Palermo - Spalato 1988: due stadi, due striscioni.

Massimo Lensi
L'Opinione

"Uniti contro il 41 bis. Berlusconi dimentica la Sicilia". Questa la scritta comparsa domenica su uno striscione esposto nella curva sud dello stadio Renzo Barbera, dove si è giocata una gara di calcio. "Sono in corso accertamenti per individuare chi ha collocato lo striscione", ha dichiarato il questore di Palermo, Francesco Cirillo, che sta seguendo gli sviluppi dell'indagine della Digos. Il sostituto Gaetano Paci ha parlato di un "fatto preoccupante". Il pm della Dda Roberto Piscitello, che in passato è stato titolare delle inchieste sulla vecchia gestione del Palermo Calcio, ha rafforzato così il concetto: "Dimostrare davanti a migliaia di persone un attacco di questo genere alle istituzioni è preoccupante". Qualche anno fa, anche chi vi scrive fu arrestato, insieme ad altri militanti del Partito Radicale Transnazionale, per aver aperto uno striscione in uno stadio. Correva il 1988, e lo stadio era quello di Spalato e con me, tra gli altri, parteciparono alla manifestazione Maria Teresa di Lascia e Andrea Tamburi. Le funzioni di contatto con Radio Radicale le svolgeva Roberto Giachetti. Stavano giocando due squadre nazionali, Italia e Yugoslavia. Sullo striscione c’era scritto: "Yugoslavia nella CEE". Una delle tante disobbedienze civili radicali, di quelle senza fuga, con l’arresto "compreso nel prezzo". Fui ovviamente arrestato, processato ed espulso. Al potere in quella Yugoslavia c’era già Slobodan Milosevic e il diritto di manifestare una qualsiasi opinione critica nei confronti delle istituzioni era proibito. Disse Mussolini il 15 luglio 1923, alla Camera dei Deputati: "Lo stato che cos’è? E’ il carabiniere.". Fuggite ombre orribili!