MANFREDI (ROSA NEL PUGNO): “LE AFFERMAZIONI DEL DIRETTORE DI TELEPADANIA SU MILOSEVIC RAPPRESENTANO UN’OFFESA AL POPOLO KOSOVARO E AL TRIBUNALE DELL’AJA”.


Il direttore di “Telepadania”, Max Ferrari, dopo essere stato a Belgrado a rendere omaggio alla salma di Milosevic, dichiara al “Corriere della Sera”: “… Si sono accaniti contro di lui quando ha fatto l’unica cosa buona e gradita al suo popolo, salvare il Kosovo dall’islamizzazione e dall’occupazione albanese. Lo hanno condannato a morte perché ha osato opporsi al potere mondialista. Noi rivalutiamo l’ultimo Milosevic. Le fosse comuni non sono mai state provate,il tribunale fantoccio dell’Aja non ha accusato i criminali albanesi…”.
Giulio Manfredi (Rosa nel Pugno) ha dichiarato:
“Non ci sto al luogo comune “E’ inutile replicare alle farneticazioni dei leghisti, non ne vale la pena”. Invece, mi pare doveroso sottolineare come Max Ferrari dia voce a convinzioni ben radicate in larga parte del popolo leghista, che ha visto in Milosevic la barriera all’invasione islamica ed albanese, dimenticando, nella sua rozzezza, che l’Albania è un Paese profondamente laico, immune da tentazioni fondamentaliste.
Ma anche le più rozze teorie politiche non possono reggersi su vergognose falsità: le fosse comuni, in Kosovo, sono state trovate e documentate e il tribunale dell’Aja ha aperto procedimenti penali anche contro esponenti dell’UCK (esercito di liberazione del Kosovo): un anno fa, l’8 marzo 2005, il Primo Ministro delle Istituzioni Provvisorie di Autogoverno del Kosovo, Ramush Haradinaj, rassegnò immediatamente le proprie dimissioni a seguito della incriminazione formalizzata nei suoi confronti da parte del Tribunale Penale per i crimini nella ex-Jugoslavia e si presentò volontariamente all’Aja. L’Albania si guardò bene dall’intervenire nella vicenda; d’altro canto, la Croazia ha collaborato all’arresto e alla traduzione all’Aja del generale Gotovina. I criminali di guerra Mladic e Karadzic sono, invece, ancora uccel di bosco grazie al sostegno fornito loro dagli ultranazionalisti serbi, che Ferrari ha incontrato a Belgrado: “i nostri alleati, siamo amici da anni…”.
Una sola parola: vergogna!”.
Torino, 20 marzo 2006