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Lettera di Emma Bonino e Marco Pannella al Presidente della Commissione Europea Romano Prodi
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Al Presidente della Commissione Europea
Romano Prodi
Bruxelles, 4 agosto 2004
Egregio Signor Presidente,
le scriviamo per sollecitarle un intervento urgente, diretto e risoluto nei confronti del Governo siriano in relazione alla detenzione e al processo nei confronti dell'avvocato Aktham Naisse, portavoce del Comitato per la difesa delle libertà democratiche e dei diritti umani, da lui fondato nel 1989 e membro della Federazione internazionale dei diritti umani.
Per le sue lotte a favore della promozione e del rispetto dei diritti umani fondamentali in Siria, Aktham Naisse è stato arrestato per la prima volta nel 1982; tra il 1985 e il 1989 ha subito maltrattamenti da parte dell'apparato di sicurezza militare; nel 1991 è stato condannato a nove anni di carcere, uscendone nel 1998.
Il 13 aprile 2004 Aktham Naisse è stato nuovamente arrestato a seguito della presentazione di una petizione firmata da 7.000 intellettuali siriani in cui si chiede l'abolizione dello stato di emergenza dichiarato l'8 marzo 1962 in concomitanza con l'ascesa al potere del partito Ba'ath e pertanto in vigore da ormai 41 anni. Da allora Naisse è detenuto in isolamento nella prigione di Sednaya.
Il 21 aprile Naisse è stato visto mentre lasciava l'aula del tribunale circondato da due agenti di sicurezza che lo sorreggevano da entrambi i lati. Egli trascinava il piede destro, mentre la mano destra era paralizzata a causa di un attacco di cuore. I familiari denunciano che tuttora gli siano negate, oltre alle cure, i medicinali che assumeva regolarmente.
Il 26 luglio a Damasco, è apparso davanti alla Corte Suprema per la Sicurezza dello Stato con l'accusa di "opposizione agli obiettivi della rivoluzione", "diffusione di false informazioni che puntano ad indebolire lo Stato" e "affiliazione con organizzazioni internazionali". Quest'ultima accusa -per la quale avrebbe rischiato fino a tre anni di prigione- è stata ritirata a seguito dell'amnistia del 15 luglio 2004. Per le restanti accuse rischia fino a 15 anni di lavori forzati.
La corte inizialmente aveva impedito agli osservatori internazionali di assistere all'udienza. Tuttavia, dopo delle trattative, la corte ha consentito che fossero presenti Hafez Abu Seada (Segretario Generale dell'Organizzazione Egiziana per i Dirirri Umani), Mokhtar Trifi (Presidente della Lega Tunisina per i Diritti Umani) e l'egiziano Negad El Borei, un avvocato facente parte del collegio della difesa. Mentre ha negato l'accesso ai rappresentanti di Olanda, Regno Unito e della delegazione della Commissione europea in Siria.
Va inoltre detto che la Corte Suprema per la Sicurezza dello Stato, ai sensi del decreto 47 del 1968, non è tenuta a rispettare le garanzie di un processo equo; che la Corte non è sottoposta ad una più alta autorità giudiziaria ma all'Ufficio della Sicurezza Nazionale del Partito Ba'ath; che la giuria è composta da tre giudici tra cui un militare; che le decisioni della Corte non possono essere appellate; che ad Aktham Naisse non è permesso di incontrare i propri avvocati.
Signor Presidente,
diamo atto alla Commissione della sua partecipazione all'impegno delle altre istituzioni dell'Unione per il sostegno dei diritti politici e umani in Siria sulla base dei principi espressi nella dichiarazione di Barcellona, e più specificamente nei negoziati per l'accordo di associazione. Accordo che non potrà e non dovrebbe escludere, perché non negoziabile, la cosiddetta "clausola democratica". Occorre in modo inequivoco ribadire che gli aiuti dell'Unione sono condizionati all'effettivo rispetto dei diritti umani fondamentali.
Ci permettiamo di sottolineare come non sia accettabile che l'Unione negozi un accordo nel momento in cui si conferma e si aggrava una violazione grave, persistente e sistematica dei diritti umani.
Per questi motivi, superando il rischio molte volte denunciato dal Parlamento europeo di ormai equivoche tergiversazioni e interpretazioni, chiediamo alla Commissione che Lei presiede di preannunciare con la massima urgenza alle autorità di Damasco una sospensione dei negoziati per l'accordo di associazione Siria-UE se non si verificheranno finalmente - in relazione a questa vicenda - atti adeguati a far sì che i principi espressi in quella clausola vengano sin d'ora rispettati.
Fra questi atti concreti, urgenti, adeguati vi è l'immediata liberazione di Aktham Naisse, il quale è convocato davanti alla Corte Suprema per il 16 agosto prossimo. In quella sede egli potrebbe nuovamente essere condannato per le sue lotte volte a perseguire e prefigurare proprio quella clausola, mentre troppo spesso l'Unione ha essa per prima tollerato e tollera la violazione, in molti paesi dittatoriali, degli accordi stessi e della "clausola democratica".
Cordiali Saluti,
Emma Bonino Marco Pannella
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