Lettera di Marco Pannella letta al convegno “Bastione d’amore – movimento per la pace” svoltosi a Zagabria


06/10/2006


Care amiche, cari amici, compagni:

E’ con grande piacere ed emozione che ho ricevuto il vostro invito al convegno che si tiene in occasione dei 15 anni della nascita del movimento per la pace “Bedem ljubavi”. Sono onorato del vostro pensiero e della memoria che conservate per quanto insieme abbiamo affrontato in quei giorni oscuri che hanno segnato il dramma e la tragedia di una parte dell’umanità vittima delle politiche criminali di Milosevic e dei suoi.

Impegni politici nazionali e un piccolo intervento subito nei giorni scorsi non mi consentono di essere presente fisicamente con voi, ma lo sono in spirito militante con questo messaggio.

Anche oggi, come all’epoca, quando a capodanno del 1991 con i miei compagni del Partito radicale indossai la divisa croata, dobbiamo continuare a dare corpo a delle vere e proprie “brigate della nonviolenza” per chiedere il rispetto della certezza del diritto nazionale e internazionale per la tutela e l’affermazione dei diritti umani sia che si tratti di regimi oppressori che di democrazie reali.

In quei giorni dicemmo che “I nonviolenti, gli antimilitaristi, i federalisti democratici, gli europei, gli internazionalisti, le persone di buona volontà del Partito Radicale, transnazionale e transpartito, ecologista, rivendicano l'onore, il dolore, la felicità di essere su questo fronte per la libera Croazia, la libera Serbia, il libero Kossovo, la libera Macedonia e la libera Bosnia/Herzegovina, la libera Europa. Dove c'è libertà e democrazia lì ci sarà pace e tolleranza, giustizia e fraternità”.

So che con voi ci sono anche le madri di Srebrenica alle quali va un mio saluto fraterno. A tredici anni dalla sua creazione il Tribunale per i crimini commessi nella ex-Yugoslavia e la NATO non hanno assicurato alla giustizia il carnefice di Srebrenica Ratko Mladic e l'ideatore della pulizia etnica nei confronti di questa popolazione Radovan Karadzic, e non hanno potuto farlo perché, ancora una volta, si è preferito mantenere la stabilità piuttosto che fondare la pace sulla giustizia. Le ferite dei sopravvissuti di Sebrenica potranno essere forse curate se le autorità di tutti i paesi coinvolti nel conflitto rispetteranno gli obblighi che si sono assunti nei confronti dei propri cittadini e del mondo nel riconoscere la giurisdizione internazionale per costruire un futuro di pace e dialogo.

15 anni fa denunciammo la debolezza, se non connivenza, della comunità internazionale circa la guerra d’aggressione di Milosevic, oggi questa stessa Europa continua a negare i valori sui quali i padri fondatori dell’Unione europea incentrarono il loro, il nostro, Manifesto di Ventotene: la devoluzione di parti di sovranità nazionale a un’entità condivisa per consentire lo sviluppo di pace, libertà, sviluppo e prosperità. Oggi nei confronti dei Paesi che chiedono di unirsi all’Europa formale, dalla Croazia alla Turchia, prevale un istinto di affermazione identitaria che nega l’idea di una Grande Patria europea, privilegiando e promuovendo attivamente invece quella di tante piccole patrie europee in una crescente deriva tecno-burocratica. Occorre opporsi a tutto ciò e continuare, nella linea tracciata 15 anni fa proprio ad Osiek.
In questi giorni, con i miei compagni del Partito Radicale, abbiamo lanciato un’iniziativa nonviolenta, un satyagraha mondiale per la pace nel vicino oriente – ma non solo – come tentativo di superamento dei limiti politici, intellettuali e culturali di pacifismi e degli altri tradizionali riflessi anti-democratici europei per scongiurare violenze e guerre che proprio in questo tipo di reazioni “automatiche” trovano invece motivo e giustificazione di detonazione.
Saremmo onorati se il vostro movimento nonviolento, nato proprio per opporsi all’aggressione criminale e sanguinaria, possa ancora una volta unirsi a questo progetto e dargli un contributo prezioso per la pace, la giustizia e la democrazia transnazionali.
Certo che continueremo a condividere tratti di strada insieme, vi auguro successo nel portare avanti la vostra lotta che da testimonianza si è fatta militanza per affermare i valori universali del rispetto della dignità umana.
A presto, Marco Pannella