Oggi l’embrione domani l’aborto <br>La parlamentare europea denuncia il ritorno allo Stato etico

Chiara Valentini
L'Espresso

colloquio con Emma Bonino

anche se da tempo non abita più in Italia, ma si divide fra Bruxelles, dove è parlamentare europeo, e Il Cairo, dove studia l’arabo, Emma Bonino segue con attenzione le vicende di casa nostra. Specie quando sono in gioco, come in questi giorni, questioni di diritti e di libertà civili.
Che segnale dà la legge sulla fecondazione assistita? Molti sentono odore di crisi della laicità.
“Il rilancio dello Stato etico, dove quel che è peccato per alcuni deve diventare reato, per tutti è comunciato da tempo. Ma qui siamo di fronte a un’offensiva in grande stile. E’ il Vaticano ad aver messo in moto in maniera esplicita questa proposta, forte anche della valanga di soldi che gli arrivano con l’8 per mille dalle tasse degli italiani. Ma i partiti, come è avidente, sono ben contenti di ubbidire”.
E’ un caso che anche da noi al centro di queste norme regressive ci sia il corpo delle donne, l’ossessione dell’Islam integralista?
“Ogni fanatismo e ogni integralismo, sia islamico che cattolico, ha fatto del corpo femminile l’oggetto preferito delle proprie ossessioni individuali e legislative. Obbligare una donna a indossare il burqa, a farsi mutilare i genitali o lasciarsi impiantare nell’utero un embrione malato sono tre violenze della stessa natura. Ma solo l’ossessione del burqa, nemmeno la più feroce, può essere collegata al fondamentalismo islamico”.
Ai tempi delle battaglie per l’aborto lei organizzativa nelle case le interruzioni di gravidanza che allora erano proibite, aveva portato da noi il metodo del self help. Cos farebbe oggi se fosse ancora in Italia?
“Con i miei amici radicali penserei a un referendum. E intanto cercherei di mettere in piedi una nuova disubbidienza civile, per esempio portando charter di donne in Inghilterra a farsi inseminare. Dati i tempi dovrebbero essere azioni clamorose e collettive. Farei una conferenza stampa prima della partenza, mi porterei qualche giornalista al seguito, insomma farei di tutto per dar vita a una campagna nel Paese e non solo in Parlamento. Ma voglio aggiungere che anche se le donne sembrano le prime vittime di uesta legge, c’è un’altra categoria di persone che viene penalizzata ancora più duramente”.
Allude ai malati?
“Si. Come cerca di spiegare in tutti modi il presidente dei radicali Luca Coscioni, poco ascoltato e spesso cesurato, vietando di utilizzare per la ricerca quei 20 mila embrioni che restano inutilizzati nei centri si fa un danno enorme prima di tutto a chi sta male. Dalla ricerca sulle cellule staminali potrebero venire cure risolutive per malati di diabete, di Parkinson, Alzheimer, distrofia e di tante altre malattie che, secondo il rapporto Dulbecco, possono riguardare fino a 12 milioni di persone. A loro, e ai malati di domani, questa legge sbatte la porta in faccia”.
Pensa che le norme sulla fecondazione assistita ci mettano in contrasto con l’Europa?
“La nostra è la legge più restrittiva del Continente ed è perfino peggiore della pur severa legge dell’arabia Saudita, dove per lo meno si sono risparmiati la follia del limite dei tre embrioni. E’ una cosa a cui non riuscivo a credere, come se si stabilisse per legge che si deve fare il ponte di Messina con non più di 400 mila tonnellate di cemento. La Ue non ha una competenza specifica in materia, ma si potranno chiamare in causa principi più generali, come il diritto alla salute e all’integrità fisica. Ma è la Corte Costituzionale che potrà intervenire più efficacemente”.
La prossima mossa sarà quella di mettere in discussione l’aborto?
“E’ probabile che adesso cercheranno di sacralizzare il feto, visto che hanno sacralizzato l’embrione, qualcosa che non si vede nemmeno al microscopio e che spesso viene espulso dall’utero per cause naturali. E’ una visione materilistica becera. Al governo Berlusconi-Sirchia interessa di più l’embrione che non il malato o la donna”.
Le sembra che in Italia ci sia un’opposizione adeguata a quel che sta succedendo?
“Nella campagna elettorale del 2001 sia Berlusconi che Rutelli avevano preferito non parlare di temi di coscienza, come li chiamavano. Con i bei risultati che stiamo vedendo. La lettera con cui Rutelli risponde a Daniele Capezzone che gli chiedeva di decidersi a far sapere come la pensava sulla fecondazione è abbastanza impressionante. Dopo aver consigliato alle donne di adottare i figli invece che ostinarsi a farli, fa sapere che, fra pro e contro, si pone fra quelli che votano pro”.
Almeno i Ds però si sono schierati in modo compatto votando contro la legge.
“E’ vero. Però anche loro hanno avuto paura di investire di questi temi la coalizione. Non hanno voluto o saputo trasformare l’opposizione politica in opposizione sociale”.