NATALE 2003 IN VIETNAM: I CRISTIANI MONTAGNARD VENGONO UCCISI, TORTURATI E ARRESTATI

INIZIA LA REPRESSIONE PER IL NATALE 2003: IN VIETNAM, I CRISTIANI MONTAGNARD VENGONO UCCISI, TORTURATI E ARRESTATI E LE BIBBIE VENGONO SEQUESTRATE

All’interno: Il Maggiore Tuan della Polizia Distrettuale di Dak Doa taglia la gola a un Montagnard e il Tenente Thai Manh Hung prende a pugni un bambino fino a fargli perdere i sensi.

Dichiarazione di Mr. Kok Ksor, Presidente della Montagnard Foundation, Inc., in occasione della pubblicazione del Rapporto sul Natale del dicembre 2003. “Questo Natale non sarà un Buon Natale per la popolazione Degar Montagnard dentro e fuori dal Vietnam. Al popolo Degar non è consentito celebrare il Natale con le messe e le cerimonie ufficiali in Vietnam a causa della minaccia di arresti e di torture. Il Governo vietnamita continua a reprimerci e a interferire nei nostri affari religiosi. Quest’anno, tuttavia, grazie a Radio Radicale, il popolo Montagnard celebrerà il Natale tutto unito attraverso le trasmissioni radio provenienti dall’estero sugli altopiani centrali del Vietnam, sottoposti a un rigido controllo. Questa è l’unica libertà di cui possiamo godere oggi, ma il governo comunista vietnamita non distruggerà il nostro spirito. La nostra gente vuole essere libera e continueremo a cercare la libertà attraverso mezzi non violenti. Adesso, la comunità internazionale si deve rendere conto che esiste un obbligo morale e legale di liberare tutti i popoli oppressi del mondo da governi dispotici come quello vietnamita”.


La foto sopra è stata trafugata di nascosto dal Vietnam da alcuni rifugiati. Un cristiano Montagnard (Degar) arrestato (e successivamente malmenato) dalle autorità vietnamite per aver praticato la Cristianità. Le autorità hanno bruciato la Chiesa del villaggio e la BBC ha trasmesso una storia “Fury at Vietnam Church Destruction” il 28 marzo 2001. Il Dipartimento di Stato statunitense ha riferito che da uno a cinque Cristiani Montagnard sono stati uccisi. La persecuzione continua senza sosta fino a questo Natale 2003, quando a un uomo Montagnard viene tagliata la gola mentre si trova prigioniero presso la polizia e i Cristiani vengono arrestati.

LA REPRESSIONE PER IL NATALE 2003 INIZIA NEL DICEMBRE 2003


Vengono riferite vessazioni, percosse, torture e uccisioni che arrivano fino al Natale 2003, mentre le autorità comuniste vietnamite intensificano la repressione contro i Cristiani Montagnard (Degar) sugli altopiani centrali del Vietnam. Direttamente dal Vietnam, la nostra gente riferisce che adesso virtualmente in ogni villaggio c’è la polizia segreta che intimidisce e arresta i Cristiani e i rifugiati che cercano di scappare in Cambogia. Il 18 dicembre 2003, il Rapporto Internazionale sulla Libertà Religiosa del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha dichiarato: “La situazione è rimasta difficile o è addirittura peggiorata per molti Protestanti appartenenti a una minoranza etnica sugli altopiani centrali e sugli altopiani nord-occidentali”. Le violazioni dei diritti umani elencate qui sotto provengono direttamente dalla nostra gente in Vietnam, che fa appello alla comunità internazionale per ricevere urgentemente aiuto e protezione.

- BAMBINO PICCHIATO FINO A FARGLI PERDERE I SENSI IL 14 DICEMBRE 2003 – in questo giorno, circa 60 agenti della polizia paramilitare (cong an) hanno circondato la casa di Byun a Plei Bia Tih, Comune di Hdok, Distretto di Dak Doa, provincia di Gia Lai, ma non sono riusciti a trovare la persona che volevano arrestare, un Cristiano Montagnard di nome Byuni”. In preda alla frustrazione, il Tenente Thai Manh Hung, funzionario della polizia vietnamita, ha interrogato il figlio di Byun di sette anni. Il bambino era così impaurito da non riuscire a dire una parola e così, davanti a tutto il villaggio, l’Ufficiale Hung gli ha dato tre pugni sul petto fino a fargli perdere i sensi.

- ASSASSINIO – ARRESTATO E GIUSTIZIATO IL 13 DICEMBRE 2003 – alle sette di sera, un gruppo di agenti della polizia paramilitare del distretto di Dak Dao ha circondato il villaggio di Plei O Dot nel Comune di Ia Bang, Distretto di Dak Dao, Provincia di Gia Lai e ha arrestato due abitanti del villaggio, di nome Nih (41 anni) e So (44 anni). Erano entrambi cristiani ed erano iscritti come sostenitori dell’MFI e del Partito Radicale Transnazionale (TRP), una ONG dallo stato consultivo con ECOSOC, che il governo vietnamita sta cercando di espellere dalle Nazioni Unite per il suo sostegno al popolo Montagnard e alla Montagnard Foundation. Nih era il numero 338 e So era il numero 373 di questo elenco. Entrambi sono stati portati nella prigione del distretto di Dak Doa e torturati con percosse, calci e scosse elettriche. Nih si era rifiutato di rispondere alle domande o di rinunciare a Cristo e il Maggiore Tuan della polizia di Dak Doa ha preso una coltello e l’ha pugnalato al petto, e poi gli ha tagliato la gola. I dati registrati di queste due sostenitori dell’MFI e del TRP sono a disposizione delle autorità nazionali e internazionali che desiderano indagare sul caso.

Il 15 dicembre 2003, la polizia ha portato il cadavere di Nih alla sua famiglia a Plei O Dot, ma si è rifiutata di lasciare che la famiglia celebrasse i funerali, dichiarando di volere fare vedere agli abitanti del villaggio che cosa succede a coloro che non piacciono al governo. Nih era cristiano e aveva aiutato a fornire cibo ai rifugiati cristiani che si nascondevano nella zona. Fino a questo momento non sappiamo se al cadavere sia stata data o meno una dignitosa sepoltura.

- ARRESTATO IL 12 DICEMBRE 2003 – Un gruppo di poliziotti paramilitari (cong an) del distretto di Dak Doa, provincia di Gia Lai, ha circondato il villaggio di Plei Brong Guai nel Comune di Ia Pet alle 9 di sera e ha arrestato un abitante del villaggio di nome Cel. Il governo voleva arrestarlo perché è cristiano e sostiene l’MFI. Cel ha quarant’anni ed è anche un sostenitore iscritto al TRP, del quale era il sostenitore registrato n. 1. Adesso si trova in prigione nel distretto di Dak Doa.

- ARRESTATI IL 12 DICEMBRE 2003 – alle 7 di mattina, la polizia vietnamita ha arrestato i cristiani Montagnard di nome Mon (nato nel 1963) e Amik (nato nel 1946) nei loro villaggi di Aluk Prong, provincia di Dak Doa, e di Kdang, provincia di Dak Doa. In questo momento non si sa dove si trovino né quali siano le loro condizioni di salute.

- ARRESTATO IL 5 DICEMBRE 2003. All’incirca alle otto di sera, la polizia vietnamita è entrata nel villaggio di Bia Bre nella provincia di Dak Doa e ha arrestato in casa sua un cristiano Montagnard di nome Croc. In precedenza, Croc aveva cercato di scappare nella vicina Cambogia, ma è stato arrestato prima di partire. Il luogo dove si trova e le sue condizioni di salute sono ignoti.

- VILLAGGIO SACCHEGGIATO, CRISTIANI PERCOSSI E ARRESTATI, E BIBBIE SEQUESTRATE IL 21 NOVEMBRE 2003. Nei villaggi di H¡¦le e O nella provincia di Ia Bang, una squadra di forze di polizia paramilitari ha condotto delle operazioni di ricerca di Cristiani e di membri della Montagnard Foundation. I loro nomi vengono elencati qui sotto:

o Thung, poliziotto vietnamita di Hanoi.
o Nhat, poliziotto vietnamita del distretto di Dak Doa.
o Tuan, poliziotto vietnamita della città di Gia Lai.
o Yang, giornalista vietnamita della provincia di Ai Bang.
o Tho, “collaboratore segreto” della tribù Montagnard pagato dalla polizia.

Questi e altri poliziotti non identificati sono entrati nel villaggio su alcuni veicoli e hanno iniziato a minacciare e a picchiare gli abitanti del villaggio, costringendoli a uscire dalle loro case. La polizia ha chiesto di conoscere i nomi degli abitanti dei villaggi che aiutavano i rifugiati a nascondersi sul confine cambogiano e quelli che tenevano riunioni di preghiera non ufficiali. Hanno anche sequestrato delle bibbie che hanno trovato nelle case. Alcune delle vittime delle violenze della polizia sono state:

o Wol – la sua casa è stata saccheggiata dopo che le porte sono state abbattute e la maggior parte della proprietà è stata danneggiata. La polizia ha perquisito la sua casa da cima a fondo, trovandovi soltanto del riso e del denaro. La polizia ha gettato tutto per terra e poi ha rubato il denaro (200.000 dong), e ha sequestrato le bibbie che vi ha trovato.
o Hoi – la sua casa è stata saccheggiata e tutte le finestre sono state rotte di proposito.
o Ding – le porte della sua cucina sono state strappate dai cardini. Lui è stato picchiato, incatenato e portato al carcere distrettuale. Non si sa né dove si trovi né quali siano le sue condizioni di salute.
o Wam – tutta la scorta di riso per la sua famiglia è stata deliberatamente sparpagliata nel villaggio dalla polizia.
o San – la polizia ha deliberatamente lanciato il proprio veicolo contro la sua casa facendola crollare. La maggior parte della casa è stata tanto danneggiata da non essere più riparabile.


28 ANNI DI PERSECUZIONI

Dalla fine della Guerra del Vietnam nel 1975, i popoli Degar Montagnard subiscono una sistematica politica repressiva da parte del governo vietnamita, comprendente anche violazioni dei diritti umani fondamentali, in particolare sequestro di terre ancestrali, distruzione culturale e persecuzione religiosa. Si deve notare che nell’aprile 2002, l’Osservatorio sui diritti umani ha prodotto un rapporto completo di 194 pagine sulla nostra difficile situazione intitolata “Repression of Montagnards” il cui comunicato stampa si apriva con la seguente affermazione:

”I Montagnards sono repressi dal Vietnam da decenni. Questo deve finire”

L’ultimo rapporto statunitense del 2003 sulla Libertà Religiosa Internazionale a proposito del Vietnam affermava anche che “la situazione è rimasta difficile o è addirittura peggiorata per molti Protestanti appartenenti a una minoranza etnica degli Altopiani centrali e degli Altopiani nordoccidentali”. La Montagnard Foundation, tuttavia, accoglie con favore alcune recenti azioni internazionali qui sotto elencate:

- Il 18 dicembre 2003 la Commissione Internazionale Statunitense sulla Libertà Religiosa ha chiesto che il Vietnam sia dichiarato un paese che desta “particolare preoccupazione” per quanto riguarda le violazioni della libertà religiosa e ha dichiarato: “Il Congresso degli Stati Uniti dovrebbe approvare la Legge sui Diritti Umani in Vietnam del 2003, che assoggetterebbe i futuri aumenti dell’assistenza bilaterale non umanitaria al Vietnam a una certificazione presidenziale di provati miglioramenti della “protezione della libertà religiosa e degli altri diritti umani” da parte del governo vietnamita”
- Il 19 novembre 2003, la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato la Risoluzione relativa alla Libertà Religiosa in Vietnam (H. Res 427).
Nel novembre 2003, il Parlamento Europeo ha approvato una Risoluzione sulla Libertà Religiosa sul Vietnam in cui si dichiara che:
(l’Unione Europea) condanna con decisione la nuova e più seria ondata di repressione della libertà religiosa dell’UBCV e dei Montagnards cristiani in Vietnam e la deliberata politica del regime vietnamita di eliminare le chiese non riconosciute, specialmente l’UBCV; Chiede alle autorità vietnamite di sospendere immediatamente le politiche di repressione dell’UBCV, della Chiesa Cattolica, dei gruppi cristiani Montagnard e dei Buddisti Hoa Hao e di adottare senza ritardi tutte le riforme necessarie per garantire uno status legale a tutte queste chiese;
- La denuncia pubblica fatta quest’anno da parte del Re della Cambogia, l’onorevole Son Chhay, membro del parlamento cambogiano e da parte del Comitato Cambogiano di Azione per i Diritti Umani (e il piano di taglie da $66 pagato da Hanoi) relativo ai rifugiati Montagnard in Cambogia e in Vietnam e le violazioni della Convenzione sui rifugiati.

- Nel dicembre 2003, il sostegno pubblico offerto dall’Inviato speciale delle Nazioni Unite Peter Leupretch a proposito del ruolo svolto dall’UNHCR nelle attività svolte in Cambogia, nel rispetto della Convenzione sui Rifugiati relativa ai nostri rifugiati che sfuggono alle persecuzioni in Vietnam. Il 5 dicembre 2003, Peter Leupretch ha dichiarato all’AP di avere “motivo di ritenere che ci siano delle popolazioni sugli altopiani dall’altro lato del confine che hanno un giustificato timore della persecuzione” da parte del governo vietnamita.

- Il 12 dicembre 2003, interrogazioni parlamentari presentate alla Commissione Europea dai membri del Partito Radicale Transnazionale e membri del Parlamento Europeo Marco PANNELLA, Maurizio TURCO, Marco CAPPATO, Gianfranco DELL'ALBA, Benedetto DELLA VEDOVA e Olivier DUPUIS. Le interrogazioni sollevate sono state le seguenti:

La commissione adotterà le misure necessarie per verificare e per garantire che il governo cambogiano rispetti la Convenzione delle Nazioni Unite del 1951 sui rifugiati, mettendo fine agli arresti e ai rimpatri forzati dei rifugiati Montagnard che sfuggono alla repressione politica e religiosa compiuta dalle autorità vietnamite come è stato anche dichiarato dal Parlamento Europeo con la Risoluzione approvata il 20 novembre 2003?

Che genere di pressione la Commissione intende fare sull’UNHCR – sia a Ginevra che in Cambogia – per garantire che i rifugiati Montagnard nascosti nella giungla non siano arrestati e “venduti” dalla polizia cambogiana alle forze di sicurezza vietnamite che normalmente sorvegliano le zone di confine della Cambogia?

La Commissione pensa che il comportamento dei governi cambogiano e vietnamita su questo punto debba cambiare immediatamente, in modo da non richiedere la sospensione degli accordi di cooperazione attraverso i quali la Commissione attualmente sta finanziando queste polizie repressive nei confronti dei diritti umani?



PERSECUZIONE INCESSANTE

Nel dicembre 2003, la persecuzione in Vietnam continua senza sosta ed è necessario fare ancora di più per fare cessare la sofferenza della nostra gente e sviluppare una soluzione permanente per il tetro futuro al quale va incontro la nostra popolazione. Centinaia di persone del nostro popolo rimangono in prigione, un numero ancora maggiore di esse sono scomparse dopo essere state arrestate e il governo vietnamita ha inviato soldati e polizia paramilitare per pattugliare il confine cambogiano, mentre allo stesso tempo ha impedito ai media e agli osservatori internazionali di accedere agli altopiani centrali. I Montagnard che vengono trovati in possesso di un telefono cellulare vengono immediatamente arrestati e sottoposti a severe punizioni. La situazione ha raggiunto un punto critico. Il governo è arrivato persino a costringere i Montagnard a rinunciare a Cristo facendo bere al nostro popolo il sangue di animali sacrificati. L’ultimo Rapporto del Dipartimento di Stato sulla Libertà Religiosa riportava quanto segue:

”Dopo le rivolte etniche avvenute sugli Altipiani centrali nel febbraio/marzo 2001, sono stati pubblicati anche numerosi rapporti secondo cui le autorità locali hanno cercato di costringere la minoranza etnica protestante a rinunciare alla sua confessione. Nei villaggi di Druh, B'Le, B'Gha, V'Sek, Koyua, Tung Thang, Tung Kinh, e Dung nel distretto di Ea H'Leo della provincia di Dak Lak, i funzionari distrettuali e comunali della minoranza etnica, alcuni dei quali appartengono essi stessi alla minoranza etnica, sono stati incaricati di costringere i seguaci protestanti ad abbandonare simbolicamente il Protestantesimo bevendo alcol mescolato a sangue animale in un rituale chiamato “la cerimonia del pentimento”. Nei villaggi di Buon Sup, Buon Ea Rok, e Buon Koya nel distretto di Ea Sup, provincia di Dak Lak, è stata fatta pressione sulla minoranza etnica protestante perché si sottoponesse a un simile rituale di abiura della sua fede. Ci sono stati sporadici rapporti non confermati che quanto sopra riportato è successo in altri casi nel periodo a cui fa riferimento questo rapporto.


THE MONTAGNARD FOUNDATION RISPETTOSAMENTE CHIEDE CHE:

1. L’Organizzazione delle Nazioni Unite compia azioni immediate per far accedere agli altopiani centrali gli osservatori dei diritti umani, come raccomandato dal Comitato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani che il Vietnam ha continuato a ignorare (Osservazioni conclusive sul Vietnam della 75ª sessione del Comitato sui Diritti Umani del luglio 2002. Documento ONU: CCPR/C/SR.2031)

2. L’Organizzazione delle Nazioni Unite compia azioni immediate per garantire che l’UNHCR sia lasciata operare liberamente in Cambogia, che tanto la Cambogia quanto il Vietnam rispettino la Convenzione sui rifugiati (come recentemente individuato dall’Inviato speciale delle Nazioni Unite, Peter Leupretch) e che le taglie di US$ 66 pagate da Hanoi per i nostri rifugiati in fuga vengano immediatamente interrotte.

3. L’Organizzazione delle Nazioni Unite e i Paesi membri del sottocomitato delle Nazioni Unite delle ONG rifiutino le accuse sollevate dal governo vietnamita contro Kok Ksor, la Montagnard Foundation e il Partito Radicale Transnazionale (un’ONG avente uno status consultivo alle Nazioni Unite che ha consentito a Kok Ksor di parlare per suo conto alla Commissione sui Diritti Umani); il governo vietnamita, infatti, senza nessuna prova concreta, accusa la Montagnard Foundation di essere un gruppo terroristico, e per questa ragione vorrebbe fare in modo che al TRP venga vietato di presenziare ai lavori delle Nazioni Unite. Si dovrebbe fare speciale attenzione a esaminare come la libertà di espressione nelle Nazioni Unite sarebbe gravemente minacciata se tali gravi accuse dovessero prevalere senza un attento esame condotto secondo gli standard internazionali sui processi equi e sul diritto alla difesa.

4. L’Organizzazione delle Nazioni Unite compia azioni immediate per garantire la liberazione delle centinaia di Montagnard detenuti nelle prigioni per la loro pacifica attività politica, per essere cristiani o per avere cercato di scappare in Cambogia come rifugiati.

5. Che i donatori internazionali e i governi stranieri esaminino seriamente come viene utilizzato in Vietnam il denaro destinato agli aiuti per garantire che il Vietnam cessi le violazioni dei diritti umani e la repressione religiosa (come riferito dal rapporto dell’Osservatorio sui Diritti Umani del 2 dicembre 2003 intitolato “Vietnam: Donors Must Insist On Human Rights Progress”).

6. Che le organizzazioni religiose di tutto il mondo contestino seriamente al governo vietnamita la sua continua repressione religiosa del nostro popolo, nonché i buddisti vietnamiti, i buddisti Hao Hoa, le popolazioni Hmong, i Cham musulmani e gli altri dissidenti politici perseguitati in Vietnam.


La Montagnard Foundation prende nota dell’ultimo Rapporto Internazionale sulla Libertà Religiosa del Dipartimento di Stato sul Vietnam: “Nonostante le limitazioni del governo, il numero di Protestanti ha continuato a crescere” e “il Protestantesimo, particolarmente il movimento delle chiese domestiche nelle zone a minoranza etnica, è la religione con il tasso di crescita più elevato del paese”. La Montagnard Foundation riconosce questa crescita spirituale della cristianità e inequivocabilmente dichiara che continueremo a parlare e ad agire in modo non violento e pacifico per i nostri fratelli e le nostre sorelle imprigionati e perseguitati in Vietnam e per portare avanti la nostra lotta pacifica sino a quando il Vietnam non cesserà di interferire nei nostri affari religiosi e smetterà di perseguitare il nostro popolo. Dichiariamo anche che il nostro unico desiderio è quello di poter vivere in pace come popolazione indigena senza paura di persecuzioni in base agli standard internazionali riconosciuti.

A meno che non venga compiuta un’azione urgente per proteggere il nostro popolo all’interno degli altopiani centrali del Vietnam, molti altri membri della popolazione Montagnard soffriranno e forse moriranno.

Dicembre 2003: Montagnard Foundation, Inc.