MONGOLIA: REPRESSIONE DI UNA MANIFESTAZIONE PACIFICA A ULAN BATOR. INTERROGAZIONE ALLA COMMISSIONE EUROPEA


Bruxelles, 19 novembre 2002. Il 13 novembre, dopo 10 giorni di pacifico assembramento sulla piazza Sukhbaatar - la piazza centrale della capitale della Mongolia, Ulan Bator -, una squadra di oltre 500 poliziotti, con un'operazione notturna, ha represso la protesta dei guidatori di trattore che manifestavano contro la legge sulla proprietà terriera chiedendo un'equa privatizzazione della terra. Secondo quanto riportato dal "Liberty Center" di Ulan Bator, nelle sole prime due ore dell'azione di polizia sono state arrestate e deportate dalla piazza centrale al cosiddetto "Centro di identificazione" a Denjiin Myanga (a nord della città) oltre 50 persone, mentre sono rimasti bloccati 11 attivisti nell'ufficio del Partito Democratico (che dà sulla piazza) e altri 30 nel Centro commerciale "Lucky". Tra gli arrestati figurano soprattutto attivisti del Partito Democratico, rimasti rinchiusi nella sede del partito circondata dalla polizia. Mentre risulterebbe che il signor Erdene, capo locale dell'Unione Democratica - la prima ONG non comunista fondata nel 1989 - è stato arrestato, si è ancora senza notizie del signor Bat-Uul, leader del "Movimento per una privatizzazione equa della terra".

Interrogazione alla Commissione europea di Olivier Dupuis, segretario del Partito Radicale Transnazionale e deputato europeo

“Ha la Commissione raccolto informazioni sugli eventi che si sono protratti per oltre 10 giorni prima che avvenisse la repressione? La Commissione dispone di informazioni dettagliate sulla gestione del dopo-arresto dei manifestanti? Più generalmente, qual è la valutazione che la Commissione dà alla situazione in corso in Mongolia?“