"NON CI SONO SOLTANTO I COMUNISTI" LA BONINO DIFENDE PADOA-SCHIOPPA

Aldo Fontanarosa
La Repubblica

Il ministro si schiera sulla linea del rigore: il governo non dimentichi la crescita e il rientro del deficit


ROMA - «Siamo un governo di coalizione, e non un monocolore comunista come qualcuno pensa. Gli strappi non sono possibili. Spetta semmai a Romano Prodi trovare una sintesi tra le posizioni di alcuni e le posizioni di altri, che sono molto diverse».

Emma Bonino, ministro delle Politiche Europee: lei non ha preso bene - sembra di capire - la lettera dei colleghi Bianchi, Ferrero, Mussi e Pecoraro Scanio su pensioni e politica economica.

«Non mi piace il metodo, intanto. C`è una sede dove rappresentare tutte le posizioni della coalizione, ed è il consiglio dei ministri. E' lì che tutti possono dire e anche litigare, certo. E' lì, aggiungo io, che deve prendere forma una posizione collegiale, di sintesi. Peccato che le cose non funzionino sempre così».

Anziani, giovani, famiglie sono in difficoltà. E` normale che un governo di sinistra pensi a loro, non trova?

«Concordo. Tant`è vero che il 6 aprile abbiamo chiuso il contratto degli statali con una forte spesa. E` ormai acquisito un aumento importante per le pensioni basse. Spenderemo 1,3 miliardi. E sono in campo azioni per i giovani per altri 600 milioni».

Basterà?

«Dico che tutto questo potrà essere ripetuto a patto che il governo conservi 3 direttrici di marcia: il rientro dal deficit, come previsto in febbraio; e la crescita dell`economia, la difesa della Legge Biagi che andrà arricchita ora con il capitolo sugli ammortizzatori sociali».

Se anziani e famiglie avranno più soldi, spenderanno di più e traineranno la crescita.

«Siamo una società complessa, che non è fatta solo di lavoratori. Ci sono centinaia di migliaia di imprenditori onesti che non accettano un centesimo in più di tasse. Sono gli stessi che ci hanno assicurato una crescita, accettabile, dell`1,9%. Possiamo fare di più».

Lei come spenderebbe il "tesoretto"?

«Quando lo spenderei, mi chiedo. Io dico che dobbiamo aspettare settembre e la stesura della Finanziaria. Oggi non disponiamo di tutti gli elementi. Non sappiamo, ad esempio, quanto corra la spesa né conosciamo l`impatto dell`ennesima riforma pensionistica. Faccio notare infine che non si può decidere l`impiego dell`extragettito con un decreto di fine estate, che poi non riesci a convertire».

IlSole24 Ore, giornale degli industriali, invita Padoa-Schioppa a difendere la linea del rigore anche a costo di dimettersi.

«Dobbiamo stare attenti all`uso delle parole. Rigore può apparire un termine ostile. Qui nessuno pensa che non si debba spendere. Il problema è la qualità della spesa. Noi dobbiamo investire nella ricerca, nelle università, nelle infrastrutture. E per spendere bene serve una visione d`insieme. Per il tesoretto aspetterei settembre».

E` sicura, ministro, che Prodi riuscirà a conciliare la sua visione con quella della sinistra radicale?

«E` un premier esperto, paziente, legittimato ad agire. Confidiamo in lui. Siamo certi che un ex presidente della Commissione europea difenderà la credibilità internazionale del Paese. E poi, mi scusi: i colleghi Bianchi o Ferrero sono comunisti e felici di esserlo. I radicali siamo noi, io e Pannella».