Mazzucco guida la cinquina dello Strega.

Paolo Conti
Il Corriere della Sera

Melania Mazzucco con Vita , edito da Rizzoli, libro presentato da Corrado Augias e Tullio De Mauro, guida la cinquina finale del 57° premio Strega che verrà assegnato la sera di giovedì 3 luglio. Ieri 366 «Amici della domenica» su 400 hanno votato assegnando alla Mazzucco 60 voti. Al secondo posto si è piazzato Franco Matteucci con il Il visionario , edito da Baldini & Castoldi che ha ottenuto 52 preferenze. Invece 48 voti sono andati sia a Roberto Alajmo con Cuore di Madre (Mondadori) che a Pietro Spirito con Speravamo di più edito da Guanda. Ultima della cinquina è Sandra Petrignani con La scrittrice abita qui (Neri Pozza), 44 schede. Primo escluso con 41 voti, La manutenzione degli affetti di Antonio Pascale (Einaudi). La cinquina è insomma più compatta di quanto non lasciassero credere le voci della vigilia che davano una Mazzucco avvantaggiatissima su tutti. Forse per questo ieri l'autrice di questa storia dedicata a Diamante e Vita, due bambini emigrati da Tufo di Minturno a New York nel 1903 (esattamente cent'anni prima di tanti altri disgraziati che ora approdano sulle coste italiane) ieri sera evitava per scaramanzia ogni augurio di troppo. Come in ogni Strega, commenti e piccoli episodi formano la microstoria dell'edizione. Quest'anno la confusione organizzativa ha stracciato ogni record: microfoni fuori uso, ritardi snervanti nella votazione perché il numero delle schede non coincideva con il calcolo iniziale (preoccupatissima Margaret Mazzantini, presidente di seggio come vincitrice del 2002 con il suo Non ti muovere , Mondadori). Palpabile l'ansia diffusa tra la base dei votanti (scrittori, critici, docenti universitari, editori, quindi tutti interessati alla materia) sulle sorti della Rai: ma che succede, ma è vero che la pubblicità cala così tanto, cosa ne è della radio... non per niente la giuria è piena di ex vertici di varie stagioni (Giampiero Orsello, Walter Pedullà, Enzo Siciliano, Vittorio Emiliani). Sembra più bassa l'età media degli «Amici della domenica», almeno a giudicare dall'esordio di volti nuovi under 40. Silvano Agosti non vincerà il premio col suo Il semplice oblio , edito da L'immagine, ma sicuramente proporrà al suo cineclub romano «Azzurro Scipioni» il video che ha girato sulla serata con una microcamera rubando chiacchiere e abbracci.

Civile e discreta la protesta dell'Associazione disabili visivi, guidata dal radicale Paolo Pietrosanti, che ha polemicamente distribuito floppy disk con i libri in gara per chiedere agli editori uno sforzo per permettere ai non vedenti di «ascoltare» o leggere libri in braille direttamente sui file del computer senza correre il rischio di essere accusati di pirateria.

Giovedì 3 luglio serata finale con la proclamazione del libro più votato dal Ninfeo di villa Giulia. Quest'anno in tv tutto verrà trasformato in una gran puntata di «Porta a porta» con Bruno Vespa, ovviamente in diretta. Ieri erano già in azione le telecamere per allestire la prima «portaportizzazione» del premio letterario voluto da Maria Bellonci e Guido Alberti nel lontano 1947.