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Le opposizioni contro "il dittatore" ma sul colonnello si spacca il Pd
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Occupazione dell´aula del Senato da parte dei dipietristi; persino uno sciopero della fame dei Radicali; l´annuncio di disertare il dibattito dei senatori del Pd e dell´Udc; decine di manifestazioni di piazza. E alla fine della rivolta politica, al colonnello Gheddafi è stato vietato il Parlamento. Dopo una lunga giornata di proteste, di trattative e di tensioni, le opposizioni la spuntano. Il presidente del Senato, Renato Schifani prende atto: «Valutata l´opportunità di avere un clima sereno e senza turbative», Gheddafi non parlerà più in aula bensì a Palazzo Giustiniani, dependance del Senato, nella sala Zuccari delle grandi occasioni. Come ospite di Schifani. La seconda carica dello Stato, che ha fatto da mediatore, in un comunicato spiega che «c´è stato il consenso di tutti».
I dipietristi sin dalla mattina avevano scelto la linea dura: «Al Dalai Lama no, e a un dittatore sì?», aveva attaccato il capogruppo Felice Belisario. A sera sono pronti a mettere le tende in Senato: «Del resto Gheddafi non l´ha piantata nel parco pubblico di Villa Pamphili?» La radicale Emma Bonino, vice presidente di Palazzo Madama, denuncia : «Non si sdogana un dittatore». Mentre il Pd si spacca. Tanto che è stato necessario convocare un´assemblea del gruppo per chiarire la linea. Nicola Latorre vice presidente dei senatori democratici, dalemiano, aveva dato il via libera a Gheddafi in aula, nella conferenza dei capigruppo di martedì sera. Una decisione che sembrava definitiva. Sollevazione e contestazioni di molti compagni di partito. Paolo Giaretta, prodiano, gli dà l´alt. Giorgio Tonini, veltroniano: «Inaccettabile. Nel Parlamento italiano parla solo chi può dare lezioni di democrazia, Mandela non Gheddafi». Intervengono i big del Pd, dando la dimensione dello scontro interno. Comincia Massimo D´Alema: «Non c´è niente di scandaloso nel fatto che parli al Senato (peraltro non convocato in seduta) Gheddafi che è leader dell´Unione africana e di un paese verso il quale noi abbiamo qualcosa da farci perdonare. Ricordo che qui alla Camera Arafat parlò con la pistola al fianco». Si scatena il putiferio nelle file democratiche.
Il segretario Dario Franceschini interviene per sgombrare il campo dagli equivoci: «Sono del tutto d´accordo con le decisioni del gruppo dei senatori». Rincara Walter Veltroni: «Condivido le posizioni dei senatori di non essere in aula». Franco Marini prende le distanze: «In aula ci vado a sentire Gheddafi. La divisione del gruppo? È una tempesta in un bicchiere d´acqua», liquida l´intera faccenda.
Un tormentone che continua fino a sera tra chi è pro e chi è contro, in un campo di gioco che riguarda anche le partite interne dei Democratici in vista del congresso d´autunno. Debora Serracchiani, la giovane che ha stravinto alle europee ed è indicata come candidata alla guida del Pd in un ticket con Franceschini, lancia l´affondo anti-D´Alema: «Il segretario Franceschini ha ragione, è lui che dà la linea politica, che aveva chiesto che Gheddafi non parlasse. Alcune dichiarazioni sono inopportune». La presidente dei senatori, Anna Finocchiaro - alla quale era toccato inviare la lettera formale a Schifani con il "no" dei Democratici a Gheddafi - dice di essere sollevata: «Questa è la soluzione giusta, il Pd nella sala Zuccari ci sarà».
I dipietristi sin dalla mattina avevano scelto la linea dura: «Al Dalai Lama no, e a un dittatore sì?», aveva attaccato il capogruppo Felice Belisario. A sera sono pronti a mettere le tende in Senato: «Del resto Gheddafi non l´ha piantata nel parco pubblico di Villa Pamphili?» La radicale Emma Bonino, vice presidente di Palazzo Madama, denuncia : «Non si sdogana un dittatore». Mentre il Pd si spacca. Tanto che è stato necessario convocare un´assemblea del gruppo per chiarire la linea. Nicola Latorre vice presidente dei senatori democratici, dalemiano, aveva dato il via libera a Gheddafi in aula, nella conferenza dei capigruppo di martedì sera. Una decisione che sembrava definitiva. Sollevazione e contestazioni di molti compagni di partito. Paolo Giaretta, prodiano, gli dà l´alt. Giorgio Tonini, veltroniano: «Inaccettabile. Nel Parlamento italiano parla solo chi può dare lezioni di democrazia, Mandela non Gheddafi». Intervengono i big del Pd, dando la dimensione dello scontro interno. Comincia Massimo D´Alema: «Non c´è niente di scandaloso nel fatto che parli al Senato (peraltro non convocato in seduta) Gheddafi che è leader dell´Unione africana e di un paese verso il quale noi abbiamo qualcosa da farci perdonare. Ricordo che qui alla Camera Arafat parlò con la pistola al fianco». Si scatena il putiferio nelle file democratiche.
Il segretario Dario Franceschini interviene per sgombrare il campo dagli equivoci: «Sono del tutto d´accordo con le decisioni del gruppo dei senatori». Rincara Walter Veltroni: «Condivido le posizioni dei senatori di non essere in aula». Franco Marini prende le distanze: «In aula ci vado a sentire Gheddafi. La divisione del gruppo? È una tempesta in un bicchiere d´acqua», liquida l´intera faccenda.
Un tormentone che continua fino a sera tra chi è pro e chi è contro, in un campo di gioco che riguarda anche le partite interne dei Democratici in vista del congresso d´autunno. Debora Serracchiani, la giovane che ha stravinto alle europee ed è indicata come candidata alla guida del Pd in un ticket con Franceschini, lancia l´affondo anti-D´Alema: «Il segretario Franceschini ha ragione, è lui che dà la linea politica, che aveva chiesto che Gheddafi non parlasse. Alcune dichiarazioni sono inopportune». La presidente dei senatori, Anna Finocchiaro - alla quale era toccato inviare la lettera formale a Schifani con il "no" dei Democratici a Gheddafi - dice di essere sollevata: «Questa è la soluzione giusta, il Pd nella sala Zuccari ci sarà».
Gli iscritti e contribuenti 2012
| FRANCESCA T. MILANO | 200 euro |
| EUFEMIA T. MUGGIO' | 200 euro |
| AMBROGIO S. CASSINA DE' PECCHI | 200 euro |
| PIER PAOLO S. FROSINONE | 200 euro |
| DAVIDE R. MILANO | 200 euro |
| LORENA P. MONZA | 200 euro |
| DAVIDE L. MANTOVA | 200 euro |
| PAOLO G. ROMA | 200 euro |
| MARTA G. ROMA | 200 euro |
| ANNA MARIA D. ROMA | 200 euro |
| Total SUM | 397.572 euro |
Iscrizioni e contributi 2012
Gruppi radicali nel mondo
Comunicati stampa
08/02/2012
Antenna di BruxellesBourseBruxellesChinaTibetveglia
NRPTT alla veglia organizzata dal network International Campaign for Tibet
09/11/2011
Antenna di BruxellesRoberto BenigniTibet
Antenna Radicale: Lettera aperta a Benigni e manifestazione per il Tibet a Bruxelles
Rassegna stampa
10/05/2010
Notizie Radicali
Antonio Attisani
Tibet: no, caro Pannella e cari radicali, proprio non ci siamo
05/05/2010
Notizie Radicali
Piero Verni
Tibet. Io (e Pannella) filo-cinesi? Per favore, non scherziamo! Risposta a Carlo Buldrini
03/02/2010
Notizie Radicali
Valter Vecellio
La situazione. Il durissimo atto d’accusa di Clare Short;, questione Tibet e Dalai Lama; una domanda a Giovanni Gennari de “l’Avvenire”
28/01/2010
Notizie Radicali
Valter Vecellio
La situazione. Carcere, uiguri, Tibet, nuovi schiavi. E’ sempre un problema di conoscenza e di informazione.
Documenti
radioradicale.it
2012-04-08 17:05:00 Conversazione settimanale con Marco Pannella
2012-02-19 17:02:00 Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella
2012-02-12 17:00:00 Conversazione settimanale di Massimo Bordin con Marco Pannella
2011-12-04 17:01:00 Conversazione settimanale di Valter Vecellio con Marco Pannella e Cosimo Ferri 
2011-10-31 12:00:00 









