"NON E' UN PROBLEMA RELIGIOSO, TUTTI DEVONO FARSI RICONOSCERE"


La Repubblica

Bonino: il divieto andrebbe imposto già all'ingresso in Italia


«Ho fatto battaglie inAfghanistan contro il burqa e non dovrei farle in Italia? Non al museo ma alla dogana, all`ingresso in Italia, bisognerebbe spiegare con un bel sorriso che tutti sono benvenuti ma nel nostro paese bisogna entrare riconoscibili». Emma Bonino è a Bruxelles per il convegno promosso dai Radicali su "Religiosità e laicità". Per la leader radicale eletta nel Pd, vice presidente delSenato, che per anni ha scelto di vivere al Cairo ed è in prima linea nella difesa dei diritti delle donne islamiche, la tolleranza non c`entra nulla con l`episodio di Venezia.

Senatrice Bonino, lei quindi la pensa come la destra e i leghisti?
«Non cambio idea ogni secondo, e dico con assoluto e reciproco rispetto per tutti che la responsabilità individuale passa per prima cosa dalla riconoscibilità di un individuo nei luoghi pubblici. Questa è la ragione per cui nessuno di noi può andare in giro con il casco integrale o il passamontagna».

Il rispetto della religione, delle credenze va tuttavia garantito?
«Non è una questione religiosa ma di ordine pubblico. La nostra società si fonda sul principio in base al quale l`individuo è responsabile e nei suoi atti pubblici è riconoscibile».

Quindi, divieto di ingresso al museo?
«C`è una rotta da tenere senza tante discussioni sul foulard, l`hijab, le suore... ognuno fa quello che vuole però nei luoghi pubblici non ci si vela, e non è il punto di vista religioso, il simbolismo, eccetera che va chiamato in causa. Io poi lascerei la religione fuori dalla sfera della gestione pubblica e delle regole di convivenza».

Non si rischia di rinvigorire l`intolleranza?
«Non è un problema d`intolleranza. É come se accettassimo le mutilazioni genitali femminili perché fanno parte di una cultura. Noi ci siamo dati delle regole di fondo, e tutto ciò è spogliato di qualsiasi elemento religioso o di giudizio di valore. Non si gira nudi per strada ma soprattutto non si gira irriconoscibili. Valgono le nostre leggi. Potremmo anche smetterla con le stupidaggini come le impronte digitali ai bambini rom e essere sul serio un po` più rigorosi».