Ma Pannella non vuole "uccidere" Vesce


Sono un Pinco Pallino qualsiasi, a parte qualche lettore di Libero che mi conosce per gli articoli che scrivo di solito sul rapporto fra uomini e animali, Uscirò quasi certamente sconfitto dal confronto con Renato Farina, ma l'argomento mi sta talmente a cuore che correrò il rischio di questo impari confronto, Scrive l'amico Farina a Marco Pannella: "Io ti voterò, ma tu non uccidere Vesce". Anch'io ti voterò, Marco (nel proporzionale) e ti voterò perché tu non vuoi "uccidere" Vesce, ma vuoi che venga rispettato quanto chiederebbe lui e quanto chiedono, con le lacrime agli occhi, i suoi parenti. Una morte dignitosa.
Io sono un veterinario e molto spesso mi trovo a confrontarmi con animali che, in uno stato di sofferenza senza alcuna speranza, chiedono, attraverso la voce dei loro proprietari, di {{essere messi a dormire" come dicono gli inglesi con profonda sensibilità. Facile vero? Si tratta pur sempre di cani o gatti o altri animali. No, non è mai facile e spesso, come mi è capitato per il cane del non vedente o per quello del bambino ammalato di cancro o per quello dell'anziano rimasto solo, la mia mano ha tremato e, nel vedere il dolore lacerante di chi lascia uno della "famiglia", anche i miei occhi si sono velati di lacrime. Però I 'ho fatto e lo farò ancora perché non è giusto lasciare abbandonato alla sofferenza senza limiti e senza speranze chi non può difendersi.
Non è giusto costringere a una vita vegetale chi ha chiesto di non lasciarlo in tali condizioni, con una croce che si porta addosso e che fa portare ai familiari lungo una via crucis che non ha I 'ultima stazione. Lo farò ancora, perché io non ho ucciso nessun animale. Perché questo non è uccidere, caro Farina. Ha ragione Marco. Tagliare una carne, che nulla può sentire e nulla può obiettare, per rimettergli in sesto un cuore che batterà inutilmente per anni, nel buio di una coscienza persa, questo sì è un po' uccidere. Questo è uccidere, se non un corpo, una dignità. Anche la Chiesa, una volta intollerante verso i suicidi, ha capito che togliersi la vita non è un peccato mortale, per cui non si possa essere sepolti al camposanto. Perché, se veramente esiste un Dio, Lui sa attraverso cosa è passato chi ha deciso il passo finale e sono certo che lo ha perdonato ancor prima che 10 compia.
Se dunque è d'obbligo mostrare tutta la propria comprensione, e non la vergogna, di fronte a chi ha deciso per l'estremo rifiuto, è anche d'obbligo rispettare la volontà e mostrare altrettanta comprensione verso chi, come Vesce, ha solo i familiari e gli amici che possono intercedere per lui. Nelle vene di quell'uomo, senza destino, adesso pompe, ventilatori, sondini e cateteri iniettano liquidi che mantengono lui, e la sua famiglia, in un inferno artificiale. Se mi chiedessero di spingere uno stantuffo che mettesse fine a questo inferno, tremando e piangendo, lo farei. Sì, lo farei. Senza uccidere nessuno. Vai avanti, Marco. Pinco Pallino in questa battaglia ti segue.