Onu: Pannella: cittadini italiani dimenticati da UPR, vittime come rom, sinti e immigrati della negazione pluridecennale dello Stato di Diritto in Italia


Ginevra, 9 febbraio 2009

Al termine della sessione della Revisione universale periodica (UPR) dell'Italia all'Onu di Ginevra, Marco Pannella e Marco Perduca, in delegazione del Partito Radicale Nonviolento al Consiglio dei diritti umani, hanno incontrato la stampa distribuendo la traduzione in inglese di una versione ridotta de "La peste italiana" (scaricabile su www.radicalparty.org).
Pannella ha esordito ricordando come dal dibattito della mattina fossero stati tenuti fuori i cittadini italiani: "Fin dal giorno in cui è entrata in vigore la Costituzione, vi è stata una costante negazione di quelle parti che, frutto del ricordo del Ventennio fascista, davano al cittadino la possiblità di agire contro il potere centrale". In particolare Pannella ha ricordato ai corrispondenti internazionali come solo nella metà degli anni '70 si sia data la possibilità agli italiani di votare per i governi regionali e di abrogare delle leggi con referendum nazionali, "esempi emblematici della totale mancanza di Stato di Diritto in Italia". Pannella ha poi fornito i numeri della mala amministrazione della giustizia italiana, non ricordati nel dibattito all'Onu: "11 milioni di processi tra penali e civili in corso, senza tempi certi, che quindi violano il diritto a un giusto processo di quasi un terzo degli italiani". A proposito di giustizia, il senatore Marco Perduca ha denunciato come anche la situazione carceraria fosse assente dalla UPR. "Con oltre 65mila presenze, laddove la capienza regolamentare sarebbe di 42mila, le carceri italiane sono fuorilegge e a nulla varranno, se pure dovessero essere costruiti entro il 2012, i 21mila nuovi posti previsti dal piano carceri, che è finanziato solo per un terzo". Circa gli adeguamenti agli obblighi internazionali, Perduca ha ricordato come nel dibattito sul c.d. 'pacchetto sicurezza' il sottosegretario Mantovano abbia dato parere negativo a un emendamento radicale che traduceva in italiano la norma per introdurre il reato di tortura nel codice penale italiano. "Tra le altre cose" ha proseguito Perduca, "l'Italia non ha ancora ratificato il protocollo opzionale della convenzione Onu sulla tortura, né adeguato i propri codici allo statuto della Corte penale internazionale". Perduca ha poi smentito quanto detto dalla delegazione italiana, che ha cercato di rassicurare sulle molte preoccupazioni circa la creazione di un'autorità nazionale sui diritti umani "Esistono sicuramente molti disegni di legge, tra i quali anche quelli Radicali alla Camera e al Senato, ma a oggi il Governo non ha manifestato l’intenzione di garantire corsie preferenziali, lo stesso dicasi per la tortura o l'ombudsman per i diritti del fanciullo". Perduca ha concluso ricordando come i Radicali "siano stati gli unici a opporsi alla ratifica del Trattato Italia-Libia, e che comunque questo non prevede norme di regolamentazione dei flussi migratori con Tripoli. Esistono altri quattro accordi" ha concluso il senatore Radicale "ma non parlano di immigrazione. Forse ci sono dei patti segreti?".
Prima di concludere, Marco Pannella ha voluto anche ricordare la sua lotta affinché emerga la verità sugli ultimi mesi che portarono alla guerra in Iraq. "Anche grazie a quanto è emerso con Clare Short alla Commissione Chilcot la settimana scorsa" ha detto Pannella, "siamo vicini allo scoppio della verità. Una seconda risoluzione all'Onu avrebbe dichiarato illegale l'attacco, Saddam era pronto a rispondere favorevolmente alla richiesta di almeno sette Stati arabi di andare in esilio, Bush, Blair e Berlusconi utilizzarono Gheddafi per boicottare l'unica vera alternativa alla guerra. La deposizione di Straw, e anche le domande, sono state di basso livello: occorre porre al centro dell'inchiesta ciò che abbiamo documentato da anni e che e' confermato dai documenti inglesi e spagnoli desecretati, relativi alle riunioni di Crawford del 22 febbraio 2003."