Marco Perduca: Seconda comunicazione del Comitato dei Presidenti del Partito Radicale Transnazionale per la Convocazione del Congresso di Tirana


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Cari amici e compagni,

il 26 settembre scorso, nel corso di un’udienza presso il Tribunale per la ex-Jugoslavia, Slobodan Milosevic ha chiamato in causa Emma Bonino manipolando delle dichiarazioni rese sette anni fa a proposito dei massacri di Sebrenica. In realtà, il 15 luglio del 1995, Emma Bonino aveva denunciato il regime serbo di genocidio, e la scomparsa di circa quindicimila musulmani. Queste denunce venivano fatte proprio mentre Emma si trovava nell’enclave musulmana di Tuzla per esaminare la situazione dei rifugiati di Srebrenica. Emma ha chiesto di poter replicare formalmente all'Aja alle menzogne di Milosevic, incriminato per crimini contro l'umanita' e genocidio nel 1999 a seguito di una mobilitazione mondiale lanciata dal Partito Radicale Transnazionale e Non c'e' Pace senza Giustizia.

In queste settimane, interrompendo il suo soggiorno al Cairo, Emma ha partecipato in Messico al primo Forum mondiale delle donne sulla globalizzazione e tenuto una serie di incontrati a New York. Dal 9 ottobre Emma guida gli osservatori internazionali che monitoreranno le elezioni in Ecuador.

Ad un anno dagli arresti di Olivier Dupuis in Vietnam e dei nostri compagni e dirigenti radicali in Laos, in questi pochi giorni che ci separano dal nostro congresso di Tirana, e per prepararlo e riempirlo di iniziativa politica, abbiamo organizzato un seminario sulle liberta' negate in Vietnam, Laos e Birmania coinvolgendo i nostri amici e compagni radicali, Vo Van Ai (portavoce della Chiesa buddista unificata del Vietnam), Wei Jingsheng (Presidente della Coalizione Cinese d'oltremare per la Democrazia), Kok Ksor (Presidente della Montagnard Foundation), Vanida Thephsouvanh (Presidente del Movimento Lao per i dirritti umani) che da anni si battono affinche' torni la pace nei loro paesi e si avvii un processo di democratizzazione.

Il patrimonio di lotte e speranze che abbiamo conosciuto grazie alle iniziative nonviolente di Olivier, si e' nutrito di vissuti e arricchito di iscrizioni importanti imponendoci tra le priorita’ l’apertura di un fronte asiatico sudorientale.

Il 21 di settembre scorso, abbiamo dato vita ad una giornata mondiale di lotta nonviolenta per la liberta' e la democrazia anche in Vietnam. A detta dei nostri amici e compagni si e’ trattato della prima mobilitazione popolare di non vietnamiti dai tempi della guerra. La giornata di lotta nonviolenta e' stata sostenuta da oltre 4000 persone da 103 paesi e ha visto la partecipazione di centinaia di persone in una dozzina di citta' di fronte alle rappresentanze diplomatiche di Hanoi, per porre fine alla guerra del Vietnam alla liberta' e alla democrazia, ma anche per imporre alle istituzioni europee il quantomai necessario e urgente rispetto della propria legalita' affinche’ si applichi la cosidetta clausola “diritti umani” e si garantisca la certezza del diritto.

La piu' grossa manifestazione radicale del 21 scorso e' stata organizzata a Washington grazie all’immediata adesione di oltre 600 montagnards, 70 dei quali iscritti al Partito, alla quale sono intervenuti Kok Ksor, Vo Van Ai, Wei Jingsheng e il leader antiproibizionista Arnold Trebach.

Proprio il Professor Trebach, dopo alcuni anni, ha deciso di ri-iscriversi al Partito Radicale Transnazionale e lo ha fatto il 26 giugno scorso per celebrare degnamente la giornata mondiale contro la droga e per riallacciare i rapporti con i militanti antiproibizionisti radicali. Con lui, e con altri che furono con noi all'inizio degli anni Novanta nella Lega Internazionale Antiproibizionisti, abbiamo decisio di rilanciare la LIA per riproporre, a partire dall’Europa, la riforma delle convenzioni ONU in materia di droghe. Nei mesi scorsi Marco Cappato ha lanciato una rete transnazionale di parlamentari per l'azione antiproibizionisti per avviare una mobilitazione politica in vista della valutazione di cinque anni di politiche proibizioniste di Pino Arlacchi che l’ONU fara’ nella primavera dell’anno prossimo.

Per questo, per riattivare la LIA e per coordinare le iniziative parlamentari, abbiamo convocato il 15 e 16 ottobre al Parlamento Europeo un'assemblea antiproibizionista al fine di rilanciare l'iniziativa tanto puntuale quanto concreta di una radicale revisione delle convenzioni internazionali sulle droghe.

Dal Consiglio generale di Roma del luglio scorso abbiamo inoltre fatto un salto di qualita' nella ricerca e proposta di scenari per la globalizzazione della democrazia. Al Congresso di Tirana dovremo discutere e approvare un documento che possa essere presentato a Seul il mese prossimo da Emma Bonino in seno alla seconda riunione della 'Community of Democracies'. Per tutta l'estate un gruppo di nostri ricercatori, tra i quali il Professor Ahmed Ziauddin, e i compagni Mariacarmen Colitti e Matteo Mecacci, hanno lavorato ad un documento che, ormai pronto renderemo subito pubblico on-line nella sua interezza. Questo studio, parte da una rassegna delle organizzazioni e strumenti esistenti e elabora una serie di proposte per un'organizzazione delle democrazie per la democrazia. La proposta che Emma presentera’ ai 107 paesi a Seul, sara’ quella che dovra’ essere adottata dal Congresso.

Al Congresso dovremo anche dare seguito formale alle decisioni prese alla prima sessione di Ginevra relativamente alla forma statutaria del Partito e creando un Senato dove siedano i rappresentanti delle assaciazioni dell'area radicale. Allo stesso tempo, come annunciato a luglio, dovremo anche incardinare le iniziative per il futuro e ipotizzare il congresso straordinario a New York alla presenza di decine e decine di rappresentanti di popoli oppressi.

Al nostro sito web www.radicalparty.org stiamo pubblicando le bozze di relazioni e di mozioni preparate dai membri del Comitato dei Presidenti Danilo Quinto, Sergio Stanzani, Oliver Dupuis, Marco Cappato e Marco Perduca. Vi invitiamo a leggerle, a farci pervenire immediatamente i vostri commenti e a dibatterle, assieme agli altri “documenti” pre-congressuali che inseriremo.

Partecipare al Congresso di Tirana significa prendere parte in prima persona a delle decisioni costitutive il futuro del Partito Radicale Transnazionale, significa dare forza ad un progetto politico condiviso con nuovi compagni di strada che vuole imporre un’attualita’ estranea ai media, estranea alla politica politicante, estranea ai luoghi del potere, ma urgente e impellente per milioni di individui, quella della globalizzazione della liberta’ e quindi dell’unica forma istutuzionale che possa garantirne l’affermazione: la democrazia.

E’ importante che si preannunci da subito la propria presenza a Tirana e che si passi immediatamente alla prenotazione dei posti tenendo presente delle condizioni vantaggiose che abbiamo predisposto. A Presto

Marco Perduca
Membro del Comitato dei Presidenti del PRT