Pannella candida la Bonino agli Esteri


IL LEADER RADICALE: “EMMA E’ CONOSCIUTA IN MEDIO ORIENTE E IN TUTTA EUROPA”

Milano – Pensavamo fosse andato in vacanza, e, invece, eccolo lì, il Marco nazionale, che esce con una delle sue proposte. Dopo Emma for president del 1999, Emma for Farnesina.

Pannella, l’uomo dei mille digiuni, che ha convinto a digiunare anche il “ras” di Ceppaloni, Clemente Mastella, torna a ruggire con una proposta di tutto rispetto, ma del tutto impraticabile, in termini di “real politik”. Per risolvere i grattacapi di Berlusconi, che dovrà scegliere un ministro degli Esteri a tempo pieno, il leader radicale fa il nome di Emma Bonino, l’ex commissario europeo, la trionfatrice delle elezioni europee del ’99, dopo una campagna all’americana per il Quirinale.

“Sui problemi europei, sui diritti umani nel mondo, sulle mutilazioni genitali femminili oppure sulla proposta di una Wdo, una Organizzazione Mondiale della Democrazia, Emma Bonino insieme al Partito Radicale Transnazionale si trova ad essere all’avanguardia della politica estera”, ha detto Marco pannella nella consueta conversazione settimanale con il direttore di Radio Radicale, lanciando così il nome di Emma Bonino come ministro degli Esteri.

Il curriculum della radicale piemontese, infatti, ha tutte le carte in regola per poter rappresentare l’Italia nel mondo. A questo proposito va anche aggiunto che fu lo stesso Berlusconi a nominarla commissario dell’Unione Europea per gli aiuti umanitari e i rifugiati nel 1994, bocciata dopo dal governo D’Alema.

Pannella ha ricordato che la politica estera dei radicali è “democratica, laica, occidentale, nel senso che esige che le libertà occidentali non siano un privilegio ma un diritto, ovunque”. Quanto alla Bonino, “Emma è conosciuta in Afghanistan, in Medio Oriente, in tutti i paesi europei, in America Latina. E intanto sembra che il problema domestico della Casa delle Libertà. Se questo è quanto si dà all’Italia, all’Europa o alla stessa Cdl, mi pare un po’ poco”. “La verità – ha concluso Pannella – è che c’è un tabù sul suo nome. E figuratevi se questi di sinistra diranno “ci sarebbe la Bonino””.

Ieri, intanto, alla seconda conferenza dei consoli d’Italia, tenutasi alla Farnesina, il sottosegretario agli esteri, Roberto Antonione, ha chiesto ai rappresentanti diplomatici italiani nel mondo di diventare dei manager “per la promozione economica e culturale dell’Italia, ma anche primi avamposti per una corretta gestione dell’immigrazione”.