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OSCE: RISOLUZIONE “STATO DI DIRITTO: COMBATTERE LA CRIMINALITÀ TRANSNAZIONALE E LA CORRUZIONE”
AS (10) DRS 3 E
Originale: ITALIANO
RISOLUZIONE
PER LA COMMISSIONE SULLA DEMOCRAZIA, I DIRITTI UMANI E LE QUESTIONI UMANITARIE
“STATO DI DIRITTO:
COMBATTERE LA CRIMINALITÀ TRANSNAZIONALE
E LA CORRUZIONE”
RELATORE
On. Matteo Mecacci
Italia
OSLO, 6 - 10 luglio 2010
RISOLUZIONE PER LA COMMISSIONE SULLA DEMOCRAZIA,
I DIRITTI UMANI E LE QUESTIONI UMANITARIE
Relatore: On. Matteo Mecacci (Italia)
1. Considerato che la corruzione e la criminalità organizzata hanno un impatto negativo su tutte e tre le dimensioni della sicurezza dell’OSCE, compresa la sicurezza umana, in quanto questi fenomeni sono nocivi per la democrazia, lo stato di diritto e i diritti umani,
2. Riconoscendo che la criminalità organizzata transnazionale rappresenta oggi una della maggiori minacce alla sicurezza umana, rappresentando uno ostacolo allo sviluppo economico, politico e culturale delle società nonché un fenomeno sfaccettato che si manifesta in varie attività, compresa la tratta degli esseri umani,
3. Tenendo conto dello stretto legame esistente tra gli alti livelli di corruzione e la mancanza di rispetto per le libertà civili e politiche all’interno degli Stati, come indicato dagli studi prodotti da Transparency International e dal World Bank Institute,
4. Osservando che questi studi indicano che diversi paesi dell’OSCE registrano contemporaneamente i più alti livelli di corruzione e i più bassi livelli di rispetto della democrazia e dello stato di diritto, mentre solo pochi paesi dell’OSCE hanno bassi livelli di corruzione e alti livelli di rispetto dello stato di diritto e della democrazia,
5. Riconoscendo che, secondo tali studi risulta che i livelli di corruzione più elevati che sono percepiti dai cittadini riguardano i partiti politici (68%), la pubblica amministrazione (63%), i parlamenti (60%) e il settore giudiziario (49%), rendendo così necessario combattere la corruzione nel settore della politica e delle istituzioni attraverso attività di monitoraggio non solo delle campagne elettorali, ma anche della pubblica amministrazione e del settore giudiziario,
6. Richiamando la Dichiarazione di Kiev dell’Assemblea che sottolinea l’importanza che le autorità agiscano in maniera trasparente e affermando che la capacità degli Stati di combattere la corruzione e la criminalità organizzata è ridotta quando non vi sia rispetto dello stato di diritto e del principio della separazione dei poteri,
7. Riaffermando che la lotta alla cibercriminalità deve essere realizzata nel pieno rispetto dei diritti umani fondamentali, compreso il diritto alla libertà di espressione su internet, e non deve essere utilizzata come scusante per la censura della libertà di espressione o il divieto di divulgazione di critiche legittime all’operato del Governo,
8. Profondamente preoccupata per il fatto che alcuni Stati dell’OSCE, nel combattere il terrorismo, la criminalità organizzata e l’estremismo, hanno violato alcuni diritti umani fondamentali, quali il diritto ad un giusto processo, alla difesa, alla libertà di associazione e il diritto a partecipare alle elezioni,
9. Accogliendo con favore l’entrata in vigore del Protocollo alla Convenzione delle Nazioni Unite contro il Crimine Organizzato Transnazionale per la prevenzione, soppressione e punizione della tratta degli esseri umani, in particolare dell’articolo 3 (a) che include nella nozione di tratta degli esseri umani lo sfruttamento della prostituzione o altre forme di sfruttamento sessuale, il lavoro forzato, forme di schiavitù o pratiche assimilabili alla riduzione in schiavitù e servitù, nonché l’espianto degli organi,
10. Considerato che la forma sicuramente più diffusa di tratta degli esseri umani è quella ai fini dello sfruttamento sessuale e che, secondo alcune stime, il 20% delle vittime della tratta di esseri umani sono minori; riconoscendo l’importanza di istituire degli osservatori internazionali per monitorare il fenomeno della prostituzione e della riduzione in schiavitù e fornire assistenza per il reinserimento nella società delle vittime,
11. Preoccupata per la nuova e drammatica attività del traffico degli organi umani sviluppata dalla criminalità organizzata e prendendo nota del preoccupante fenomeno della produzione e diffusione della pedo-pornografia ai danni di bambini;
12. Riaffermando che la lotta alla tratta degli esseri umani deve essere realizzata nel rispetto dei diritti umani dei migranti, che non dovrebbero essere criminalizzati per aver scelto una strada irregolare per lasciare il proprio paese o ritornarvi sia per esigenze di tipo economico, che per fuggire a persecuzioni politiche, etniche o religiose, e che dunque sono alla ricerca di protezione internazionale a causa di guerre, carestie e catastrofi umanitarie;
13. Osservando l’importanza dell’osservazione elettorale internazionale da parte dell’OSCE e di altre istituzioni internazionali che in alcuni casi si sono dimostrati fattori chiave per rafforzare le istituzioni democratiche e la lotta alla corruzione politica e istituzionale;
14. Osservando che la pratica dell’osservazione internazionale da parte degli organi dell’OSCE potrebbe dimostrarsi molto utile se fosse estesa, su base permanente, anche al settore giudiziario, all’esecutivo e dei mass-media, per monitorarare lo stato della democrazia e dello stato di diritto;
L’Assemblea Parlamentare dell’OSCE,
15. Chiede a tutti gli Stati membri dell’OSCE di realizzare tutti gli impegni assunti in ambito OSCE, al fine di assicurare che la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata nelle sue varie forme si svolga nel pieno rispetto dei principi democratici e dello stato di diritto, e riafferma il ruolo centrale che l’OSCE può svolgere in questo campo, considerando che ha posto al centro della propria missione l’interdipendenza tra la sicurezza, lo sviluppo e il rispetto dei diritti umani;
16. Raccomanda agli Stati dell’OSCE di legiferare in materia di tratta degli esseri umani, attribuendo la massima importanza alla protezione delle vittime, garantendo che i migranti non siano criminalizzati per essere vittime dell’immigrazione clandestina, né che venga loro rifiutato asilo se si trovano nella necessità di avere la protezione internazionale, e non sia in ogni caso inviati in paesi di origine o di transito dove la loro sicurezza sia a rischio;
17. Esorta gli Stati membri a rafforzare la cooperazione tra gli Stati dell’OSCE e le organizzazioni non governative nella lotta alla corruzione istituzionale e politica;
18. Chiede agli Stati membri di rafforzare la capacità degli organi dell’OSCE di esercitare un monitoraggio sul rispetto dello stato di diritto e della democrazia, sia durante i periodi elettorali sia su base permanente, estendendolo se necessario anche al settore giudiziario, dell’esecutivo e dei mass-media;
19. Chiede agli Stati membri di garantire la professionalità delle forze dell’ordine e degli organi dei pubblici ministeri e a tal fine di fornire a questi organi tutto il sostegno necessario, anche di tipo finanziario, nella lotta alla criminalità organizzata;
20. Chiede a tutti gli Stati membri di rispettare tutti gli obblighi legali e politici assunti con la ratifica di tutte le Convenzioni internazionali contro la corruzione, la criminalità organizzata, la tratta degli esseri umani e la cibercriminalità ed esorta quei paesi che non l’abbiano ancora fatto a ratificare le Convenzioni in materia;
21. Esorta gli Stati membri dell’OSCE a legiferare – o riformare la loro legislazione – nel campo della lotta alla cibercriminalità, in modo da assicurare che la libertà di espressione e di comunicazione su internet non siano ridotte o limitate per combattere le attività criminali;
22. Esorta gli Stati membri dell’OSCE a legiferare – o riformare la loro legislazione – nel campo della lotta al terrorismo o all’estremismo, per garantire il diritto dell’accusato ad un giusto processo e alla difesa – e che la pena di morte sia esclusa per questi reati – e che le accuse di estremismo o terrorismo non vengano utilizzate sulla scena politica per demonizzare gli oppositori o per fomentare la violenza a fini politici.
Gli iscritti e contribuenti 2012
| FRANCESCA T. MILANO | 200 euro |
| EUFEMIA T. MUGGIO' | 200 euro |
| AMBROGIO S. CASSINA DE' PECCHI | 200 euro |
| PIER PAOLO S. FROSINONE | 200 euro |
| DAVIDE R. MILANO | 200 euro |
| LORENA P. MONZA | 200 euro |
| DAVIDE L. MANTOVA | 200 euro |
| PAOLO G. ROMA | 200 euro |
| MARTA G. ROMA | 200 euro |
| ANNA MARIA D. ROMA | 200 euro |
| Total SUM | 397.572 euro |
Iscrizioni e contributi 2012
Gruppi radicali nel mondo
Comunicati stampa
25/09/2011
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Rassegna stampa
Documenti
09/07/2010
Diritti umani
OSCE: RISOLUZIONE “STATO DI DIRITTO: COMBATTERE LA CRIMINALITÀ TRANSNAZIONALE E LA CORRUZIONE”
radioradicale.it
2012-05-20 17:00:00 Conversazione settimanale con Marco Pannella
2012-05-13 17:00:00 Conversazione settimanale con Marco Pannella
2012-05-09 12:33:36 Seduta 629ª (XVI legislatura)
2012-05-08 11:05:53 Seduta 628ª (XVI legislatura)
2012-05-06 17:00:00 Conversazione settimanale con Marco Pannella 










