L'organizzazione politica dell'antiproibizionismo


L'organizzazione politica dell'antiproibizionismo Il Coordinamento Radicale Antiproibizionista è nato nel 1987 in Italia, riprendendo una storia interna al Partito Radicale ed ai movimenti per i diritti civili che a partire dalla fine degli anni sessanta si erano contrapposti all'ingiustizia ed all'inutilità della repressione penale come strumento di una campagna morale. E' un'associazione aperta e conta fra i suoi aderenti esponenti politici di diversa origine e intellettuali di ogni matrice. L'art.1 dello Statuto dice: »Il Coordinamento Radicale Antiproibizionista ha lo scopo di promuovere la riforma delle politiche sulle droghe, attualmente basate su strumenti legislativi ispirati al proibizionismo. Tali metodi hanno dimostrato storicamente la loro inefficacia rispetto all'obiettivo di ridurre la diffusione e l'abuso delle droghe. Al contrario, hanno prodotto e producono una serie di problemi gravissimi sul piano medico, politico, giuridico, sociale, economico, istituzionale e di ordine pubblico, con rischio gravissimo per lo stato di diritto e la democrazia in tutti i paesi del mondo . In Italia, liste antiproibizioniste sulla droga hanno preso parte alle elezioni europee nel 1989 (dove hanno raccolto 429.000 voti, eleggendo un deputato, Marco Taradash, all'assemblea di Strasburgo) e alle elezioni amministrative del 1990 (con l'elezioni di sei consiglieri regionali, quattro provinciali e sei comunali). Questo ha fatto sì che restasse viva anche nelle sedi istituzionali l'opposizione alla politica del Governo italiano che ha prodotto nel giugno del 1990 la nuova legge sulla droga, impasto farraginoso di proibizionismo all'americana e solidarismo all'italiana.