Pannella e Bonino «Prodi non ipotechi il futuro dell'Ulivo»


Il Secolo XIX

Il tira e molla fra centrosinistra e Radicali

Roma. Romano Prodi «non ipotechi» il futuro politico suo e della neonata Federazione dell'Ulivo. Dica ai Radicali se l'intesa politico-elettorale alle regionali è ancora possibile, anche se in «zona ultra Cesarini», o se invece dovranno «bruciare» le Liste Luca Coscioni ormai pronte. L'ultimo (o penultimo? ) appello dei Radicali all'Unione è affidato ad un uno-due di Emma Bonino e Marco Pannella, collegati irti con Radio Radicale. Se si imporrà «il trasversalissimo partito che fa capo a Oltretevere» , la Fed nascerà «non come qualcosa di nuovo, ma come il tentativo un pò cieco di ripetere i fasti e nefasti del pentapartito o peggio del Caf e della linea Almirante-Fanfani», dice Pannella. E la responsabilità sarà in capo soprattutto a uno, Romano Prodi. A Prodi si rivolge la Bonino. «L'impressione è che per lui gli avversari più temibili siano oggi i Radicali e le liste Coscioni piuttosto che Berlusconi. E questo almeno a giudicare dall' imbarazzo dei dirigenti e dal calore della gente che ci ha accolto ieri avanti al teatro Brancaccio. Non rinunciamo alla speranza, ormai finale, della riapertura del dialogo. Tuttavia, non è tempo di approfondimenti ma di decisioni. Ci dicano se dobbiamo mandare in fumo liste così autorevoli. Ma sappiano che, se dovremo bruciarle, saranno state espulse non dai cittadini, ma dai veti di una parte minoritaria di Cdl e Unione. il tempo sta per scadere, il problema non è solo nostro». Ancora a Prodi parla Pannella. «il problema riguarda la neonata Fed e la politica del suo leader», dice infatti il numero uno radicale, che cita i sondaggi secondo cui le liste Coscioni potrebbero essere decisive in «4-5 regioni» e ammette che ormai «una sola coalizione (quella di centrosinistra, ndr) può consentire la raccolta delle firme per le liste radicali nelle 14 regioni». Ma, aggiunge, «l'ottimo articolo di Bertinotti di questa mattina, le ottime dichiarazioni dello Sdi e di esponenti della Margherita, le buone intenzioni di Fassino, si scontrano con la necessità di ridiscutere formalmente nell'Unione, nelle prossime ore, il problema dell'alleanza con le liste Coscioni-Radicali». Domani potrebbe essere tardi, sottolinea Pannella, che invita Prodi a «non commettere l'errore di ipotecare non solo la sua esistenza politica, ma anche quella della neonata Fed dopo il 5 aprile». Infatti, il leader radicale chiede al professore («con molto rispetto per la sua storia») di «dare una prova di umiltà politica», riflettendo su cosa accadrebbe se alle regionali «fossero perse dall'Unione le sfide che potrebbero essere vinte»; se il governo decidesse «magari di fissare il referendum entro maggio»; se si vedesse «che la nuova federazione si muove in continuità con il pentapartito e il Caf invece di rappresentare qualcosa di nuovo». La scelta è di queste ore, conclude Pannella, «e poi non sarà più possibile riparare a una decisione avventata, istintiva o troppo obbediente e prona da parte di chi già sa che è sbagliata».