Mozione generale approvata dal III Congresso (straordinario) del PR (Bologna 12, 13, 14 maggio 1967)


Mozione generale approvata dal III Congresso (straordinario) del PR (Bologna 12, 13, 14 maggio 1967)

SOMMARIO: Il primo congresso del "nuovo" Partito radicale. Terzo congresso per sottolineare una continuità ideale con i programmi e le battaglie che la vecchia classe dirigente del partito, nato nel 1956, non aveva rispettato ed anzi cercato di liquidare. Ma si tratta di fatto di un congresso di rifondazione, a partire dalle nuove forme organizzative che il partito si sceglie approvando il nuovo statuto e dall'accentuazione degli obiettivi libertari e alternativi. Superamento del nazionalismo, antimilitarismo, anticlericalismo e lotta per i diritti civili gli obiettivi di fondo che il Congresso affida al nuovo partito radicale.
Elegge segretario Gianfranco Spadaccia e tesoriere Andrea Torelli.
("Le lotte, le conquiste, le proposte radicali attraverso i documenti congressuali e lo statuto" - novembre 1985 - A cura di Maurizio Griffo - Opuscolo edito dalla tesoreria del Partito radicale)

MOZIONE GENERALE

Il III Congresso del Partito radicale ringrazia quanti -democratici, socialisti, comunisti, libertari, pacifisti nonviolenti, esponenti di movimenti politici e religiosi e di associazioni di diritti civili- hanno partecipato ai suoi lavori, recando un contributo essenziale al dibattito e assicurando il successo di quella proposta di congresso aperto che i radicali intendono confermare come metodo permanente della loro azione politica: invita tutti i cittadini democratici a sostenere nel paese la politica di superamento del nazionalismo, l'anticlericalismo, l'antimilitarismo, la lotta per i diritti civili, prospettive nelle quali il Congresso ha individuato e confermato fondamentali e concreti strumenti per una effettiva trasformazione della società e dello Stato.
Solo rafforzando il Partito radicale, che è l'unico in Italia a porre questi obiettivi come fondamentali della propria azione politica, sarà possibile favorire l'unità e il rinnovamento, intorno a questi contenuti, dell'intera sinistra italiana in vista di un'alternativa globale al sistema di potere democristiano, superando indecisioni, collusioni e complicità con il partito di regime. Il dibattito generale e i lavori di commissione hanno consentito una approfondita analisi di questi temi, sui quali si è registrata un'ampia unità di congressisti, appartenenti e non appartenenti al partito. Il Congresso affida alla nuova Direzione del partito il compito di approfondire le conclusioni contenute nei rapporti delle commissioni congressuali.
Il Congresso inoltre sottolinea l'importanza che rappresenta nella vita del partito e più in generale nell'organizzazione della vita politica italiana l'approvazione del nuovo statuto approvato sulla articolazione federativa in autonomi partiti regionali, sull'autofinanziamento da parte dei militanti; sulla pubblicità dei bilanci e sull'autonomia delle organizzazioni di base. Il partito intende così realizzare nella propria organizzazione le aspirazioni libertarie dei cittadini e dei lavoratori che intendono partecipare attivamente come protagonisti alla lotta politica e sociale.
A tutti i radicali, a tutte le forze che intendono collaborare all'affermazione di questi obiettivi di lotta e rinnovamento, il partito indica nella scadenza del prossimo Congresso di novembre l'occasione di un nuovo incontro unitario.