LAOS E “NORMAL TRADE RELATION”: LETTERA DEL MOVIMENTO LAO PER I DIRITTI UMANI E DEL FORUM ASIA DEMOCRAZIA ALLA SIGNORA DOBRIANSKY, SOTTOSEGRETARIO DI STATO AMERICANO
| FORUM ASIE DÉMOCRATIE FORUM ASIA DEMOCRACY |
LAO MOVEMENT FOR HUMAN RIGHTS MOUVEMENT LAO POUR LES DROITS DE L'HOMME |
Alla cortese attenzione della Sig.ra Paula J. Dobriansky
Sotto-Segretario di Stato per gli Affari Globali
e per conoscenza al Sig. Lorne W. Craner
Assistente al Sotto-Segretario di Stato- Ufficio della Democrazia, dei Diritti dell’Uomo e del Lavoro.
Parigi-Bruxelles, 24 febbraio 2003
Signora Sotto-Segretario di Stato,
per voce del suo Ambasciatore a Vientiane, Douglas HARTWICK, l’Amministrazione americana ha chiaramente annunciato la sua intenzione di accordare alla Repubblica Democratica Popolare Lao (RDPL) il beneficio del “Normal Trade Relations” (NTR), malgrado l’avviso molto sfavorevole della grande maggioranza dei Lao-Americani e della comunità dei rifugiati laotiani nel mondo.
Con questa lettera, il Movimento Lao per i Diritti dell’Uomo (MLDH) e il Forum Asie-Démocratie esprimono la loro solidarietà con tutti coloro che si oppongono alla concessione laotiana dello statuto NTR, fintantoché i dirigenti del partito unico della RDPL non avranno fornito delle prove tangibili, significative e soprattutto verificabili dei loro sforzi in materia di democrazia e di rispetto delle libertà e dei diritti dell’Uomo.
Alla luce dei rapporti pubblicati anno dopo anno dal Dipartimento di Stato sulla situazione dei Diritti dell’Uomo in Laos, non c’è affatto bisogno di sottolineare a voi la natura dittatoriale del regime che dirige il paese dal 1975, né di elencare le numerose violazioni, gravi e ripetute, dei diritti politici, economici, sociali e religiosi del popolo laotiano, di qualsiasi etnia.
In un tale contesto, gli Stati Uniti- sul punto di combattere per la libertà, la democrazia e la giustizia nel mondo, e nel quale i democratici laotiani all’interno come all’esterno ripongono una grande parte delle loro speranze – possono accordare lo status di NTR al regime di Vientiane senza esigere in cambio delle prove significative quanto alla sua volontà di far progredire il paese verso la Libertà, la Democrazia e la Riconciliazione Nazionale ?
Troppi “regali” sono stati fatti finora al regime comunista dalla comunità internazionale: centinaia di milioni di dollari di prestiti, centinaia di milioni di dollari di aiuti, remissioni di debiti, dei dono in natura? Offrire, oggi, lo status di NTR al regime, senza ottenere nulla in cambio, apparirebbe agli occhi del popolo laotiano come una “ricompensa” alla dittatura, alla repressione, alle torture, alle violazioni dei diritti dell’Uomo, all’ingiustizia sociale, agli abusi del potere e alla corruzione di cui i dirigenti del Partito comunista sono divenuti oggi degli esperti.
La concessione del NTR ai paesi vicini della RDPL – Birmania, Viet Nam, Cambogia segnatamente – non hanno apportato effetti benefici reali e verificabili nel contesto dei Diritti dell’Uomo.
E’ per questo che noi crediamo che il regime di Vientiane debba fare prima dei “gesti” significativi per meritare lo status di NTR, specificatamente liberando, immediatamente e senza condizioni, i prigionieri di opinione la cui sola “colpa” è di aver denunciato, in maniera pacifica, l’inanità perfino solo le derive del regime e di aver reclamato il rispetto dei diritti fondamentali, la giustizia sociale, e di aver fatto appello ad una evoluzione del sistema verso il multipartitismo.
Figurano tra questi oppositori pacifici i due responsabili del “Partito social-democratico”, MM. Latsamy KHAMPHOUI e Fèng SACKCHITTAPHONG, detenuti da 12 anni in condizioni inumane nel Campo N° 7 (nord), dove è già morto il loro collega Thongsouk SAYSANGKHI.
Ci sono ancora, molto evidentemente, i cinque leader del Movimento del 26 ottobre 1999, arrestati e scomparsi da questa marcia pacifica a Vientiane. MM. Thongpaseuth KEUAKOUN, Khamphouvieng SISAAT, Sèng-Aloun PHENGPHANH, Bouvavanh CHANMANIVONG e KEOCHAY, simboli di lotta per la gioventù ed i democratici laotiani, non hanno fatto null’altro che esprimere pacificamente il malcontento del popolo di fronte all’ingiustizia e alla corruzione, e il desiderio di cambiamento per permettere ai laotiani di eleggere liberamente i loro dirigenti e di contribuire allo sviluppo del paese.
Centinaia di altre persone sono detenute in ragione della loro opinione o del loro credo, e i nomi di alcune tra esse figurano già nei rapporti pubblicati dal 1975 dal Dipartimento di Stato.
Agli occhi del MLDH e del Forum Asie-Démocratie, la liberazione senza condizioni di questi oppositori costituirà una prima testimonianza di sincerità del regime comunista, che non può accontentarsi di fornire di soppiatto delle informazioni parziali e inverificabili perfino contraddittorie e dunque false sulla sorte di questi oppositori, detenuti in violazione delle leggi e della Costituzione della RDP Lao, così come delle Convenzioni internazionali ratificate dal Laos.
Un altro “gesto” per contribuire alla riconciliazione nazionale sarebbe cessare immediatamente ogni azione violenta contro le minoranze etniche o religiose nel paese, e di onorare la memoria delle vittime della repressione durante i primi anni del regime comunista.
Quasi 30 anni dopo, sarebbe in effetti tempo di permettere a questi migliaia di morti – tra i quali il Re Sri SAVANG Vatthana, la Regina Khamphoui, il Principe ereditario Vong SAVANG , i ministri, generali, funzionari, politici, studenti – di beneficiare di una sepoltura degna, e di permettere alle famiglie di fare infine il funerale rendendo omaggio religioso ai loro morti.
Signora Sotto-Segretario di Stato,
di fronte ai dirigenti comunisti laotiani, di cui Lei conosce meglio di chiunque altro il cinismo e la cattiva fede, il regolamento di NTR resta uno degli ultimi mezzi pacifici di pressione per coloro che aspirano alla libertà, alla democrazia e alla giustizia, che costituiscono da sempre le fondamenta del popolo americano.
In nome di questi valori – che il MLDH condivide e si sforza, con altri, di promuovere pacificamente in Laos – noi La preghiamo di voler tenere pienamente in considerazione la nostra richiesta prima di accordare al regime comunista laotiano il “Normal Trade relations”, il cui obiettivo primario è favorire la libertà, la democrazia e lo sviluppo nel mondo.
Senza libertà, senza democrazia e senza riconciliazione tra i laotiani, lo sviluppo non potrà realizzarsi in Laos, un paese che resta ahimè tra i più poveri del pianeta, dopo 27 anni di gestione comunista e malgrado i miliardi di dollari di prestiti e di aiuti accordati al regime.
Il MLDH e il Forum Asie-Démocratie sperano che questo appello di aiuto, lanciato in nome di un popolo senza diritti e senza voce, sarà sentito ed ascoltato.
RingraziandoLa anticipatamente e nell’attesa di leggerLa, La preghiamo di gradire, signora Sotto-Segretario di Stato, l’espressione della nostra più alta considerazione,
| Vanida S. Thephsouvanh Presidente MLDH e Vice-Presidente del Forum Asie-Démocratie |
Wei Jingsheng Presidente d’onore del Forum Asie-Démocratie, Candidato al Premio Nobel per la Pace |
Vo Van Ai Presidente del Forum Asie-Démocratie, Presidente del Quê Me: Action pour la Démocratie pour le Vietnam |
| Sam Rainsy membro del Parlamento Leader dell'Opposizione |
Kok Ksor Presidente della “ Montagnard Foundation” |
Aung Ko Rappresentante del Consiglio Nazionale dell’Unione della Birmania |
| Marie Holzman Sinologa, Presidente di Solidarité-Chine |
Tioulong Saumura membro del Parlamento del Regno della Cambogia |
Enver Can Presidente del Consiglio Nazionale del Turkestan Orientale |
| Penelope Faulkner vicepresidente del Comitato Vietnam per i Diritti Umani |
Olivier Dupuis Segretario del Partito Radicale Transnazionale, Deputato europeo |
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