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NIKOVSKI: LASCIAMOCI ALLE SPALLE IL PROBLEMA DEI CONFINI.
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Quello di qui Macedonia e Albania hanno bisogno e’ solo fiducia reciproca.
Intervista di Eva Kushov a Risto Nikovski, ex - Ambasciatore macedone in Albania, e oggi Segretario di Stato presso il Ministero degli Affari Esteri.
L’integrazione europea richiede in primo luogo l’integrazione regionale, infatti, verso questo obiettivo si stanno dirigendo, dopo la guerra, i paesi dell’area balcanica. Lo scopo dei frequenti incontri fra gli alti ufficiali di questi paesi, è proprio quello di lasciarsi alle spalle il passato e concentrarsi sul futuro; anche le relazioni fra Macedonia e Albania hanno questo obiettivi.
Sulle relazioni fra i due paesi si è pronunciato per il giornale “Shekuli” anche il numero tre del governo macedone, l’ex-ambasciatore macedone sig. Risto Nicovschi.
Sig.Nicovschi qual è la sua opinione sulle relazioni fra Macedonia ed Albania?
Fino ad oggi i macedoni non sapevano molto sui loro vicini albanesi, così come gli albanesi sapevano poco o nulla sui macedoni e la responsabilità non può che appartenere ai mezzi d’informazione Io ho vissuto in Albania per quasi quattro anni e ho avuto modo di percepire quest’atmosfera mistificatoria sia durante la guerra del Kossovo che durante quella di Macedonia, ho notato che quando accadeva qualcosa nei due paesi, le notizie erano piuttosto distorte. A mio avviso noi dovremmo lavorare insieme su questo per fare in modo i media si assumano le proprie responsabilità e che facciano l’impossibile per far tornare quell’atmosfera di fiducia reciproca della quale i nostri rispettivi paesi hanno bisogno per evitare incomprensioni e avviarci più facilmente verso il futuro. Per il momento questa fiducia reciproca non c’è, ma certamente un dei nostri obiettivi prioritari è quello di recuperarla. Sono infatti convinto che se questo risultato fosse effettivamente raggiunto la soluzione di alcuni problemi politici sarebbe senza dubbio più semplice.
Io credo che la collaborazione economica tra i due paesi determinerà anche un avvicinamento tra la Macedonia e l’Albania e questo perché il livello delle esportazioni e delle importazioni crescerà e quindi anche il clima sarà più disteso. Per ora solo i criminali non conoscono confini; non importa se sono turchi, greci macedoni o albanesi, il loro comune “bussines” e ormai evidente, anche se non legale.
Dobbiamo stimolare i commercianti dei due paesi a collaborare e aprire nuove “strade” in modo tale da costituire un rapporto solido fra i nostri paesi e solo così lo standard di vita delle rispettive popolazioni potrà crescere, mettendo contemporaneamente da parte i problemi legati al nazionalismo e concentrandosi su altri aspetti, quelli più immediati, della vita.
Abbiamo appena sottoscritto il Patto del Commercio Libero e poco sappiamo in proposito, sicché, dovremmo fare in modo di pubblicizzare maggiormente quelle che saranno le conseguenze dell’adesione a questo patto, magari organizzando tavole rotonde e visite reciproche dei commercianti albanesi a Skopje ed Oher e di quelli macedoni a Tirana. Attualmente le nostre economie sono abbastanza simili, quindi esiste lo spazio per operare in questo senso.
Torniamo alla attuale situazione in Macedonia. I media parlano di una possibile organizzazione dei guerriglieri sulle montagne e di una seconda battaglia. Lei cosa ne pensa?
Io non possiedo nessuna informazione in proposito e sopratutto questa è una cosa che interessa solo i criminali ormai, gli unici che possono essere interessati ad avere un’Albania o una Macedonia instabili in quanto ai loro traffici farebbe comodo una situazione di questo genere. La maggior parte della gente odia la guerra, ma in fondo essa può essere amata solo dagli estremisti. La guerra non porta bene a nessuno.
Come sta funzionando il nuovo governo, dove una componente della coalizione è proprio il partito dell’ex leder d’UÇK (l’esercito di liberazione del Kossovo), Ali Ahmeti. All’inizio questa coalizione era sommersa dai dubbi. Lei cosa ne pensa?
Questo governo ha cominciato a funzionare. Certo i problemi non mancano, ma è fondamentale la buona volontà delle due parti; gli albanesi hanno mostrato una gran volontà. Infatti, lei sa che, negli ultimi tempi, i cambiamenti sono stati drammatici, questo perché i guerriglieri (adesso li chiamiamo cosi, perché durante la guerra loro erano chiamati terroristi) sono parte del governo ormai. In ogni modo posso affermare che quello che è successo l’anno scorso in Macedonia è inaccettabile, però l’importante adesso è lasciarsi alle spalle il passato e concentrarsi sul futuro. Ormai spetta a noi tutti assumerci le nostre responsabilità nel creare il progresso la stabilità e lo sviluppo. Se ci concentriamo tutti su questo, io sono ottimista e le cose potrebbero andare per il meglio. La forza politica più forte è già parte del governo e questa è una cosa buona. Adesso i due partiti più votati dalle due etnie sono insieme ad occuparsi del paese e anche questa è una cosa ben riuscita.
Un patto segreto sul problema dei confini, sottoscritto l’anno scorso fra la Serbia e la Macedonia, ha suscitato molte reazioni. Secondo questo patto, al sud-est del Kossovo sono stati tolti circa 2500 ettari di terra. Dall’altra parte il capo’BDI, Ali Ahmeti ha dichiarato che questo patto dovrà essere riconsiderato perché si dovrà, per forza di cose, prendere in considerazione la volontà del popolo di Kossovo. Cosa ci può dire in proposito?
Quel patto non e segreto. E un patto transnazionale, negoziato e poi sottoscritto quindi si sono stati rispettati tutti gli standard internazionali. Si sa che il Kossovo è una parte dell’ ex-Unione Yugoslavia.
Si, però esiste una risoluzione sul Kossovo, la numero 1244 dell’ONU, sulla base della quale il Kossovo del dopo guerra (dal 1999) è governato, invece il patto è stato sottoscritto solamente un anno fa e senza la presenza dell’UNMIK.
Ma qui si parla di un patto sottoscritto ufficialmente da due Stati, la Macedonia e la Serbia. Soprattutto questo patto non ha modificato i confini, sono gli stessi di prima. Niente è cambiato. Dall’altra parte il patto è stato approvato dall’UNMIK, gli Stati Uniti e anche dall’Unione Europea. Quindi, secondo me, aprire questo caso non è una buona mossa da fare, servirebbe solo a farci tornare indietro. Ma vi dico anche un’altra cosa: questo patto offre tante soluzioni flessibili e se la popolazione di queste zone crede che si sta commettendo un’ingiustizia, allora possiamo far spostare di 300 metri il confine. Basta sedersi assieme e fissare le linee di demarcazione e, fatto questo, faremo in modo che le persone che hanno bisogno, possano lavorare la loro terra anche se sta dall’altra parte del confine. Lo ripeto, questo patto è molto flessibile, lo spostamento di circa 300 metri dentro il nostro territorio si può fare e dipende totalmente dalle necessità degli abitanti della zona. Non mi sembra una cosa così problematica.
Noi siamo stati in quella zona, nel comune di Viti, e gli abbiamo trovato gli abitanti della zona molto irritati. La causa era lo spostamento della linea del confine dentro il territorio macedone. Anche il governo del Kosova ha reagito rispetto a questa cosa.
Si, c’è stata una risoluzione del Parlamento del Kossovo che non ha accettato questo patto, ma questa risoluzione è stata sconsigliata, poi, dal Primo amministratore del Kossovo, Michail Shtiner. Quindi, in una situazione di questo genere, troviamo il popolo del Kossovo contro tutto il mondo! Cos’ ci riesce facile capire chi ha ragione, no?! Certo, abbiamo una parte che non accetta la linea esistente del confine, mentre le altre parti si chiedono perché questa linea non è stata ancora fissata. E’ proprio per questo che dico e ripeto che è meglio non aprire questo caso perché rischiamo di far scoppiare nuove tensioni e nuove incomprensioni.
Intervista di Eva Kushov a Risto Nikovski, ex - Ambasciatore macedone in Albania, e oggi Segretario di Stato presso il Ministero degli Affari Esteri.
L’integrazione europea richiede in primo luogo l’integrazione regionale, infatti, verso questo obiettivo si stanno dirigendo, dopo la guerra, i paesi dell’area balcanica. Lo scopo dei frequenti incontri fra gli alti ufficiali di questi paesi, è proprio quello di lasciarsi alle spalle il passato e concentrarsi sul futuro; anche le relazioni fra Macedonia e Albania hanno questo obiettivi.
Sulle relazioni fra i due paesi si è pronunciato per il giornale “Shekuli” anche il numero tre del governo macedone, l’ex-ambasciatore macedone sig. Risto Nicovschi.
Sig.Nicovschi qual è la sua opinione sulle relazioni fra Macedonia ed Albania?
Fino ad oggi i macedoni non sapevano molto sui loro vicini albanesi, così come gli albanesi sapevano poco o nulla sui macedoni e la responsabilità non può che appartenere ai mezzi d’informazione Io ho vissuto in Albania per quasi quattro anni e ho avuto modo di percepire quest’atmosfera mistificatoria sia durante la guerra del Kossovo che durante quella di Macedonia, ho notato che quando accadeva qualcosa nei due paesi, le notizie erano piuttosto distorte. A mio avviso noi dovremmo lavorare insieme su questo per fare in modo i media si assumano le proprie responsabilità e che facciano l’impossibile per far tornare quell’atmosfera di fiducia reciproca della quale i nostri rispettivi paesi hanno bisogno per evitare incomprensioni e avviarci più facilmente verso il futuro. Per il momento questa fiducia reciproca non c’è, ma certamente un dei nostri obiettivi prioritari è quello di recuperarla. Sono infatti convinto che se questo risultato fosse effettivamente raggiunto la soluzione di alcuni problemi politici sarebbe senza dubbio più semplice.
Io credo che la collaborazione economica tra i due paesi determinerà anche un avvicinamento tra la Macedonia e l’Albania e questo perché il livello delle esportazioni e delle importazioni crescerà e quindi anche il clima sarà più disteso. Per ora solo i criminali non conoscono confini; non importa se sono turchi, greci macedoni o albanesi, il loro comune “bussines” e ormai evidente, anche se non legale.
Dobbiamo stimolare i commercianti dei due paesi a collaborare e aprire nuove “strade” in modo tale da costituire un rapporto solido fra i nostri paesi e solo così lo standard di vita delle rispettive popolazioni potrà crescere, mettendo contemporaneamente da parte i problemi legati al nazionalismo e concentrandosi su altri aspetti, quelli più immediati, della vita.
Abbiamo appena sottoscritto il Patto del Commercio Libero e poco sappiamo in proposito, sicché, dovremmo fare in modo di pubblicizzare maggiormente quelle che saranno le conseguenze dell’adesione a questo patto, magari organizzando tavole rotonde e visite reciproche dei commercianti albanesi a Skopje ed Oher e di quelli macedoni a Tirana. Attualmente le nostre economie sono abbastanza simili, quindi esiste lo spazio per operare in questo senso.
Torniamo alla attuale situazione in Macedonia. I media parlano di una possibile organizzazione dei guerriglieri sulle montagne e di una seconda battaglia. Lei cosa ne pensa?
Io non possiedo nessuna informazione in proposito e sopratutto questa è una cosa che interessa solo i criminali ormai, gli unici che possono essere interessati ad avere un’Albania o una Macedonia instabili in quanto ai loro traffici farebbe comodo una situazione di questo genere. La maggior parte della gente odia la guerra, ma in fondo essa può essere amata solo dagli estremisti. La guerra non porta bene a nessuno.
Come sta funzionando il nuovo governo, dove una componente della coalizione è proprio il partito dell’ex leder d’UÇK (l’esercito di liberazione del Kossovo), Ali Ahmeti. All’inizio questa coalizione era sommersa dai dubbi. Lei cosa ne pensa?
Questo governo ha cominciato a funzionare. Certo i problemi non mancano, ma è fondamentale la buona volontà delle due parti; gli albanesi hanno mostrato una gran volontà. Infatti, lei sa che, negli ultimi tempi, i cambiamenti sono stati drammatici, questo perché i guerriglieri (adesso li chiamiamo cosi, perché durante la guerra loro erano chiamati terroristi) sono parte del governo ormai. In ogni modo posso affermare che quello che è successo l’anno scorso in Macedonia è inaccettabile, però l’importante adesso è lasciarsi alle spalle il passato e concentrarsi sul futuro. Ormai spetta a noi tutti assumerci le nostre responsabilità nel creare il progresso la stabilità e lo sviluppo. Se ci concentriamo tutti su questo, io sono ottimista e le cose potrebbero andare per il meglio. La forza politica più forte è già parte del governo e questa è una cosa buona. Adesso i due partiti più votati dalle due etnie sono insieme ad occuparsi del paese e anche questa è una cosa ben riuscita.
Un patto segreto sul problema dei confini, sottoscritto l’anno scorso fra la Serbia e la Macedonia, ha suscitato molte reazioni. Secondo questo patto, al sud-est del Kossovo sono stati tolti circa 2500 ettari di terra. Dall’altra parte il capo’BDI, Ali Ahmeti ha dichiarato che questo patto dovrà essere riconsiderato perché si dovrà, per forza di cose, prendere in considerazione la volontà del popolo di Kossovo. Cosa ci può dire in proposito?
Quel patto non e segreto. E un patto transnazionale, negoziato e poi sottoscritto quindi si sono stati rispettati tutti gli standard internazionali. Si sa che il Kossovo è una parte dell’ ex-Unione Yugoslavia.
Si, però esiste una risoluzione sul Kossovo, la numero 1244 dell’ONU, sulla base della quale il Kossovo del dopo guerra (dal 1999) è governato, invece il patto è stato sottoscritto solamente un anno fa e senza la presenza dell’UNMIK.
Ma qui si parla di un patto sottoscritto ufficialmente da due Stati, la Macedonia e la Serbia. Soprattutto questo patto non ha modificato i confini, sono gli stessi di prima. Niente è cambiato. Dall’altra parte il patto è stato approvato dall’UNMIK, gli Stati Uniti e anche dall’Unione Europea. Quindi, secondo me, aprire questo caso non è una buona mossa da fare, servirebbe solo a farci tornare indietro. Ma vi dico anche un’altra cosa: questo patto offre tante soluzioni flessibili e se la popolazione di queste zone crede che si sta commettendo un’ingiustizia, allora possiamo far spostare di 300 metri il confine. Basta sedersi assieme e fissare le linee di demarcazione e, fatto questo, faremo in modo che le persone che hanno bisogno, possano lavorare la loro terra anche se sta dall’altra parte del confine. Lo ripeto, questo patto è molto flessibile, lo spostamento di circa 300 metri dentro il nostro territorio si può fare e dipende totalmente dalle necessità degli abitanti della zona. Non mi sembra una cosa così problematica.
Noi siamo stati in quella zona, nel comune di Viti, e gli abbiamo trovato gli abitanti della zona molto irritati. La causa era lo spostamento della linea del confine dentro il territorio macedone. Anche il governo del Kosova ha reagito rispetto a questa cosa.
Si, c’è stata una risoluzione del Parlamento del Kossovo che non ha accettato questo patto, ma questa risoluzione è stata sconsigliata, poi, dal Primo amministratore del Kossovo, Michail Shtiner. Quindi, in una situazione di questo genere, troviamo il popolo del Kossovo contro tutto il mondo! Cos’ ci riesce facile capire chi ha ragione, no?! Certo, abbiamo una parte che non accetta la linea esistente del confine, mentre le altre parti si chiedono perché questa linea non è stata ancora fissata. E’ proprio per questo che dico e ripeto che è meglio non aprire questo caso perché rischiamo di far scoppiare nuove tensioni e nuove incomprensioni.
Iscritti e contribuenti 2013
| Giuseppe R. Roma | 590 € |
| Salvatore P. Capistrello | 200 € |
| Giancarlo B. Torino | 30 € |
| Marco B. Merano | 20 € |
| Davide B. Prato | 50 € |
| Giuseppe P. Grottammare | 50 € |
| Maurizio T. Roma | 1.000 € |
| Rosa A. Firenze | 590 € |
| Giuliano G. Sondrio | 590 € |
| Sergio Pasquale R. Cremona | 500 € |
| Totale | 326.746 € |
Iscrizioni e contributi (online) 2013
Comunicati stampa
Rassegna stampa
Documenti
25/07/2000
Interrogazioni (PE) Macedonia
Interrogazione parlamentare di Olivier Dupuis (TDI) alla Commissione e risposta data dal Sig Patten in nome della Commissione
radioradicale.it
2013-04-14 17:00:00 Conversazione settimanale con Marco Pannella
2010-05-09 17:00:43 Conversazione settimanale con Marco Pannella
2010-05-05 10:05:36 Sedute 372ª e 373ª (XVI legislatura)
2010-04-14 10:33:39 Seduta 306ª (XVI legislatura)
2009-12-17 11:02:56 Seduta 260ª (XVI legislatura) 










