A Madrid il Senato vota contro i matrimoni gay ma conta poco


Il Foglio

Veto del Pp allo sposalizio fra omosessuali. Il 30 giugno la Camera decide sul disegno di legge. Uno spot sulle mamme lesbiche

Madrid. Il Senato spagnolo ha posto il veto al progetto di legge che regola il matrimonio e le adozioni da parte di coppie gay. La votazione, nonostante il risultato fosse previsto, è stata dibattuta, per più di tre ore, fino all'ultimo momento. La legge era già passata alla Camera con 183 sì, 136 no e sei astensioni, mancava soltanto un voto per rigettare il progetto del premier socialista, José Luis Rodriguez Zapatero. Al Senato, il Partito popolare (Pp) è il gruppo parlamentare più numeroso, conta 126 senatori su un totale di 259. Per rifiutare la legge erano necessari 130 voti più uno. Il blocco popolare ha pertanto avuto bisogno dell'appoggio di quattro voti del partito catalano, Convergència i Uniò (Ciu), e di un voto del Partito aragonese. Il Senato ha sostenuto il veto con 131 sì, 119 no e due astensioni. Il progetto di legge, però, tornerà alla Camera il 30 giugno prossimo e la sua approvazione è già assicurata. Il Gabbiano vuole comunque alzare il tiro e chiede al governo Zapatero di "non disprezzare" la decisione del Senato, ma di offrire la possibilità del "diritto all'obiezione di coscienza", come richiesto dalla Conferenza episcopale spagnola (Ces) e dal Vaticano. In Spagna vige il “bicameralismo imperfetto” : la Camera "bassa" (ovvero il Congresso dei deputati) predomina su quella "alta" (il Senato). La Costituzione post franchista del '78 sancisce che le leggi, tranne quelle sulla compensazione territoriale tra regioni, possono essere varate solamente dalla Camera. Il veto del Senato può essere espresso una volta sola, dopodiché la legge torna al Congresso dei deputati per l'approvazione definitiva. Nonostante la Camera abbia bisogno della maggioranza assoluta per far passare il progetto di Zapatero, tutto lascia pensare che la riforma otterrà l'appoggio necessario. "Noi abbiamo cercato di negoziare sul disegno di legge — ha detto all'emittente Telecinco, il senatore popolare Pio Garda Escudero — I socialisti però ci hanno sempre risposto 'no', con assoluto disprezzo". Garcia Escudero ha poi sottolineato che il Pp è favorevole alla libertà sessuale e alla protezione dei diritti degli omosessuali, I popolari si oppongono però a trasformare l'unione tra gay in "matrimonio". Il senatore del Ciu, Jordi Casas, è stato molto chiaro sul punto delle adozioni. "Un bambino ha bisogno di un padre e di una madre — ha detto Casas l'adozione deve riprodurre questo habitat naturale". Il gesuita José Antonio Martinez Camino, portavoce della Ces, ha chiesto al governo di aprire un dibattito sociale sul tema. "Il successo della manifestazione dello scorso sabato dovrebbe far riflettere i vertici spagnoli" , ha detto Martinez Camino congratulandosi con la società civile della piel de toro per aver voluto protestare contro "una legge inaudita, che sopprime dal Codice civile i termini 'sposa' e 'sposo', per sostituirli con quello di coniuge". La forte affluenza alla protesta madrilena ha dato un senso di sicurezza al clero spagnolo. "Ora i vescovi sanno che possono contare sul popolo. La manifestazione è stata un test per dimostrare che i cattolici non sono tigri di carta", ha riportato il quotidiano La Raz6n. La comunità gay però ha deciso di non farsi intimidire. In Catalogna, dal 28 giugno, le tv regionali manderanno in onda uno spot sulle lesbiche. Nel filmato, girato fuori da una residenza per anziani, un uomo si meraviglia che una ragazza omosessuale sia incinta. Una signora, invece, l'accoglie a braccia aperte e con un sorriso le dice: "Lesbica? Piacere di conoscerla".