Home ›
"Microchip spia per dipendenti" la Cgil denuncia Mediaset
Tweet
Secondo il sindacato, nel tesserino di riconoscimento c'è uno strumento per controllare gli spostamenti dei lavoratori
Gli studi Mediaset a Cologno Monzese
MILANO - Appena venti giorni fa il Garante per la privacy aveva messo in guardia contro l'utilizzo degli strumenti per controllare a distanza i lavoratori. E ora si scopre che ad impiegare i microchip nascosti nei tesserini di riconoscimento è l'azienda fondata dal presidente del Consiglio. Ieri mattina Mediaset e tre società controllate dalla holding del Biscione (Videotime, Rti e la Elettronica Industriale) sono state denunciate dalla Cgil per comportamento antisindacale al Tribunale del Lavoro di Milano.
I vertici di Mediaset sono accusati di avere inserito nei nuovi badge con banda magnetica distribuiti alla fine del 2004 ai circa 2.500 dipendenti, un microcircuito Rfid ("Radio Frequency Identification"). È un chip di ultima generazione che viene utilizzato in genere per i controlli sugli spostamenti delle merci e degli oggetti (è un Rfid, per esempio, a far funzionare il Telepass ai caselli autostradali) ma che il gruppo del Biscione applica invece alle persone: in questo modo, secondo il sindacato, Mediaset potrebbe seguire in diretta e archiviare in banca dati tutti gli spostamenti dei suoi dipendenti sul luogo di lavoro. Una specie di Grande Fratello aziendale in grado di pedinare passo per passo ogni lavoratore.
Ieri, alla notizia della denuncia, Mediaset manifesta "stupore". "Per due volte - spiegano i portavoce di Cologno Monzese - abbiamo rassicurato a voce e per iscritto i sindacati sull'utilizzo di queste tecnologie. Si tratta semplicemente di un chip che agevola gli spostamenti interni. Noi lo chiamiamo chip di prossimità: le porte si aprono da sole all'avvicinarsi del dipendente senza bisogno di strisciare la tessera, le sbarre dei parcheggi si alzano da sole. Ammesso, e non concesso, che queste tecnologie consentano un controllo a distanza, Mediaset non è interessata a utilizzarlo. Ci risulta peraltro che in numerose altre aziende questa tecnologia venga impiegata senza problemi".
Ma i rappresentanti della Cgil in Mediaset, evidentemente, non si sono convinti della totale inoffensività del nuovo marchingegno elettronico. Ed è scattata la denuncia contro l'azienda per violazione dell'articolo 28 della legge 300 del 1970, lo Statuto dei Lavoratori. La legge vieta espressamente i controlli a distanza dell'attività lavorativa mediante impianti audiovisivi ed altre apparecchiature; ed è proprio questa norma, secondo i sindacalisti, ad essere violata dall'introduzione del nuovo tesserino.
"Il badge introdotto lo scorso anno e consegnato a ciascun dipendente, che è tenuto a tenerlo con sé negli spazi aziendali, consente un controllo a distanza dell'attività dei lavoratori", si legge nella denuncia firmata dagli avvocati Mario Fezzi, Stefano Chiusolo e Maurizio Borali. E ancora: "Un badge contenente il chip Rfid consente al datore di lavoro di ricostruire i movimenti di ogni dipendente nell'arco dell'intera giornata lavorativa. In tal modo sarà possibile sapere quanto tempo ogni dipendente è rimasto alla propria postazione lavorativa, quanto tempo è stato in bagno o in mensa o alla macchinetta del caffè, quali e quanti colleghi di lavoro siano entrati in contatto con lui, quanto a lungo si sia intrattenuto nei locali sindacali, se abbia o meno partecipato alle assemblee sindacali, eccetera".
Per spazzare via i dubbi sulle reali finalità dell'innovazione, sostengono gli avvocati del sindacato, sarebbe bastato che Mediaset rendesse noto l'elenco delle antenne piazzate all'interno degli uffici e dei reparti che rilevano la "presenza" del lavoratore dotato dei nuovi tesserini. Ma i vertici dell'azienda - secondo quanto si legge nella denuncia - hanno sempre rifiutato di fornire questo elenco.
Gli studi Mediaset a Cologno Monzese
MILANO - Appena venti giorni fa il Garante per la privacy aveva messo in guardia contro l'utilizzo degli strumenti per controllare a distanza i lavoratori. E ora si scopre che ad impiegare i microchip nascosti nei tesserini di riconoscimento è l'azienda fondata dal presidente del Consiglio. Ieri mattina Mediaset e tre società controllate dalla holding del Biscione (Videotime, Rti e la Elettronica Industriale) sono state denunciate dalla Cgil per comportamento antisindacale al Tribunale del Lavoro di Milano.
I vertici di Mediaset sono accusati di avere inserito nei nuovi badge con banda magnetica distribuiti alla fine del 2004 ai circa 2.500 dipendenti, un microcircuito Rfid ("Radio Frequency Identification"). È un chip di ultima generazione che viene utilizzato in genere per i controlli sugli spostamenti delle merci e degli oggetti (è un Rfid, per esempio, a far funzionare il Telepass ai caselli autostradali) ma che il gruppo del Biscione applica invece alle persone: in questo modo, secondo il sindacato, Mediaset potrebbe seguire in diretta e archiviare in banca dati tutti gli spostamenti dei suoi dipendenti sul luogo di lavoro. Una specie di Grande Fratello aziendale in grado di pedinare passo per passo ogni lavoratore.
Ieri, alla notizia della denuncia, Mediaset manifesta "stupore". "Per due volte - spiegano i portavoce di Cologno Monzese - abbiamo rassicurato a voce e per iscritto i sindacati sull'utilizzo di queste tecnologie. Si tratta semplicemente di un chip che agevola gli spostamenti interni. Noi lo chiamiamo chip di prossimità: le porte si aprono da sole all'avvicinarsi del dipendente senza bisogno di strisciare la tessera, le sbarre dei parcheggi si alzano da sole. Ammesso, e non concesso, che queste tecnologie consentano un controllo a distanza, Mediaset non è interessata a utilizzarlo. Ci risulta peraltro che in numerose altre aziende questa tecnologia venga impiegata senza problemi".
Ma i rappresentanti della Cgil in Mediaset, evidentemente, non si sono convinti della totale inoffensività del nuovo marchingegno elettronico. Ed è scattata la denuncia contro l'azienda per violazione dell'articolo 28 della legge 300 del 1970, lo Statuto dei Lavoratori. La legge vieta espressamente i controlli a distanza dell'attività lavorativa mediante impianti audiovisivi ed altre apparecchiature; ed è proprio questa norma, secondo i sindacalisti, ad essere violata dall'introduzione del nuovo tesserino.
"Il badge introdotto lo scorso anno e consegnato a ciascun dipendente, che è tenuto a tenerlo con sé negli spazi aziendali, consente un controllo a distanza dell'attività dei lavoratori", si legge nella denuncia firmata dagli avvocati Mario Fezzi, Stefano Chiusolo e Maurizio Borali. E ancora: "Un badge contenente il chip Rfid consente al datore di lavoro di ricostruire i movimenti di ogni dipendente nell'arco dell'intera giornata lavorativa. In tal modo sarà possibile sapere quanto tempo ogni dipendente è rimasto alla propria postazione lavorativa, quanto tempo è stato in bagno o in mensa o alla macchinetta del caffè, quali e quanti colleghi di lavoro siano entrati in contatto con lui, quanto a lungo si sia intrattenuto nei locali sindacali, se abbia o meno partecipato alle assemblee sindacali, eccetera".
Per spazzare via i dubbi sulle reali finalità dell'innovazione, sostengono gli avvocati del sindacato, sarebbe bastato che Mediaset rendesse noto l'elenco delle antenne piazzate all'interno degli uffici e dei reparti che rilevano la "presenza" del lavoratore dotato dei nuovi tesserini. Ma i vertici dell'azienda - secondo quanto si legge nella denuncia - hanno sempre rifiutato di fornire questo elenco.
Iscritti e contribuenti 2013
| Giuseppe R. Roma | 590 € |
| Salvatore P. Capistrello | 200 € |
| Giancarlo B. Torino | 30 € |
| Marco B. Merano | 20 € |
| Davide B. Prato | 50 € |
| Giuseppe P. Grottammare | 50 € |
| Maurizio T. Roma | 1.000 € |
| Rosa A. Firenze | 590 € |
| Giuliano G. Sondrio | 590 € |
| Sergio Pasquale R. Cremona | 500 € |
| Totale | 326.746 € |
Iscrizioni e contributi (online) 2013
Comunicati stampa
24/06/2004
Privacy
PRIVACY/ USA. CAPPATO CHIEDE A COX DI RISPETTARE LA VOLONTA' DEL PE, ED ATTIVARE IMMEDIATAMENTE LA PROCEDURA DI RICORSO IN CORTE DI GIUSTIZIA CONTRO LA COMMISSIONE UE.
27/05/2004
Privacy
PRIVACY/UE: CAPPATO CHIEDE AL PRESIDENTE DEL PE DI ATTACCARE IN CORTE DI GIUSTIZIA UE GLI ATTI RELATIVI AL TRASFERIMENTO AGLI USA DEI DATI DEI PASSEGGERI TRANSATLANTICI
16/04/2004
Privacy
PRIVACY / CAPPATO: DELEGATI AL SUMMIT ONU SPIATI DAGLI ORGANIZZATORI: DA UN MESE LA COMMISSIONE ATTENDE UNA RISPOSTA DALL'UNIONE INTERNAZIONALE DELLE TELECOMUNICAZIONI
Rassegna stampa
03/06/2004
PE/STATI UNITI/SCHEDATURA DEI PASSEGGERI: la convocazione della commissione giuridica, il 16 giugno, potrebbe aprire la possibilità della presentazione di un ricorso
Agence Europe
02/06/2004
UE/STATI UNITI: firmato l'accordo sulla schedatura dei passeggeri degli aerei
Agence Europe
02/06/2004
UE/STATI UNITI: firmato l'accordo sulla schedatura dei passeggeri degli aerei
Agence Europe
Documenti
09/03/2004
Privacy Risoluzioni (PE)
RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO SULLA PRIMA RELAZIONE SULL'APPLICAZIONE DELLA DIRETTIVA SULLA TUTELA DEI DATI (95/46/CE) (COM(2003) 265 - C5-0375/2003 - 2003/2153(INI))
16/12/2003
Interrogazioni (PE) Privacy
Interrogazione parlamentare P-4002/03 di Marco Cappato (NI) alla Commissione e risposta data dal signor Liikanen a nome della Commissione
24/11/2003
Lettere Privacy
CAPPATO: "RODOTA' INTERVENGA A DIFESA DEI DIRITTI INVIOLABILI ALLA RISERVATEZZA"
20/03/2003
Interrogazioni (PE) Privacy
Interrogazione parlamentare di Maurizio Turco (NI) e Marco Cappato (NI) alla Commissione e risposta data dal sig. Vitorino in nome della Commissione
radioradicale.it
2013-05-17 10:04:11 Seduta 18ª (XVII legislatura)
2013-04-10 09:36:16 Sedute 11ª e 12ª (XVII legislatura)
2013-04-03 09:40:10 Sedute 8ª e 9ª (XVII legislatura)
2012-11-27 11:04:12 Sedute 843ª e 844ª (XVI legislatura)
2012-11-22 09:31:41 Sedute 840ª e 841ª (XVI legislatura) 










