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Lettera - Verso il baratro
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Presidente Berlusconi,
ascoltando le tue dichiarazioni a e con Gheddafi, ho provato un empito di vergogna. Ripetendo a più riprese, come hai fatto, che, non solo i due Stati, ma anche i "due popoli", l'Italiano e il Libico, sono oggi uniti per festeggiare l'intesa tra la Repubblica italiana e la Jamaria, ti qualifichi come erede, semmai, dei "Graziani" di quella Italia, estraneo perfino a questa partitocratica, non democratica, che gestisci.
In tal modo tu rappresenti il popolo italiano tanto quanto Gheddafi quello libico. Non adontarti di questa equazione: è tua! Se un feroce dittatore, per te, rappresenta il suo popolo tanto quanto il premier di una Repubblica dalla Costituzione democratica, ravvivi il ricordo di quell'individuo per il quale il Fascismo offriva vacanze non male ai suoi oppositori: dai Matteotti ai Carlo e Nello Rosselli, dagli Ernesto Rossi agli Altiero Spinelli, ai Pertini e migliaia di altri vacanzieri antifascisti.
Della Libia si sa così poco, da non sapere se le vittime del tuo grande amico personale siano di meno o di più di quelli uccisi da noi Italiani. Comunque ci sono come anche altri Africani, spesso Eritrei, Somali, Etiopi, i cui genitori conobbero anch'essi la civiltà di quel colonialismo. Voglio precisare che qui non discuto affatto, come in Parlamento, il principio e modalità importanti imprenditoriali e commerciali, anche di per loro positivi, dell'accordo. Ma del costo gravissimo e superfluo, e francamente intollerabile, che tu imponi ai danni di standard internazionali democratici e più semplicemente civili, morali.
Presidente, lo so che anche per D'Alema la Libia è "strategica"; ma mi chiedo fin dove tu sia, ormai, capace di intendere e di volere più o diversamente da un Gheddafi o da un "Graziani" qualsiasi. Sei davvero divenuto uno di quei capaci davvero, ma davvero proprio di tutto. Categoria, questa, che finisce per far precipitare nel vuoto di ragionevolezza, di democrazia e legalità i suoi eroi. Temo che tu sia in questa condizione e che rischi di precipitare anche tu con la sola forza accelerata di gravità in questo baratro. Faremo - lo sai - tutto il possibile per impedirti di finire - e farci finire - come fanno in genere costoro. Con la nostra nonviolenza e tolleranza confido che ci riusciremo. Evitando pure che ti e vi seguiamo nello stesso destino anche noi, vostri popoli, il libico l'africano e l'italiano.
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Comunicati stampa
Rassegna stampa
02/03/2011
Secolo d'Italia
Valter Delle Donne
Int. a M. Mecacci – E se Gheddafi venisse in Italia? «Impossibile consegnarlo all'Aja, non abbiamo ratificato la legge»
10/11/2010
Europa
Mariantonietta Colimberti
Rivedere il trattato con la Libia affinché sia in linea con gli obblighi internazionali dell’Italia, tra cui il diritto d’asilo e il diritto alla vita.
13/07/2010
Notizie Radicali
Shukri Said
Gli eritrei, i somali e gli etiopi rinchiusi nei campi libici. I conti con la storia per una responsabilità molto italiana
Documenti
18/01/2008
Interrogazioni (PE) Libia
Interrogazione di Marco Cappato e Marco Pannella deportazioni di massa in Libia
radioradicale.it
2012-01-25 11:51:00 La legge 194 sull'aborto, l'articolo 9 sull'obiezione di coscienza del personale sanitario, la Chiesa, la sinistra, i radicali, i referendum dell'81
2012-01-24 21:00:00 Radio Carcere: informazione su giustizia penale e detenzione 2012-01-23 12:05:53 L'ex Jugoslavia, l'Europa, la politica estera italiana, il regime di Milosevic, la nonviolenza, i radicali
2012-01-23 08:51:00 Notiziario del mattino
2012-01-22 17:02:00 Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella This month back on time...
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