ORA PANNELLA APRE AL CENTROSINISTRA


La Repubblica

Il leader dei radicali scrive a Giuliano Amato per chiedere un incontro. I colonnelli chiedono a Rutelli: "Più collegialità"

Marini e Parisi: "Nella Margherita serve un ufficio politico”

ROMA — Pannella scrive una lettera aperta a Giuliano Amato: incontriamoci presto, ci sono margini per un lavoro comune fra noi radicali e l'Ulivo. Un'iniziativa che, subito, è stata accolta con favore da diversi esponenti del centrosinistra (da Salvi a Bordon a Del Turco) e che ora potrebbe movimentare il panorama del centrosinistra, alle prese con importanti appuntamenti. Il primo dei quali è il prossimo congresso della Margherita, in calendario dal 12 al 14marzo a Rimini: ieri Marini e Parisi hanno chiesto più collegialità nella gestione del partito. Pannella nella sua lettera indirizzata al responsabile del programma elettorale della Lista Prodi, alla luce degli ultimi interventi di Amato, giudica “opportuno e urgente” l'incontro per “individuare possibili o probabili segmenti, o linee, programmatici comuni”.
Il leader radicale ha trovato nell'azione dì Amato “corrispondenza e sintonie con iniziative ed obiettivi del movimento radicale”. Non ultima la posizione sull'lraq: “Hai condiviso — scrive Pannella ad Amato — con la maggior parte dei parlamentari italiani, di destra e di sinistra, una nostra iniziativa che è ancora per molti versi attuale, così come recentemente sei stato tu a ricordare il valore delle iniziative concepite e curate da Emma Bonino e con lei dal nostro movimento, sottolineando lo straordinario esito della Conferenza di Sanaa”. Personalmente, ricorda il leader radicale, “ebbi l'impressione che tu ti rivolgessi ufficialmente alla nuora Bush, perché la tua suocera italica ed europea meglio ti intendesse”. Ancora più esplicita l’apertura di credito al ruolo assunto da Amato, neo responsabile del programma elettorale del listone: “Ho letto che hai assunto il compito di assicurare finalmente alla politica italiana un grande, adeguato, progetto ulivista, del quale molti convengono esservi assoluta necessità , urgenza, possibilità”. Con
una ammissione: “Anche io, più modestamente, ma con Emma (Bonino) e Luca (Coscioni) devo e dobbiamo attualizzare ulteriormente impegno ed obiettivi per la riforma, liberale e federalista, laica e democratica, in Italia e ovunque altrove”. E il filo fin qui mantenuto da Pannella con Berlusconi? “Con l'attuale governo e la sua maggioranza avevamo iniziato un segmento di percorso in questa direzione, che vorremmo aver potuto, e vogliamo tuttora, ampliare, tentare di rafforzare”. Perfino non disperando “in qualche miracoloso recupero delle proposizioni riformatrici e liberali del 1994. Ma sembra che il leader della Cdl preferisca sempre più confrontarsi e immedesimarsi con il suo massimo interlocutore e alleato, la Repubblica padana —che non esiste— e con la riedizione di quella politica che unì Fanfani e Almirante e che fu eiettata dal popolo italiano fuori dalla propria storia civile”.
Fin qui la mossa a sorpresa di Pannella. Che arriva mentre il centrosinistra è alle prese con la questione Iraq e appuntamenti congressuali come le assise della Margherita. Arturo Parisi e Franco Marini ritrovano unità d'intenti e, riuniti a convegno, lanciano un messaggio a Francesco Rutelli: serve più collegialità. Marini propone un ufficio politico da affiancare al presidente, per “assicurare tempestività alle decisioni”. Parisi vuole un partito “presidenziale ma non personale, federale ma non feudale”. Critiche alla gestione Rutelli sono arrivate, nel corso di un dibattito, da Enzo Bianco, Rosi Bindi, Beppe Fioroni. Il più duro, Enrico Letta: “Non facciamo come Forza Italia, con Berlusconi che sta sopra tutti e se ne frega di chi sta sotto. Allora, meno soldi per il parquet, di più per formare una nuova classe dirigente nel nostro partito”. Critiche che però i rutelliani respingono, sottolineando che la designazione a presidente (sarà rieletto a Rimini) è avvenuta all'unanimità, con il sì anche delle voci adesso in polemica. E lo stesso per la data del congresso.