"NON TENETE IN VITA IL DOLORE". MA A WELBY NESSUNO RISPONDE

Anna Tarquini
L'Unità

Bonino in sciopero della fame, Mussi lo sostiene: il Parlamento tace. Al via la "Commissione fine vita", ma non si occupa di eutanasia.


Di Welby non si parla. Il suo caso al momento non sarà preso in esame. Nel giorno in cui un ministro del governo, Emma Bonino, inizia lo sciopero della fame a favore delI 'eutanasia per Piero Welby, nel giorno in cui un secondo ministro Fabio Mussi si schiera apertamente a favore della dolce morte dicendo "non tenete in vita il dolore", un terzo ministro Livia Turco vara la "Commissione fine vita" ma dice anche "questa commissione non si occuperà mai di Welby". Non è una novità: la posizione del ministro della Salute sulla dolce morte è nota. "La politica deve restarne fuori" aveva detto sulle colonne di questo giornale. Il fatto è che la costituzione di un organismo che dovrà occuparsi del dolore, delle cure palliative, dei servizi e dei diritti dei malati terminali arriva proprio nel giorno clou della protesta pro-Welby organizzata dai radicali. E c'è chi come la destra non ha perso occasione per attaccare: "La commissione va bene se dice di no all'eutanasia, il ministro Turco però ha seguito la sua fan Bonino". E Paola Binetti che ironizza: "Bonino sta adottando la condotta tipica dei radicali". E aggiunge, per una volta d'accordo con Livia Turco: "La verità è che dalle istituzinni non può arrivare nessuna risposta, a parte l'espressione della piena solidarietà umana".
ll caso Welby tiene ancora banco. Due ministri pro eutanasia e più di cinquecento persone in sciopero della fame. Parlamento diviso tanto che non si riesce nemmeno a calendarizzare la discussione sul testamento biologico. Per essere esatti sono gia 588 adesioni (solo alle 19 di ieri sera, e il numero continua a salire), con altrettanti messaggi che stanno riempiendo il sito dell'associazione Coscioni. Sono deputati, professionisti, inseguanti, studenti. Allo sciopero hanno aderito anche Pasqualina Napoletano, vice presidente del gruppo del Pse al Parlamento europeo e Adriano Sofri. Tutti con Welby e la sua richiesta di eutanasia.
Tutti per Welby che adesso non riesce nemmeno più a deglutire e che nonostante questo ha scelto una battaglia a viso aperto, con richieste ufficiali, creando su di sé un caso quando come tanti avrebbe potuto invece morire nella clandestinità.
E' un pò quello che spiega Bonino: "Piero come molti avrebbe potuto risolvere la questione con leutanasia clandestina, che esiste nel nostro Paese. E' però esattamente quello che non ha voluto fare perché l'obiettivo è quello di trovare, anche in modo molto rigoroso, un quadro di legalità a questo dramma. Spero che molti cittadini sentano questa urgenza, si uniscano e che il Senato riesca ad avviare ll dibatuto e magari aprire l'indagine sull'eutanasia clandestina . "Nessuno di noi - spiega ancora Bonino - ha diritto di condannare un altro alla tortura. E' esattamente ciò che sta accadendo". Ieri lo ha detto anche Fabio Mussi: "I ministri non devono mettersi in sciopero. Tuttavia il caso Welby è un problema serio, che riguarda il nostro essere umani e il nostro senso di solidarietà e di carità verso gli altri. Non ci si può accanire e tenere in vita il dolore". Ma per il moneto non se ne parla. Qualcuno ha posto il problema ieri, nella prima riunione della commissione fine vita. E la commissione ha detto no. Nonostante il parere di uno dei suoi neo eletti, Amedeo Santosuosso: "ll medico deve attenersi, nel rispetto della dignità, della libertà e dell'indipendenza professionale, alla volontà di curarsi, liberamente espressa dalla persona".