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LETTERA DI APPELLO ALLE NAZIONI UNITE DEL DEMOCRACY CAUCUS
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A: Ambasciatore Heraldo Munoz, della missione permanente del Cile e presidente del Democracy Caucus e della Comunita’ delle Democrazie alle Nazioni Unite.
L’attuale sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite segna un punto di svolta per l’istituzione di un gruppo funzionante di Governi democratici impegnati nella promozione della democrazia e dei diritti umani. Grazie agli sforzi del suo Governo e di quelli dei membri delle delegazioni della Community of Democracies, il Caucus Democratico alle Nazioni Unite si è incontrato per la prima volta a New York a livello dei Ministri degli Esteri, come pure dei Rappresentanti Permanenti e degli esperti di Ambasciata. Speriamo che questi passi positivi verso la realizzazione degli impegni presi dalla Community of Democracies, verso i quali molti di noi hanno spinto, creerà le basi per riforme reali e veramente necessarie nel sistema dei diritti umani alle Nazioni Unite.
Lodiamo la leadership mostrata dal Cile, come Presidente di turno della Community of Democracies, nel costruire consenso su risoluzioni sulla democrazia e sui diritti umani presentati all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Sosteniamo, in particolare, l’appello del Democracy Caucus a tutti i Governi partecipanti della Community of Democracies a dare una considerazione positiva a quattro specifiche risoluzioni:
“Torture e altri trattamenti disumani, degradanti o punitivi” presentato dalla Danimarca
“Promozione e cooperazione tra le religioni”, presentato dalle Filippine
“Rafforzamento delle organizzazioni regionali e sub-regionali e altre organizzazioni e accordi nella promozione e consolidamento della democrazia”, presentata da Romania, USA, Peru, Timor Est.
“Miglioramento della condizione femminile nel sistema delle Nazioni Unite”, presentata dall’Australia.
Ci appelliamo ai Governi della Community of Democracies a votare a favore di queste risoluzioni quando saranno portate davanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per un voto finale entro questo anno.
Nonostante questo progresso, siamo stati molto delusi dal fallimento del Democracy Caucus nel sostenere risoluzioni cruciali riguardanti le gravi situazioni situazioni sui diritti umani in Sudan, Bielorussia, Zimbabwe. Il risultato della continua resistenza di alcuni governi democratici nel condannare anche i casi più gravi di violazione dei diritti umani in questi paesi, e’ stato che il terzo Comitato dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha bloccato qualsiasi azione da parte dell’Assemblea Generale che riguardasse questi paesi. Ci opponiamo fermamente all’argomento portato avanti da alcuni governi che risoluzioni che riguardano specifici paesi debbano essere evitate sulla base del fatto che costituirebbero delle indebite interferenze negli affari interni. Ci appelliamo al Democracy Caucus affinché prenda l’iniziativa di rendere responsabili degli abusi commessi contro cittadini da parte di Governi autoritari in violazione dei principi delle Nazioni Unite.
Facciamo particolare appello affinchè il Caucus Democratico sostenga l’approvazione della proposta di risoluzione sulla Birmania (Myanmar), in particolare per il suo richiamo alla giunta militare di porre fine alle violazioni sistematiche dei diritti dell\'uomo, ristabilire la democrazia e liberare Aung San Suu Kyi e tutti gli altri prigionieri politici che sono agli arresti o in prigione. Allo stesso modo, sollecitiamo il sostegno del Caucus Democratico sulle risoluzioni relative alla situazione dei diritti dell\'uomo in Turkmenistan, che e’ stata approvata con scarso margine dal Terzo Comitato, e sull\'Iran.
Come ci ricorda il Panel del Segretario Generale dell’ONU, tuttavia, la crisi di legittimità che affronta la Commissione sui Diritti Umani dell’ONU \"fa sorgere dei dubbi sulla reputazione generale delle Nazioni Unite\". Il Rapporto del Panel osserva correttamente che a stabilire le regole e gli standard per la tutela dei diritti dell\'uomo \"non possono essere quegli Stati che non mostrano interesse alla loro difesa e promozione..”Allo stesso modo concordiamo che \"negli ultimi anni gli Stati hanno considerato il diventare membri della Commissione sui Diritti Umani non per rafforzare i diritti dell\'uomo, ma piuttosto per proteggersi dalle critiche degli altri.\"
Rifiutiamo categoricamente, quindi, la raccomandazione del Panel afficnche’ la membership nella Commissione sui Diritti dell\'Uomo diventi universale. Avere 191 Governi responsabili collettivamente della risposta da dare alle violazioni dei diritti dell\'uomo e del rafforzamento della loro protezione sarebbe la il colpo di grazia per la Commissione e la sicura garanzia di impasse, di dibattiti infiniti e di mancanza di azione. Come visto nell’ultimo mese con il fallimento del Terzo Comitato dell’Assemblea Generale nel prendere posizione sul Sudan, Bielorussia e Zimbabwe, un tale cambiamento condurrebbe al completo fallimento del mandato dell’ONU di proteggere e rafforzare i diritti dell\'uomo.
Crediamo che il percorso verso una riforma seria della Commissione sui Diritti Umani all’interno dell’ONU sia il limitare l\'insieme dei membri dell’UNCHR a quegli Stati che dimostrino un impegno verificabile nei confronti del il sistema dei diritti dell\'uomo dell’ONU, per esempio, cooperando con gli investigatori e gli specia rapporteurs della Commissione. Invitiamo il Caucus a lavorare su questa riforma importante. Inoltre, i membri della Comunità delle Democrazie dovrebbero apertamente sostenere le loro candidature alla Commissione sui Diritti Umani così come per il Consiglio Economico e Sociale, e sostenersi a vicenda per preparare e votare risoluzioni a difesa degli standard sui diritti dell\'uomo dell’ONU.
Il Caucus Democratico non può funzionare efficacemente come forza collettiva per la democrazia ed i diritti dell\'uomo, a meno che la sua membership non sia limitata agli Stati che rispondono ai criteri di partecipazione alla Comunità delle Democrazie, quindi escludendo i paesi dove c’è \"un\'erosione persistente o che difettano degli elementi essenziali della democrazia.\" Invitiamo fortemente i Governi del gruppo convocatore a sostenere questi standard nel decidere gli inviti alla Terza Conferenza Ministeriale a Santiago nel maggio prossimo.
In sostanza ci appelliamo ai Membri del Caucuws Democratico dell’ONU affinche’ di impegnino a rafforzare il sistema dei diritti umani dell’ONU lavorando insiemea sostegno di risoluzioni sulla Birmania, il Turkmenistan e l’Iran; affinche’ propongano critieri di membership per far parte della Commissione sui Diritti Umani, e affinche’ giochino un ruolo piu’ attivo come membri della Commissione e dell’Ecosoc.
Sinceramente.
Ted Piccone
Executive Director
Democracy Coalition Project
Richard Rowson
President
Council for a Community of Democracies
Kenneth Roth
Executive Director
Human Rights Watch
Morton H. Halperin
Director
Open Society Policy Center
Sergio Stanzani
President
Transnational Radical Party
Marco Pannella
Member
European Parliament and
Founder of Transnational Radical Party
Felice Gaer
Director
Jacob Blaustein Institute for the Advancement of Human Rights
Jennifer Windsor
Executive Director
Freedom House
Louise Kantrow
Executive Director
International League for Human Rights
Robert LaGamma
Executive Director
Council for a Community of Democracies
John Bradshaw
Director
Freedom Investment Project
Emma Bonino
Member
European Parliament
Charles J. Brown
President & CEO
Citizens for Global Solutions
L’attuale sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite segna un punto di svolta per l’istituzione di un gruppo funzionante di Governi democratici impegnati nella promozione della democrazia e dei diritti umani. Grazie agli sforzi del suo Governo e di quelli dei membri delle delegazioni della Community of Democracies, il Caucus Democratico alle Nazioni Unite si è incontrato per la prima volta a New York a livello dei Ministri degli Esteri, come pure dei Rappresentanti Permanenti e degli esperti di Ambasciata. Speriamo che questi passi positivi verso la realizzazione degli impegni presi dalla Community of Democracies, verso i quali molti di noi hanno spinto, creerà le basi per riforme reali e veramente necessarie nel sistema dei diritti umani alle Nazioni Unite.
Lodiamo la leadership mostrata dal Cile, come Presidente di turno della Community of Democracies, nel costruire consenso su risoluzioni sulla democrazia e sui diritti umani presentati all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Sosteniamo, in particolare, l’appello del Democracy Caucus a tutti i Governi partecipanti della Community of Democracies a dare una considerazione positiva a quattro specifiche risoluzioni:
“Torture e altri trattamenti disumani, degradanti o punitivi” presentato dalla Danimarca
“Promozione e cooperazione tra le religioni”, presentato dalle Filippine
“Rafforzamento delle organizzazioni regionali e sub-regionali e altre organizzazioni e accordi nella promozione e consolidamento della democrazia”, presentata da Romania, USA, Peru, Timor Est.
“Miglioramento della condizione femminile nel sistema delle Nazioni Unite”, presentata dall’Australia.
Ci appelliamo ai Governi della Community of Democracies a votare a favore di queste risoluzioni quando saranno portate davanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per un voto finale entro questo anno.
Nonostante questo progresso, siamo stati molto delusi dal fallimento del Democracy Caucus nel sostenere risoluzioni cruciali riguardanti le gravi situazioni situazioni sui diritti umani in Sudan, Bielorussia, Zimbabwe. Il risultato della continua resistenza di alcuni governi democratici nel condannare anche i casi più gravi di violazione dei diritti umani in questi paesi, e’ stato che il terzo Comitato dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha bloccato qualsiasi azione da parte dell’Assemblea Generale che riguardasse questi paesi. Ci opponiamo fermamente all’argomento portato avanti da alcuni governi che risoluzioni che riguardano specifici paesi debbano essere evitate sulla base del fatto che costituirebbero delle indebite interferenze negli affari interni. Ci appelliamo al Democracy Caucus affinché prenda l’iniziativa di rendere responsabili degli abusi commessi contro cittadini da parte di Governi autoritari in violazione dei principi delle Nazioni Unite.
Facciamo particolare appello affinchè il Caucus Democratico sostenga l’approvazione della proposta di risoluzione sulla Birmania (Myanmar), in particolare per il suo richiamo alla giunta militare di porre fine alle violazioni sistematiche dei diritti dell\'uomo, ristabilire la democrazia e liberare Aung San Suu Kyi e tutti gli altri prigionieri politici che sono agli arresti o in prigione. Allo stesso modo, sollecitiamo il sostegno del Caucus Democratico sulle risoluzioni relative alla situazione dei diritti dell\'uomo in Turkmenistan, che e’ stata approvata con scarso margine dal Terzo Comitato, e sull\'Iran.
Come ci ricorda il Panel del Segretario Generale dell’ONU, tuttavia, la crisi di legittimità che affronta la Commissione sui Diritti Umani dell’ONU \"fa sorgere dei dubbi sulla reputazione generale delle Nazioni Unite\". Il Rapporto del Panel osserva correttamente che a stabilire le regole e gli standard per la tutela dei diritti dell\'uomo \"non possono essere quegli Stati che non mostrano interesse alla loro difesa e promozione..”Allo stesso modo concordiamo che \"negli ultimi anni gli Stati hanno considerato il diventare membri della Commissione sui Diritti Umani non per rafforzare i diritti dell\'uomo, ma piuttosto per proteggersi dalle critiche degli altri.\"
Rifiutiamo categoricamente, quindi, la raccomandazione del Panel afficnche’ la membership nella Commissione sui Diritti dell\'Uomo diventi universale. Avere 191 Governi responsabili collettivamente della risposta da dare alle violazioni dei diritti dell\'uomo e del rafforzamento della loro protezione sarebbe la il colpo di grazia per la Commissione e la sicura garanzia di impasse, di dibattiti infiniti e di mancanza di azione. Come visto nell’ultimo mese con il fallimento del Terzo Comitato dell’Assemblea Generale nel prendere posizione sul Sudan, Bielorussia e Zimbabwe, un tale cambiamento condurrebbe al completo fallimento del mandato dell’ONU di proteggere e rafforzare i diritti dell\'uomo.
Crediamo che il percorso verso una riforma seria della Commissione sui Diritti Umani all’interno dell’ONU sia il limitare l\'insieme dei membri dell’UNCHR a quegli Stati che dimostrino un impegno verificabile nei confronti del il sistema dei diritti dell\'uomo dell’ONU, per esempio, cooperando con gli investigatori e gli specia rapporteurs della Commissione. Invitiamo il Caucus a lavorare su questa riforma importante. Inoltre, i membri della Comunità delle Democrazie dovrebbero apertamente sostenere le loro candidature alla Commissione sui Diritti Umani così come per il Consiglio Economico e Sociale, e sostenersi a vicenda per preparare e votare risoluzioni a difesa degli standard sui diritti dell\'uomo dell’ONU.
Il Caucus Democratico non può funzionare efficacemente come forza collettiva per la democrazia ed i diritti dell\'uomo, a meno che la sua membership non sia limitata agli Stati che rispondono ai criteri di partecipazione alla Comunità delle Democrazie, quindi escludendo i paesi dove c’è \"un\'erosione persistente o che difettano degli elementi essenziali della democrazia.\" Invitiamo fortemente i Governi del gruppo convocatore a sostenere questi standard nel decidere gli inviti alla Terza Conferenza Ministeriale a Santiago nel maggio prossimo.
In sostanza ci appelliamo ai Membri del Caucuws Democratico dell’ONU affinche’ di impegnino a rafforzare il sistema dei diritti umani dell’ONU lavorando insiemea sostegno di risoluzioni sulla Birmania, il Turkmenistan e l’Iran; affinche’ propongano critieri di membership per far parte della Commissione sui Diritti Umani, e affinche’ giochino un ruolo piu’ attivo come membri della Commissione e dell’Ecosoc.
Sinceramente.
Ted Piccone
Executive Director
Democracy Coalition Project
Richard Rowson
President
Council for a Community of Democracies
Kenneth Roth
Executive Director
Human Rights Watch
Morton H. Halperin
Director
Open Society Policy Center
Sergio Stanzani
President
Transnational Radical Party
Marco Pannella
Member
European Parliament and
Founder of Transnational Radical Party
Felice Gaer
Director
Jacob Blaustein Institute for the Advancement of Human Rights
Jennifer Windsor
Executive Director
Freedom House
Louise Kantrow
Executive Director
International League for Human Rights
Robert LaGamma
Executive Director
Council for a Community of Democracies
John Bradshaw
Director
Freedom Investment Project
Emma Bonino
Member
European Parliament
Charles J. Brown
President & CEO
Citizens for Global Solutions
Iscritti e contribuenti 2013
| Giuseppe R. Roma | 590 € |
| Salvatore P. Capistrello | 200 € |
| Giancarlo B. Torino | 30 € |
| Marco B. Merano | 20 € |
| Davide B. Prato | 50 € |
| Giuseppe P. Grottammare | 50 € |
| Maurizio T. Roma | 1.000 € |
| Rosa A. Firenze | 590 € |
| Giuliano G. Sondrio | 590 € |
| Sergio Pasquale R. Cremona | 500 € |
| Totale | 326.746 € |
Iscrizioni e contributi (online) 2013
Comunicati stampa
27/09/2010
Globalizzare La Democrazia
Democrazia Digitale: Tavola rotonda all'Onu sulla via virtuale alla promozione dei diritti umani.
13/10/2009
Globalizzare La Democrazia
DOHA: CONCLUSI I LAVORI DEL WORKSHOP SU SICUREZZA UMANA E SVILUPPO UMANO IN MEDIO ORIENTE E NORD AFRICA, ORGANIZZATO DALL’ADF E NPSG IN PREPARAZIONE AL FORUM PER IL FUTURO 2009
08/05/2008
Globalizzare La Democrazia
APPROVATO IL RAPPORTO CAPPATO SUL RISPETTO DEI DIRITTI UMANI NEL MONDO
02/04/2008
Globalizzare La Democrazia
PE/Rapporto Cappato sui diritti umani: La Commissione affari esteri sceglie la strada della nonviolenza gandhiana
Rassegna stampa
12/08/2006
La Repubblica
Giovanna Casadio
"CARO RUTELLI, NIENTE LEZIONI E' L'IGNAVIA CHE AIUTA IL TERRORE"
Documenti
08/02/2007
Appelli Vietnam
PETIZIONE PER LIBERARE OLTRE 350 PRIGIONIERI DEGAR E APRIRE GLI ALTIPIANI CENTRALI AL MONDO
26/01/2007
Appelli Vietnam
Candidatura del Venerabile Thich Quang Do al Premio Nobel per la Pace 2007
25/09/2006
Globalizzare La Democrazia Nazioni Unite (documenti)
Briefing: Libertà di Associazione: la repressione delle ONG e il ruolo del Democracy Caucus per difenderla.











