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NARCOSALAS A TORINO – APPELLO DEL COORDINAMENTO OPERATORI DEI SERVIZI A BASSA SOGLIA DEL PIEMONTE
Narcosalas, injecting rooms, stanze della salute, un luogo per rischiare di meno, per non morire.
Ma non basta, hanno detto in questi giorni alcune autorevoli voci del mondo delle comunità. Certo non basta: abbiamo bisogno di non smantellare il welfare, di non penalizzare i servizi pubblici, di non far piovere montagne di denaro sui privati senza criteri, di rispettare le scelte degli utenti e garantire la loro libertà terapeutica e quella dei loro terapeuti. Abbiamo bisogno di garanzie, opportunità e denaro, per stare loro a fianco, per aiutarli.
Ma abbiamo anche bisogno del coraggio dell’innovazione, di concretezza. Perché si muore di meno di overdose solo se le politiche sulla droga fanno certe cose e non altre, offrono più servizi e non una sola risposta. Perché i 45.000 consumatori morti per Aids o per overdose dalla fine degli anni ’70 ad oggi non sono un frutto del destino, ma di politiche sociali e sanitarie sbagliate o carenti.
Delle stanze della salute ormai sappiamo molto, moltissimo. La prima è stata aperta in Svizzera nel 1986: 15 anni sono un buon periodo per valutare e giudicare. E i risultati - dati alla mano - sono positivi. Come operatori del pubblico e del privato che intervengono da anni sulla strada e nei centri a bassa soglia a fianco di chi consuma droghe e non ce la fa o non sceglie di smettere (perché esistono, quelli che non smettono, esistono e rischiano) abbiamo letto molti documenti e studi, abbiamo visitato injecting rooms in tutta Europa, abbiamo progettato uno studio, volontario e autogestito, di fattibilità, una ricerca che anche a Torino andrà a verificare se e come è possibile avviare questi servizi. Abbiamo scritto all’assessore Lepri offrendo la nostra esperienza e il nostro sapere. Ora si tratta di superare il momento dell’emergenza e di fare delle scelte. La disponibilità del sindaco unita al sapere degli operatori e all’esperienza dei Ser.t, che a Torino hanno saputo sviluppare un buon sistema di interventi di riduzione del danno, possono dare un contributo importante per “morire di meno”, e anche – è bene ricordarlo – per una città più vivibile per tutti. E la Regione ha appena emanato il bando relativo al fondo della legge 45/99 sulla droga che, tra l’altro, incentiva l’innovazione e la sperimentazione : perché non provarci?
Coordinamento degli operatori dei servizi a bassa soglia del Piemonte
coordinamentobs@libero.it
Susanna Ronconi 339/4155985
Ma non basta, hanno detto in questi giorni alcune autorevoli voci del mondo delle comunità. Certo non basta: abbiamo bisogno di non smantellare il welfare, di non penalizzare i servizi pubblici, di non far piovere montagne di denaro sui privati senza criteri, di rispettare le scelte degli utenti e garantire la loro libertà terapeutica e quella dei loro terapeuti. Abbiamo bisogno di garanzie, opportunità e denaro, per stare loro a fianco, per aiutarli.
Ma abbiamo anche bisogno del coraggio dell’innovazione, di concretezza. Perché si muore di meno di overdose solo se le politiche sulla droga fanno certe cose e non altre, offrono più servizi e non una sola risposta. Perché i 45.000 consumatori morti per Aids o per overdose dalla fine degli anni ’70 ad oggi non sono un frutto del destino, ma di politiche sociali e sanitarie sbagliate o carenti.
Delle stanze della salute ormai sappiamo molto, moltissimo. La prima è stata aperta in Svizzera nel 1986: 15 anni sono un buon periodo per valutare e giudicare. E i risultati - dati alla mano - sono positivi. Come operatori del pubblico e del privato che intervengono da anni sulla strada e nei centri a bassa soglia a fianco di chi consuma droghe e non ce la fa o non sceglie di smettere (perché esistono, quelli che non smettono, esistono e rischiano) abbiamo letto molti documenti e studi, abbiamo visitato injecting rooms in tutta Europa, abbiamo progettato uno studio, volontario e autogestito, di fattibilità, una ricerca che anche a Torino andrà a verificare se e come è possibile avviare questi servizi. Abbiamo scritto all’assessore Lepri offrendo la nostra esperienza e il nostro sapere. Ora si tratta di superare il momento dell’emergenza e di fare delle scelte. La disponibilità del sindaco unita al sapere degli operatori e all’esperienza dei Ser.t, che a Torino hanno saputo sviluppare un buon sistema di interventi di riduzione del danno, possono dare un contributo importante per “morire di meno”, e anche – è bene ricordarlo – per una città più vivibile per tutti. E la Regione ha appena emanato il bando relativo al fondo della legge 45/99 sulla droga che, tra l’altro, incentiva l’innovazione e la sperimentazione : perché non provarci?
Coordinamento degli operatori dei servizi a bassa soglia del Piemonte
coordinamentobs@libero.it
Susanna Ronconi 339/4155985
Gli iscritti e contribuenti 2012
| FRANCESCA T. MILANO | 200 euro |
| EUFEMIA T. MUGGIO' | 200 euro |
| AMBROGIO S. CASSINA DE' PECCHI | 200 euro |
| PIER PAOLO S. FROSINONE | 200 euro |
| DAVIDE R. MILANO | 200 euro |
| LORENA P. MONZA | 200 euro |
| DAVIDE L. MANTOVA | 200 euro |
| PAOLO G. ROMA | 200 euro |
| MARTA G. ROMA | 200 euro |
| ANNA MARIA D. ROMA | 200 euro |
| Total SUM | 397.572 euro |
Iscrizioni e contributi 2012
Gruppi radicali nel mondo
Comunicati stampa
01/05/2012
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Disobbedienza civile di Marco Cappato a Maastricht
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