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ONU/Sotto Commissione dei Diritti dell’Uomo : intervento del PRT sulla Cecenia
54° Sessione della Sotto Commissione delle Nazioni Unite sulla Promozione e la Protezione dei Diritti dell’Uomo
Punto 6 : altre questioni concernenti i Diritti dell’Uomo
Sulla situazione nella Repubblica Cecena
Intervento di M. Roustam Semeev, a nome del Partito Radicale Transazionale
Ginevra, 15 agosto 2002
Signor Presidente, Grazie
Il Partito Radicale Transnazionale è profondamente preoccupato dalle violenze assolutamente infami perpetrate reiteratamente nella Repubblica Cecena.
Da ormai tre anni assistiamo alla spaventosa tragedia cecena che solo il termine “genocidio” è in grado di qualificare. I ceceni hanno perso più del 20% della loro popolazione nel corso di queste due guerre.
Le operazioni dette di retaggio e di pulizia, che del resto non qualificano che un solo aspetto del genocidio attuale, possono essere perpetrati in qualunque momento in un villaggio e ripetersi instancabilmente fino a 20, 30 volte nello spazio di due anni.
Un’altra forma di genocidio risiede nell’installazione di veri e propri campi di concentramento, più conosciuti col nome di “campi di filtraggio”, dove da dieci a cento persone sono detenute dopo essere state catturate nel corso di una retata in un villaggio.
Succede tuttavia che persone siano rimesse in libertà dopo essere stati sottoposti ad un controllo d'identità. Comunque queste persone ritornano malate e la loro liberazione viene ottenuta attraverso il pagamento, da parte dei parenti, di una tangente il cui valore è negoziabile.
Tuttavia, nella maggior parte dei casi, i corpi dei detenuti vengono ritrovati più tardi mentre altri scompaiono completamente senza lasciar tracce. A volte i corpi di coloro che non hanno potuto sopravvivere alla tortura, sono venduti ai parenti della vittima, desiderosi di offrire una degna sepoltura al loro caro.
Poiché un gran numero di coloro che sono inviati nei campi di filtraggio sono considerati come dispersi, nessuna inchiesta è stata condotta e, di conseguenza, non ci si può attendere alcun risultato dalla giustizia.
Signor Presidente.
Le donne, i bambini e le persone anziane sono le principali vittime della guerra nella Repubblica di Cecenia. 4.500 bambini sono rimasti vittime delle operazioni militari che hanno avuto luogo nella Repubblica di Cecenia tra il 1995 e il 2002. Tra di loro, 1.342 vi hanno trovato la morte; 1.936 sono morti in seguito alle ferite riportate; 1.227 sono stati gravemente feriti.
I ceceni muoiono durante i bombardamenti, nei combattimenti, nelle operazioni di retaggio, sono vittime delle mine antiuomo o uccisi dalle epidemie. E’ anche legittimo chiedersi se armi il cui utilizzo è vietato dalle due convenzioni di Ginevra – comprese le armi chimiche e biologiche – non siano state utilizzate. Inoltre, secondo alcuni, si può credere che sui detenuti siano stati eseguiti dei prelievi di organi.
Conformemente ai dati forniti dal Ministero della Sanità della Repubblica di Cecenia, in meno di dieci anni, più del 30% della popolazione è stata deportata all’interno della Repubblica cdi Cecenia, mentre la mancanza, data l’assenza di cure mediche ha provocato serie epidemie di tubercolosi e d’epatite.
Ma non sono solo questi i fattori che costituiscono la causa della perdita di esseri umani. Gli abitanti del paese descrivono la loro vita quotidiana in termini di “guerra demografica”. Nel corso delle retate e delle operazioni di pulizia, sono i giovani uomini in età riproduttiva che sono presi ed eliminati. Un metodo di risolvere la questione del patrimonio genetico ereditario del popolo ceceno. E’ difficile trovare oggi nel mondo forme di violenza paragonabili.
Dopo la dichiarazione ufficiale della fine dell’attività militari dell’operazione antiterrorismo – perché è in questi termini che le autorità della Federazione Russa definiscono questa guerra – l problema più grave al quale i civili sono sottoposti risiede nelle azioni delle forze federali, intendiamo le azioni dei militari russi nei campi profughi ceceni o nelle città cecene, per la maggior parte distrutte o devastate.
La guerra sanguinaria nella Repubblica di Cecenia è riuscita a restare in gran parte nascosta ; le Agenzie d’informazione internazionali non ne hanno che una vaga conoscenza. Questa regione sinistrata ed apocalittica rimane ermeticamente chiusa, alla divergenza dei giornalisti in ricerca di verità. La maggior parte quelli che hanno potuto lavorare in Cecenia sono sempre stati accompagnati dai responsabili delle Agenzie di stampa della Federazione Russa. La censura interna fa parte di una strategia che descriva la guerra come una campagna mirante a sradicare il terrorismo.
E’ estremamente penoso constatare il silenzio che contorna la situazione nella Repubblica di Cecenia, una delle situazioni più tragiche del pianeta. Non abbiamo il diritto di mantenere il silenzio mentre in questa regione del mondo, ogni giorno è un giorno di violenza, mentre la sola legge in vigore in Cecenia è la legge della violenza e del male, mentre l’impunità incoraggia i militari a commettere sempre più crimini, massacri, compresa la pratica del commercio delle persone rapite e degli organi prelevati dai cadaveri.
Signor Presidente.
Il Partito Radicale Transnazionale vorrebbe ugualmente attirare la vostra attenzione sulla catastrofe umanitaria che imperversa nei campi profughi ceceni che si trovano nella Repubblica d’Inguscezia e sulla questione del trasferimento forzato di questi rifugiati installati in questi campi dall’inizio della guerra, alla fine del 1999.
Il 26 luglio scorso, il primo assistente del direttore del Servizio d'immigrazione degli Affari Interni della Federazione Russa, il Sig. Igor Yunash, ha annunciato che tutte le tendopoli di rifugiati ceceni in Inguscezia saranno chiusi da qui fino alla fine dell’anno.
I rifugiati subiscono enormi pressioni e molti tra loro sono già stati costretti a ritornare nella Repubblica di Cecenia.
in virtù della totale assenza di condizioni di sicurezza nel proprio paese, la pressione che i ceceni stanno subendo potrebbe essere considerata come una nuova forma di deportazione, mentre nel momento in cui parlo, i principali programmi delle Nazioni Unite nel Caucaso del Nord sono temporaneamente sospesi in seguito all’eliminazione, il 23 luglio 2002, di Nina Davidovich, capo dell’organizzazione non-governativa “Drujba”. Ora, questa sospensione delle attività delle Nazioni Unite nel paese, come anche quella delle altre organizzazioni internazionali, beneficiano in primo luogo coloro che sono determinati a continuare la guerra e a perseguire la popolazione civile di questa regione.
Infine, Signor Presidente, il PRT intende esprimere la sua profonda delusione quanto al fatto che la 54° sessione della Commissione dei Diritti dell’Uomo non sia riuscita ad adottare una risoluzione sulla situazione che prevale, attualmente, nella Repubblica di Cecenia.
E’ la ragione per la quale il PRT invita la Sotto-Commissione a chiedere alla Commissione dei Diritti dell’Uomo di usare tutta la sua influenza affinché inizino d’urgenza i negoziati tra il Presidente della Federazione Russa, il Sig. Vladimir Putin, e il Presidente della Repubblica di Cecenia, il Sig. Aslan Maskhadov.
Il PRT si felicita della nomina del Sig. Sergic Vieira de Mello alla testa dell’Alto Commissariato dei Diritti dell’Uomo, e l’invita ad attivarsi affinché una Commissione internazionale indipendente sia costituita il più rapidamente possibile per indagare sulle violazioni del diritto umanitario internazionale in questa regione.
Signor Presidente, la ringrazio della vostra attenzione.
Punto 6 : altre questioni concernenti i Diritti dell’Uomo
Sulla situazione nella Repubblica Cecena
Intervento di M. Roustam Semeev, a nome del Partito Radicale Transazionale
Ginevra, 15 agosto 2002
Signor Presidente, Grazie
Il Partito Radicale Transnazionale è profondamente preoccupato dalle violenze assolutamente infami perpetrate reiteratamente nella Repubblica Cecena.
Da ormai tre anni assistiamo alla spaventosa tragedia cecena che solo il termine “genocidio” è in grado di qualificare. I ceceni hanno perso più del 20% della loro popolazione nel corso di queste due guerre.
Le operazioni dette di retaggio e di pulizia, che del resto non qualificano che un solo aspetto del genocidio attuale, possono essere perpetrati in qualunque momento in un villaggio e ripetersi instancabilmente fino a 20, 30 volte nello spazio di due anni.
Un’altra forma di genocidio risiede nell’installazione di veri e propri campi di concentramento, più conosciuti col nome di “campi di filtraggio”, dove da dieci a cento persone sono detenute dopo essere state catturate nel corso di una retata in un villaggio.
Succede tuttavia che persone siano rimesse in libertà dopo essere stati sottoposti ad un controllo d'identità. Comunque queste persone ritornano malate e la loro liberazione viene ottenuta attraverso il pagamento, da parte dei parenti, di una tangente il cui valore è negoziabile.
Tuttavia, nella maggior parte dei casi, i corpi dei detenuti vengono ritrovati più tardi mentre altri scompaiono completamente senza lasciar tracce. A volte i corpi di coloro che non hanno potuto sopravvivere alla tortura, sono venduti ai parenti della vittima, desiderosi di offrire una degna sepoltura al loro caro.
Poiché un gran numero di coloro che sono inviati nei campi di filtraggio sono considerati come dispersi, nessuna inchiesta è stata condotta e, di conseguenza, non ci si può attendere alcun risultato dalla giustizia.
Signor Presidente.
Le donne, i bambini e le persone anziane sono le principali vittime della guerra nella Repubblica di Cecenia. 4.500 bambini sono rimasti vittime delle operazioni militari che hanno avuto luogo nella Repubblica di Cecenia tra il 1995 e il 2002. Tra di loro, 1.342 vi hanno trovato la morte; 1.936 sono morti in seguito alle ferite riportate; 1.227 sono stati gravemente feriti.
I ceceni muoiono durante i bombardamenti, nei combattimenti, nelle operazioni di retaggio, sono vittime delle mine antiuomo o uccisi dalle epidemie. E’ anche legittimo chiedersi se armi il cui utilizzo è vietato dalle due convenzioni di Ginevra – comprese le armi chimiche e biologiche – non siano state utilizzate. Inoltre, secondo alcuni, si può credere che sui detenuti siano stati eseguiti dei prelievi di organi.
Conformemente ai dati forniti dal Ministero della Sanità della Repubblica di Cecenia, in meno di dieci anni, più del 30% della popolazione è stata deportata all’interno della Repubblica cdi Cecenia, mentre la mancanza, data l’assenza di cure mediche ha provocato serie epidemie di tubercolosi e d’epatite.
Ma non sono solo questi i fattori che costituiscono la causa della perdita di esseri umani. Gli abitanti del paese descrivono la loro vita quotidiana in termini di “guerra demografica”. Nel corso delle retate e delle operazioni di pulizia, sono i giovani uomini in età riproduttiva che sono presi ed eliminati. Un metodo di risolvere la questione del patrimonio genetico ereditario del popolo ceceno. E’ difficile trovare oggi nel mondo forme di violenza paragonabili.
Dopo la dichiarazione ufficiale della fine dell’attività militari dell’operazione antiterrorismo – perché è in questi termini che le autorità della Federazione Russa definiscono questa guerra – l problema più grave al quale i civili sono sottoposti risiede nelle azioni delle forze federali, intendiamo le azioni dei militari russi nei campi profughi ceceni o nelle città cecene, per la maggior parte distrutte o devastate.
La guerra sanguinaria nella Repubblica di Cecenia è riuscita a restare in gran parte nascosta ; le Agenzie d’informazione internazionali non ne hanno che una vaga conoscenza. Questa regione sinistrata ed apocalittica rimane ermeticamente chiusa, alla divergenza dei giornalisti in ricerca di verità. La maggior parte quelli che hanno potuto lavorare in Cecenia sono sempre stati accompagnati dai responsabili delle Agenzie di stampa della Federazione Russa. La censura interna fa parte di una strategia che descriva la guerra come una campagna mirante a sradicare il terrorismo.
E’ estremamente penoso constatare il silenzio che contorna la situazione nella Repubblica di Cecenia, una delle situazioni più tragiche del pianeta. Non abbiamo il diritto di mantenere il silenzio mentre in questa regione del mondo, ogni giorno è un giorno di violenza, mentre la sola legge in vigore in Cecenia è la legge della violenza e del male, mentre l’impunità incoraggia i militari a commettere sempre più crimini, massacri, compresa la pratica del commercio delle persone rapite e degli organi prelevati dai cadaveri.
Signor Presidente.
Il Partito Radicale Transnazionale vorrebbe ugualmente attirare la vostra attenzione sulla catastrofe umanitaria che imperversa nei campi profughi ceceni che si trovano nella Repubblica d’Inguscezia e sulla questione del trasferimento forzato di questi rifugiati installati in questi campi dall’inizio della guerra, alla fine del 1999.
Il 26 luglio scorso, il primo assistente del direttore del Servizio d'immigrazione degli Affari Interni della Federazione Russa, il Sig. Igor Yunash, ha annunciato che tutte le tendopoli di rifugiati ceceni in Inguscezia saranno chiusi da qui fino alla fine dell’anno.
I rifugiati subiscono enormi pressioni e molti tra loro sono già stati costretti a ritornare nella Repubblica di Cecenia.
in virtù della totale assenza di condizioni di sicurezza nel proprio paese, la pressione che i ceceni stanno subendo potrebbe essere considerata come una nuova forma di deportazione, mentre nel momento in cui parlo, i principali programmi delle Nazioni Unite nel Caucaso del Nord sono temporaneamente sospesi in seguito all’eliminazione, il 23 luglio 2002, di Nina Davidovich, capo dell’organizzazione non-governativa “Drujba”. Ora, questa sospensione delle attività delle Nazioni Unite nel paese, come anche quella delle altre organizzazioni internazionali, beneficiano in primo luogo coloro che sono determinati a continuare la guerra e a perseguire la popolazione civile di questa regione.
Infine, Signor Presidente, il PRT intende esprimere la sua profonda delusione quanto al fatto che la 54° sessione della Commissione dei Diritti dell’Uomo non sia riuscita ad adottare una risoluzione sulla situazione che prevale, attualmente, nella Repubblica di Cecenia.
E’ la ragione per la quale il PRT invita la Sotto-Commissione a chiedere alla Commissione dei Diritti dell’Uomo di usare tutta la sua influenza affinché inizino d’urgenza i negoziati tra il Presidente della Federazione Russa, il Sig. Vladimir Putin, e il Presidente della Repubblica di Cecenia, il Sig. Aslan Maskhadov.
Il PRT si felicita della nomina del Sig. Sergic Vieira de Mello alla testa dell’Alto Commissariato dei Diritti dell’Uomo, e l’invita ad attivarsi affinché una Commissione internazionale indipendente sia costituita il più rapidamente possibile per indagare sulle violazioni del diritto umanitario internazionale in questa regione.
Signor Presidente, la ringrazio della vostra attenzione.
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