Lettera aperta a Mattarella


Al Presidente della Repubblica  
Prof. Sergio Mattarella.
Palazzo del Quirinale. 

 

Signor Presidente,

scrivo a Lei in quanto massimo magistrato dello Stato italiano.

Il 7 aprile scorso la Corte europea dei Diritti dell'Uomo ha chiesto al Governo italiano di presentare le proprie osservazioni in merito ad un ricorso presentato da Marco Pannella nel 2013 per fatti relativi al periodo 2010-2013 inerenti quelli che per noi sono i diritti del cittadino ad essere informato.

La denuncia è successiva alla tenuta delle elezioni politiche. Elezioni nelle quali si è consumato la definitiva impossibilità per il cittadino di scegliere tra le varie opinioni e proposte politiche attraverso la preventiva valorizzazione di alcune forze ed agende politiche e la censura di altre, così da indurre gli elettori ad una apparentemente libera scelta forzata.

Per non dire che le forze politiche "democratiche" hanno già deciso di cambiare la legge elettorale a ridosso delle elezioni, ovvero a meno di quell'anno che la Corte europea dei diritti dell'uomo ritiene essere il tempo minimo per garantire delle elezioni democratiche, ovvero consentire a tutte le forze politiche di organizzarsi. Ulteriore elemento di discriminazione.

Le indiscrezioni di queste ore, che vedono una forte accelerazione verso elezioni politiche anticipate, addirittura entro ottobre, legate più a interessi personali e politici di questo o quel leader di partito che alle reali esigenze del Paese, dimostrano ancora una volta, oltre all’assoluto non rispetto e conoscenza delle prerogative che la Carta costituzionale attribuisce alla Sua suprema magistratura, una totale indifferenza verso regole democratiche che consentano un leale confronto elettorale.

Il voto a settembre, una novità nella storia repubblicana, avrebbe come conseguenza, non solo una campagna elettorale “balneare”, in cui le criticità evidenziate non potrebbero che acuirsi, ma porterebbe con se un altro grave vulnus: lo svolgimento di tutta la fase preparatoria del procedimento elettorale tra luglio e agosto.

Come radicali ben sappiamo le difficoltà di raccogliere nei mesi estivi le sottoscrizioni dei cittadini-elettori in calce agli strumenti di democrazia diretta che la Costituzione prevede: città deserte, uffici elettorali comunali operativi “a regime ridotto”, ma ,soprattutto, mancanza quasi assoluta di quelle figure cui la legge attribuisce la potestà di autenticare le firme apposte in calce ai quesiti referendari o ai progetti di legge di iniziativa popolare.

Nel caso delle elezioni politiche, inoltre, vi è la necessità, a Lei ben nota, che il cittadino sia anche elettore della circoscrizione o del collegio per cui liste e candidati chiedono la sottoscrizione; un compito ancor più complicato in città e paesi spopolati o invasi di stranieri e non residenti.

A tutto ciò si dovrà aggiungere – cosa facilmente prevedibile – un’informazione latitante e “chiusa per ferie”, più propensa a dar spazio al pettegolezzo e al gossip da spiaggia e desiderosa di riposarvi in vista della vera campagna elettorale.

Il combinato disposto di questi due elementi non pare preoccupare minimamente buona parte del ceto politico, visto che il problema della raccolta delle firme non se l’è mai posto. Pur se poco percorribile, anche grazie al tardivo (rispetto alle nostre pluri-decennali denunce) risveglio della magistratura, la strada della “firma falsa” è ancora oggi, per molti, una scorciatoia. Ma, ancor più rapida è la via maestra, sicuramente riconfermata anche con la nuova legge elettorale, dell’esenzione di chi è già nel Palazzo, da questi “inutili orpelli”. Un modo rapido per risparmiare tempo e fatica; un modo efficace per eliminare sul nascere possibili nuovi competitori.

Si sta allestendo l’ennesimo “tavolo dei bari” a cui, lo constatiamo, anche nuovi commensali si stanno per sedere, nonostante le apparenze. 

Le ripetiamo, Signor Presidente, quelle che sono le ragioni delle nostre decennali lotte, non reclamiamo spazi per essere conosciuti ma informazione ai cittadini perché siano loro a decidere.

Non chiediamo che si parli della nostra agenda ma dei problemi concreti del paese attraverso dibattiti pubblici a cui tutti coloro che hanno storia ed iniziativa politica in merito possano partecipare.

L'agenda politica dei media è ritagliata sulle esigenze del regime con metodi da regime avendo infine ormai accettato come "legittimo" e fors'anche legale quello che è un abominio: a chi ha diritto a poter accedere ai media è stato consentito di poter scegliere di fare dei monologhi o se invece si partecipa ad un dibattito quella degli interlocutori. 

Signor Presidente, come Lei sa siamo impegnati su tre fronti. La transizione verso lo Stato di Diritto democratico, laico federalista e il diritto alla conoscenza; la giustizia e l'amnistia per il regime che viola la legalità interna ed internazionale; gli Stati Uniti d'Europa.

Continueremo a lottare sino a quando le nostre forze ce lo consentiranno.

In questi mesi abbiamo salutato positivamente e dato atto pubblicamente della sua condotta che, dopo decenni, torna ad essere rispettosa della lettera della Costituzione ed è in ragione del suo alto magistero e nel rispetto della Costituzione che non Le chiediamo null'altro che di essere testimone di quanto è accaduto e di quanto rischia di accadere.

Per l'intanto, senza un giusto risarcimento l'unico contributo che potremo dare alle prossime elezioni politiche, nostro malgrado e per non avallare la condotta criminale del regime, sarà quello di impegnarci nello sciopero del voto.

Inoltre, il Congresso del Partito Radicale ha deliberato che se entro il 31 dicembre non ci saranno 3.000 iscritti si procederà al suo scioglimento. Non essendo consentito ai cittadini di conoscere né questa decisione né le lotte in corso, abbiamo deciso di vendere il 10% delle quote di Radio Radicale. Non sta a me rivendicare il ruolo di servizio pubblico di Radio Radicale che va ben oltre gli impegni istituzionali assunti.

La ringrazio per l'attenzione.

Roma, 29 maggio 2017. 

 

Maurizio Turco

Rappresentate legale del Partito Radicale

e della Lista Marco Pannella