo Chigi”. Marco Pannella riconosce a Silvio Berlusconi il “grande merito” di aver incontrato, quando venne in Italia nel 1994, il capo del governo tibetano in esilio: "Un gesto senza precedenti. Realizzato anche
grazie a quel buon rapporto, purtroppo molto passeggero, che allora abbiamo avuto con Berlusconi". Il tono del leader dei Radicali si fa duro quando guarda al presente, ai “deprecabili calcoli di subordinazione agli interessi economici" e al “comportamento vergognoso dell'Ue nei confronti delle oppressioni sempre più gravi del regime di Pechino, di quello del Vietnam, di quello nordcoreano”. Il Dalai Lama sarà a Roma da domani a giovedì. Vedrà il Papa e verrà ricevuto in Campidoglio, mentre nessuna risposta alla richiesta di incontro è ancora venuta da Palazzo Chigi.
Onorevole Pannella, dopo nove anni il Dalai Lama torna in Italia, ma l'accoglienza non sembra sarà la stessa...
"Nel giugno del ‘94 il Dalai Lama effettuò una visita che in gran
parte organizzammo noi Radicali. Venne ricevuto dal capo dello Stato e dal presidente del Consiglio. E questo con grande sorpresa di tutti, perché fino all'alba del giorno in cui andò a Palazzo Chigi, arrivavano direttamente a Berlusconi telefonate di alti poteri economici e politici per non fare questo gesto”.
E’ passato quasi un decennio, cosa si può fare oggi per risolvere la questione del Tibet?
"Occorre rendersi conto che ci vogliono soluzioni urgenti e nuove.
Perché ormai siamo alla seconda generazione cinese che nasce e alla terza che vive costantemente in Tibet. Questa è la conseguenza di una politica cinese di pulizia etnica, ed è bene dircelo chiaramente. Il Dalai Lama ha tentato di arrivare a dei compromessi con Pechino senza mai ottenere niente, evidentemente perché la Cina perde deliberatamente tempo per ridurre i tibetani a una minoranza etnica e politica culturalmente
e religiosamente annientata".
Secondo lei l'Unione europea può fare qualcosa per far cessare la violazione dei diritti umani in Tibet?
"In questi decenni assistiamo a un comportamento vile da parte dell' Unione europea”.
Auspicava che con la presidenza di turno dell'Italia potesse cambiare qualcosa?
”Noi Radicali auspichiamo poco e lottiamo molto. Da tempo, ben prima del semestre italiano, denunciamo che questa è un'Europa molto più simile a quella di Monaco e di Vichy che a quella di Schumann e Altiero Spinelli. Dopo mezzo secolo di persistente negazione delle libertà umane fondamentali degli abitanti del Tibet, compresi quelli cinesi, il problema non è più quello di una indipendenza, a cui di fatto il Dalai Lama e il suo governo hanno rinunciato. L'obiettivo minimo perseguibile e necessario, oggi, è quello di uno statuto speciale per il Tibet, che consenta la rimozione degli ostacoli frapposti a tutti i tibetani per il godimento di quei diritti alla democrazia e alla libertà che sono oggi "diritto positivo" per tutti gli uomini”.
”La presidenza italiana non ha fatto sue queste proposte e oggi il premier non sembra nemmeno voler incontrare il Dalai Lama.
”Sarebbe molto doloroso che la visita del Dalai Lama divenisse a livello ufficiale, per responsabilità italiana, anzitutto una visita allo Stato del Vaticano. Non può infatti bastare la meritoria iniziativa di Walter Veltroni come sindaco di Roma”.
Nell'opposizione c'è chi dice che nel '94 Berlusconi lo incontrò "in funzione anticomunista", mentre oggi il capo del governo avrebbe paura di mettere in pericolo i rapporti commerciali con la Cina. Secondo lei?
”E’ un'interpretazione legittima, non so se è quella esatta. Nel '94 giocò sicuramente la nostra influenza politica, il Dalai Lama partecipava ufficialmente ai nostri congressi e in quella occasione fece la conferenza stampa nella nostra sede di Torre Argentina. D'altra parte sappiamo che il calcolo di subordinazione ai disegni di potere cinesi non è solo italiano ed europeo, ma generale. Però mi auguro che Berlusconi non dimentichi che il Dalai Lama è stato di recente ricevuto direttamente da Bush e da Powell. Comunque, in queste ultime ore premeremo per scongiurare questo errore”.
Sempre riguardo la violazione dei diritti umani: Berlusconi ha parlato di "leggende" riferendosi alla Cecenia, cosa rispondono i Radicali?
”Abbiamo già risposto, ricordando Antonio Russo e facendo parlare i ceceni. La scorsa settimana il ministro della sanità ceceno Umar Khanbiev, che è anche uno dei dirigenti del consiglio generale del Partito Radicale Transnazionale, è venuto insieme a Olivier Dupuis in sette città d'Italia a portare la sua testimonianza. E lui che gli ha innanzitutto risposto a nome nostro. Così come gli ha risposto Adriano Sofri che, per una volta ricordiamolo, è anche un nostro compagno iscritto al Partito Radicale Transnazionale: è al suo quindicesimo giorno di digiuno, iniziato perché Silvio Berlusconi rettifichi a questo punto indecorose dichiarazioni fatte a proposito della Cecenia".
Il leader radicale a Berlusconi: non ceda a deprecabili calcoli economici. E lo incontri, come nel '94
ROMA – “Sarebbe un altro grave errore se proprio adesso che l'Italia ha la presidenza dell'Unione europea e che c’è una posizione unanime di tutta l’opinione pubblica, non solo europea, a favore del Tibet, il Dalai Lama non venisse ricevuto a Palazzo Chigi”. Marco Pannella riconosce a Silvio Berlusconi il “grande merito” di aver incontrato, quando venne in Italia nel 1994, il capo del governo tibetano in esilio: "Un gesto senza precedenti. Realizzato anche
grazie a quel buon rapporto, purtroppo molto passeggero, che allora abbiamo avuto con Berlusconi". Il tono del leader dei Radicali si fa duro quando guarda al presente, ai “deprecabili calcoli di subordinazione agli interessi economici" e al “comportamento vergognoso dell'Ue nei confronti delle oppressioni sempre più gravi del regime di Pechino, di quello del Vietnam, di quello nordcoreano”. Il Dalai Lama sarà a Roma da domani a giovedì. Vedrà il Papa e verrà ricevuto in Campidoglio, mentre nessuna risposta alla richiesta di incontro è ancora venuta da Palazzo Chigi.
Onorevole Pannella, dopo nove anni il Dalai Lama torna in Italia, ma l'accoglienza non sembra sarà la stessa...
"Nel giugno del ‘94 il Dalai Lama effettuò una visita che in gran
parte organizzammo noi Radicali. Venne ricevuto dal capo dello Stato e dal presidente del Consiglio. E questo con grande sorpresa di tutti, perché fino all'alba del giorno in cui andò a Palazzo Chigi, arrivavano direttamente a Berlusconi telefonate di alti poteri economici e politici per non fare questo gesto”.
E’ passato quasi un decennio, cosa si può fare oggi per risolvere la questione del Tibet?
"Occorre rendersi conto che ci vogliono soluzioni urgenti e nuove.
Perché ormai siamo alla seconda generazione cinese che nasce e alla terza che vive costantemente in Tibet. Questa è la conseguenza di una politica cinese di pulizia etnica, ed è bene dircelo chiaramente. Il Dalai Lama ha tentato di arrivare a dei compromessi con Pechino senza mai ottenere niente, evidentemente perché la Cina perde deliberatamente tempo per ridurre i tibetani a una minoranza etnica e politica culturalmente
e religiosamente annientata".
Secondo lei l'Unione europea può fare qualcosa per far cessare la violazione dei diritti umani in Tibet?
"In questi decenni assistiamo a un comportamento vile da parte dell' Unione europea”.
Auspicava che con la presidenza di turno dell'Italia potesse cambiare qualcosa?
”Noi Radicali auspichiamo poco e lottiamo molto. Da tempo, ben prima del semestre italiano, denunciamo che questa è un'Europa molto più simile a quella di Monaco e di Vichy che a quella di Schumann e Altiero Spinelli. Dopo mezzo secolo di persistente negazione delle libertà umane fondamentali degli abitanti del Tibet, compresi quelli cinesi, il problema non è più quello di una indipendenza, a cui di fatto il Dalai Lama e il suo governo hanno rinunciato. L'obiettivo minimo perseguibile e necessario, oggi, è quello di uno statuto speciale per il Tibet, che consenta la rimozione degli ostacoli frapposti a tutti i tibetani per il godimento di quei diritti alla democrazia e alla libertà che sono oggi "diritto positivo" per tutti gli uomini”.
”La presidenza italiana non ha fatto sue queste proposte e oggi il premier non sembra nemmeno voler incontrare il Dalai Lama.
”Sarebbe molto doloroso che la visita del Dalai Lama divenisse a livello ufficiale, per responsabilità italiana, anzitutto una visita allo Stato del Vaticano. Non può infatti bastare la meritoria iniziativa di Walter Veltroni come sindaco di Roma”.
Nell'opposizione c'è chi dice che nel '94 Berlusconi lo incontrò "in funzione anticomunista", mentre oggi il capo del governo avrebbe paura di mettere in pericolo i rapporti commerciali con la Cina. Secondo lei?
”E’ un'interpretazione legittima, non so se è quella esatta. Nel '94 giocò sicuramente la nostra influenza politica, il Dalai Lama partecipava ufficialmente ai nostri congressi e in quella occasione fece la conferenza stampa nella nostra sede di Torre Argentina. D'altra parte sappiamo che il calcolo di subordinazione ai disegni di potere cinesi non è solo italiano ed europeo, ma generale. Però mi auguro che Berlusconi non dimentichi che il Dalai Lama è stato di recente ricevuto direttamente da Bush e da Powell. Comunque, in queste ultime ore premeremo per scongiurare questo errore”.
Sempre riguardo la violazione dei diritti umani: Berlusconi ha parlato di "leggende" riferendosi alla Cecenia, cosa rispondono i Radicali?
”Abbiamo già risposto, ricordando Antonio Russo e facendo parlare i ceceni. La scorsa settimana il ministro della sanità ceceno Umar Khanbiev, che è anche uno dei dirigenti del consiglio generale del Partito Radicale Transnazionale, è venuto insieme a Olivier Dupuis in sette città d'Italia a portare la sua testimonianza. E lui che gli ha innanzitutto risposto a nome nostro. Così come gli ha risposto Adriano Sofri che, per una volta ricordiamolo, è anche un nostro compagno iscritto al Partito Radicale Transnazionale: è al suo quindicesimo giorno di digiuno, iniziato perché Silvio Berlusconi rettifichi a questo punto indecorose dichiarazioni fatte a proposito della Cecenia".
Iscrizioni e contributi 2012
Comunicati stampa
08/02/2012
Antenna di BruxellesTibet
NRPTT alla veglia organizzata dal network International Campaign for Tibet
09/11/2011
Lingua InternazionaleTibet
Antenna Radicale di Bruxelles: Lettera aperta a Benigni e manifestazione per il Tibet a Bruxelles
Rassegna stampa
10/05/2010
Notizie Radicali
Antonio Attisani
Tibet: no, caro Pannella e cari radicali, proprio non ci siamo
05/05/2010
Notizie Radicali
Piero Verni
Tibet. Io (e Pannella) filo-cinesi? Per favore, non scherziamo! Risposta a Carlo Buldrini
03/02/2010
Notizie Radicali
Valter Vecellio
La situazione. Il durissimo atto d’accusa di Clare Short;, questione Tibet e Dalai Lama; una domanda a Giovanni Gennari de “l’Avvenire”
28/01/2010
Notizie Radicali
Valter Vecellio
La situazione. Carcere, uiguri, Tibet, nuovi schiavi. E’ sempre un problema di conoscenza e di informazione.
Documenti
radioradicale.it
2012-02-10 11:46:43 Le foibe, gli eccidi dei partigiani comunisti jugoslavi di Tito in Italia, le polemiche del passato, la congiura del silenzio, i radicali
2012-02-10 10:45:00 Verità e giustizia su Formigoni. Rispetto dei Referendum milanesi. Liberalizzazioni: l'alternativa Radicale a Milano 2012-02-09 12:32:10 L'amministrazione della giustizia, la responsabilità civile dei magistrati, il caso Tortora, Napoli, i referendum radicali della primavera 86
2012-02-09 08:57:55 Notiziario del mattino
2012-02-08 23:51:37 Collegamento di Marco Pannella
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