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"MARTIRI IN VIETNAM. NECESSARIA AZIONE URGENTE PER SALVARE DEI CRISTIANI"
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Alla vigilia delle celebrazioni di Pasqua in Vietnam, si è verificato quel che la nostra organizzazione aveva denunciato, ma che la comunità internazionale ha per lungo tempo ignorato.
Sabato scorso, circa 150mila cristiani Montagnard hanno organizzato pacifiche manifestazioni di preghiera in quattro province degli Altipiani Centrali del Vietnam, reagendo alla repressione politica e religiosa che il regime comunista vietnamita ha imposto loro da decenni. I Montagnard hanno lasciato i loro villaggi e hanno raggiunto i capoluoghi provinciali, dove si sono riuniti in preghiera dinanzi alle sedi del Governo.
Hanoi ha risposto con violenza. Le manifestazioni sono state represse dall’esercito e dalla polizia, e anche civili sono stati istigati dalle autorità contro i Montagnard, e, nonostante i tentativi in corso da parte del Governo di minimizzare la gravità degli eventi, ci assumiamo la responsabilità di dire che -almeno- centinaia di persone sono state assassinate. Il regime di Hanoi sta rapidamente organizzando l’insabbiamento del massacro, impedendo agli stranieri l’accesso alla regione, e, quasi fosse un 11 settembre del Vietnam, tutti i viaggiatori diretti da Hanoi a Buona Ma Tuot sono stati fatti scendere dagli aerei. E il personale dell’Ambasciata statunitense che si stava dirigendo nella zona è stato fermato per “ragioni di sicurezza”.
(Mentre scriviamo, i villaggi dei Montagnard sono circondati dall’esercito, che sta minacciando di morte chiunque cerchi di fuggire verso la Cambogia).
All’inizio del ventesimo secolo, la popolazione Montagnard era stimata in 3 milioni e mezzo di persone. Oggi i sopravvissuti sono circa 7-800mila. Durante la guerra del Vietnam, i Montagnard scelsero di stare dalla parte degli Stati Uniti sperando di ottenere il rispetto dei loro diritti fondamentali anche come popolazioni indigene; ma dopo l’instaurarsi del regime di Ho Chi Minh, Hanoi si è vendicata su di loro espropriando le loro terre.
Il 30 marzo scorso, Kok Ksor, Presidente della Montagnard Foundation e Membro del Consiglio Generale del PRT, ha preso la parola dinanzi alla Commissione diritti umani dell’Onu, chiedendo alle Nazioni Unite di prendere l’iniziativa: “La nostra gente non può aspettare ancora. Occorre un’azione urgente per far sì che il Vietnam cessi la persecuzione”.
Come troppo spesso accade (solo pochi giorni fa la comunità internazionale ha ricordato l’anniversario del genocidio in Ruanda e l’incapacità delle Nazioni Unite di scongiurare quella catastrofe umanitaria), l’Onu non è stata capace di fare alcunché, e neppure di realizzare quel che le stesse Nazioni Unite avevano richiesto due anni fa, e cioè l’apertura degli Altipiani Centrali ad osservatori internazionali e ad ONG indipendenti per verificare il rispetto dei diritti umani.
Oggi, l’effettivo rispetto di questa richiesta è letteralmente vitale per decine di migliaia di Montagnard, che stanno rischiando la propria vita per la libertà. Noi chiediamo alla comunità internazionale di assumere un’iniziativa seria nei confronti del Governo di Hanoi, considerando l’enorme ammontare di denaro che viene fornito a quel Governo, e le sue speranze di aderire al WTO l’anno prossimo.
Chiediamo specialmente al Governo statunitense di assumere la leadership, e di sollecitare il Commissariato Onu per i rifugiati e l’Alto Commissariato per i diritti umani a stabilire una presenza permanente negli Altipiani Centrali.
Per di più, è venuto il tempo di aprire un serio, analitico dibattito sugli infiniti accordi di cooperazione siglati da singoli paesi o da organizzazioni internazionali (a cominciare dall’Unione Europea) con i paesi in via di sviluppo. Tutti questi accordi contengono clausole sul rispetto dei diritti umani. Ma per quanto queste clausole vengano così spesso violate, il fiume di denaro non sembra mai prosciugarsi. E’ venuto il tempo di attivare una sorta di “ricatto democratico”: se un paese vuole degli aiuti, o vuole una riduzione dei suoi debiti internazionali, deve produrre libertà e democrazia. In mancanza di queste condizioni, ogni euro e ogni dollaro sarà stato speso male, e gli elettori farebbero bene a chiederne conto agli eletti.
Come cittadini di un paese che più di cinquant’anni fa è stato liberato da un regime fascista -grazie al Governo statunitense- ci appelliamo al Congresso e al Senato americani affinché approvino con urgenza il Vietnam Human Rights Act a sostegno dei democratici vietnamiti e dei Montagnard. Come troppo pochi sanno, tre anni fa il Vietnam Human Rights Act è stato presentato in Congresso per subordinare ogni aiuto americano ad un cambiamento radicale dei comportamenti del regime vietnamita in materia di diritti umani, anche evidenziando la persecuzione subita dai Montagnard. La norma è passata alla Camera con una larga maggioranza (un solo voto contrario). Ma al Senato Kerry ha bloccato tutto in Commissione, e ha impedito che il provvedimento andasse al voto. Ci auguriamo che il Presidente Bush spenderà la sua leadership per capovolgere questa decisione.
Daniele Capezzone (segretario di Radicali italiani)
Matteo Mecacci (membro del Consiglio Generale del Partito Radicale Transnazionale)
Traduzione in italiano a cura del PRT
Sabato scorso, circa 150mila cristiani Montagnard hanno organizzato pacifiche manifestazioni di preghiera in quattro province degli Altipiani Centrali del Vietnam, reagendo alla repressione politica e religiosa che il regime comunista vietnamita ha imposto loro da decenni. I Montagnard hanno lasciato i loro villaggi e hanno raggiunto i capoluoghi provinciali, dove si sono riuniti in preghiera dinanzi alle sedi del Governo.
Hanoi ha risposto con violenza. Le manifestazioni sono state represse dall’esercito e dalla polizia, e anche civili sono stati istigati dalle autorità contro i Montagnard, e, nonostante i tentativi in corso da parte del Governo di minimizzare la gravità degli eventi, ci assumiamo la responsabilità di dire che -almeno- centinaia di persone sono state assassinate. Il regime di Hanoi sta rapidamente organizzando l’insabbiamento del massacro, impedendo agli stranieri l’accesso alla regione, e, quasi fosse un 11 settembre del Vietnam, tutti i viaggiatori diretti da Hanoi a Buona Ma Tuot sono stati fatti scendere dagli aerei. E il personale dell’Ambasciata statunitense che si stava dirigendo nella zona è stato fermato per “ragioni di sicurezza”.
(Mentre scriviamo, i villaggi dei Montagnard sono circondati dall’esercito, che sta minacciando di morte chiunque cerchi di fuggire verso la Cambogia).
All’inizio del ventesimo secolo, la popolazione Montagnard era stimata in 3 milioni e mezzo di persone. Oggi i sopravvissuti sono circa 7-800mila. Durante la guerra del Vietnam, i Montagnard scelsero di stare dalla parte degli Stati Uniti sperando di ottenere il rispetto dei loro diritti fondamentali anche come popolazioni indigene; ma dopo l’instaurarsi del regime di Ho Chi Minh, Hanoi si è vendicata su di loro espropriando le loro terre.
Il 30 marzo scorso, Kok Ksor, Presidente della Montagnard Foundation e Membro del Consiglio Generale del PRT, ha preso la parola dinanzi alla Commissione diritti umani dell’Onu, chiedendo alle Nazioni Unite di prendere l’iniziativa: “La nostra gente non può aspettare ancora. Occorre un’azione urgente per far sì che il Vietnam cessi la persecuzione”.
Come troppo spesso accade (solo pochi giorni fa la comunità internazionale ha ricordato l’anniversario del genocidio in Ruanda e l’incapacità delle Nazioni Unite di scongiurare quella catastrofe umanitaria), l’Onu non è stata capace di fare alcunché, e neppure di realizzare quel che le stesse Nazioni Unite avevano richiesto due anni fa, e cioè l’apertura degli Altipiani Centrali ad osservatori internazionali e ad ONG indipendenti per verificare il rispetto dei diritti umani.
Oggi, l’effettivo rispetto di questa richiesta è letteralmente vitale per decine di migliaia di Montagnard, che stanno rischiando la propria vita per la libertà. Noi chiediamo alla comunità internazionale di assumere un’iniziativa seria nei confronti del Governo di Hanoi, considerando l’enorme ammontare di denaro che viene fornito a quel Governo, e le sue speranze di aderire al WTO l’anno prossimo.
Chiediamo specialmente al Governo statunitense di assumere la leadership, e di sollecitare il Commissariato Onu per i rifugiati e l’Alto Commissariato per i diritti umani a stabilire una presenza permanente negli Altipiani Centrali.
Per di più, è venuto il tempo di aprire un serio, analitico dibattito sugli infiniti accordi di cooperazione siglati da singoli paesi o da organizzazioni internazionali (a cominciare dall’Unione Europea) con i paesi in via di sviluppo. Tutti questi accordi contengono clausole sul rispetto dei diritti umani. Ma per quanto queste clausole vengano così spesso violate, il fiume di denaro non sembra mai prosciugarsi. E’ venuto il tempo di attivare una sorta di “ricatto democratico”: se un paese vuole degli aiuti, o vuole una riduzione dei suoi debiti internazionali, deve produrre libertà e democrazia. In mancanza di queste condizioni, ogni euro e ogni dollaro sarà stato speso male, e gli elettori farebbero bene a chiederne conto agli eletti.
Come cittadini di un paese che più di cinquant’anni fa è stato liberato da un regime fascista -grazie al Governo statunitense- ci appelliamo al Congresso e al Senato americani affinché approvino con urgenza il Vietnam Human Rights Act a sostegno dei democratici vietnamiti e dei Montagnard. Come troppo pochi sanno, tre anni fa il Vietnam Human Rights Act è stato presentato in Congresso per subordinare ogni aiuto americano ad un cambiamento radicale dei comportamenti del regime vietnamita in materia di diritti umani, anche evidenziando la persecuzione subita dai Montagnard. La norma è passata alla Camera con una larga maggioranza (un solo voto contrario). Ma al Senato Kerry ha bloccato tutto in Commissione, e ha impedito che il provvedimento andasse al voto. Ci auguriamo che il Presidente Bush spenderà la sua leadership per capovolgere questa decisione.
Daniele Capezzone (segretario di Radicali italiani)
Matteo Mecacci (membro del Consiglio Generale del Partito Radicale Transnazionale)
Traduzione in italiano a cura del PRT
Iscritti e contribuenti 2013
| Giuseppe R. Roma | 590 € |
| Salvatore P. Capistrello | 200 € |
| Giancarlo B. Torino | 30 € |
| Marco B. Merano | 20 € |
| Davide B. Prato | 50 € |
| Giuseppe P. Grottammare | 50 € |
| Maurizio T. Roma | 1.000 € |
| Rosa A. Firenze | 590 € |
| Giuliano G. Sondrio | 590 € |
| Sergio Pasquale R. Cremona | 500 € |
| Total SUM | 326.746 € |
Iscrizioni e contributi (online) 2013
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2013-05-19 17:00:00 Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella
2013-03-10 17:00:00 Conversazione settimanale con Marco Pannella
2013-01-13 17:00:00 Conversazione settimanale con Marco Pannella
2012-11-25 17:00:00 Conversazione settimanale con Marco Pannella
2011-04-13 09:39:00 Seduta 463ª (XVI legislatura) 













