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LAICI IN PIAZZA CONTRO IL FAMILY DAY
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Il 12 maggio manifestazione pro Dico: "C'è un'altra Italia"
ROMA - Due piazze contro. Quando Emma Bonino per prima abbozzo l'idea dal palco del congresso dello Sdi a metà aprile, parlò della necessità di organizzare un "Rosa nel pugno-pride", una giornata di orgoglio laico a difesa dei Dico, per rispondere piazza su piazza all'offensiva del "Family day".
Alla fine il nome scelto per la manifestazione del 12maggio è meno partitico, un semplice "Coraggio laico", e le adesioni sono via via cresciute Ferzan Ozpetek, Pasquale Squitieri, Luciana Litizzetto, Giorgio Albertazzi, Oliviero Toscani, Don Gallo, Marco Bellocchio, Margherita Hack, Gianfranco Pasquino, solo per fare alcuni nomi dei "testimonial" più famosi. La data e il luogo scelti sono tuttaltro che casuali: il 12 maggio del 1974 proprio a piazza Navona fu allestito infatti il palco della vittoria nel referendum voluto dalla Dc e dalla Cei per cancellare il divorzio.
"Non vogliamo fare una gara con l'altra piazza", assicura Enrico Boselli presentando la manifestazione, "vogliamo semplicemente non lasciarli soli. Dimostrare che c'è un'altra Italia, credente ma anche laica, quella dei diritti civili. E il 12 maggio sara in piazza a chiedere che l'Italia non torni indietro. A piazza San Giovanni manifesterà la Controriforma, mentre a piazza Navona ci sarà la Riforma". Il segretario dello Sdi pizzica la Margherita, ricordando che al congresso di Roma sono stati approvati due ordini del giorno contraddittori", il primo pro Family day e il secondo per difendere i Dico: "Ci vuole una certa capacità di acrobazia, ma del resto su questi temi è tutto il Pd a camminare sul filo". Il tema della concomitanza con le due manifestazioni torna in tutti gli interventi della conferenza stampa. "Sicuramente non esiste alcuna motivazione perché gli eredi degli sconfitti del '74 abbiano deciso di convocare proprio il 12 maggio la loro manifestazione, se non - ipotizza Marco Pannella - per celebrare la rivincita". Il più "indignato" per il Family day è il regista Marco Bellocchio: "Cado dalle nuvole: come fanno delle persone democratiche a opporsi a delle ovvietà come i Dico? Questo mi indigna, perché questa tenacia nel voler difendere la reazione?".
Porta la sua adesione anche Maria Fida Moro, "laica" e "seguace di Cristo", rivelando che nel '74 il padre Aldo le chiese di "fare il presidente di seggio, perché lo divertiva l'idea di vedere "dal di dentro" come andavano le cose. Capitai in una zona di Roma piena di istituti religiosi e lì il referendum passò con il 70%".
lì fronte avversario ovviamente non sta a guardare. Savino Pezzotta, portavoce del Family day, attacca a testa bassa i promotori della contro manifestazione perché "vogliono solo dividere nel Paese". La "teo dem" Paola Binetti parla di una "manifestazione contro la famiglia", che muove da "anacronistici presupposti ideologici". E ribadisce che l'appuntamento a San Giovanni sarà "all'insegna dell'unità del Paese: per dire un sì forte e chiaro alla famiglia e un "no" sereno ai Dico". Il segretario della Cei, monsignor Betori, nega tuttavia che la Chiesa possa essere costretta in "un gioco politico" come fosse un partito e riafferma che solo, nella famiglia fondata sul matrimonio è possibile immaginare un futuro perno popolo".
ROMA - Due piazze contro. Quando Emma Bonino per prima abbozzo l'idea dal palco del congresso dello Sdi a metà aprile, parlò della necessità di organizzare un "Rosa nel pugno-pride", una giornata di orgoglio laico a difesa dei Dico, per rispondere piazza su piazza all'offensiva del "Family day".
Alla fine il nome scelto per la manifestazione del 12maggio è meno partitico, un semplice "Coraggio laico", e le adesioni sono via via cresciute Ferzan Ozpetek, Pasquale Squitieri, Luciana Litizzetto, Giorgio Albertazzi, Oliviero Toscani, Don Gallo, Marco Bellocchio, Margherita Hack, Gianfranco Pasquino, solo per fare alcuni nomi dei "testimonial" più famosi. La data e il luogo scelti sono tuttaltro che casuali: il 12 maggio del 1974 proprio a piazza Navona fu allestito infatti il palco della vittoria nel referendum voluto dalla Dc e dalla Cei per cancellare il divorzio.
"Non vogliamo fare una gara con l'altra piazza", assicura Enrico Boselli presentando la manifestazione, "vogliamo semplicemente non lasciarli soli. Dimostrare che c'è un'altra Italia, credente ma anche laica, quella dei diritti civili. E il 12 maggio sara in piazza a chiedere che l'Italia non torni indietro. A piazza San Giovanni manifesterà la Controriforma, mentre a piazza Navona ci sarà la Riforma". Il segretario dello Sdi pizzica la Margherita, ricordando che al congresso di Roma sono stati approvati due ordini del giorno contraddittori", il primo pro Family day e il secondo per difendere i Dico: "Ci vuole una certa capacità di acrobazia, ma del resto su questi temi è tutto il Pd a camminare sul filo". Il tema della concomitanza con le due manifestazioni torna in tutti gli interventi della conferenza stampa. "Sicuramente non esiste alcuna motivazione perché gli eredi degli sconfitti del '74 abbiano deciso di convocare proprio il 12 maggio la loro manifestazione, se non - ipotizza Marco Pannella - per celebrare la rivincita". Il più "indignato" per il Family day è il regista Marco Bellocchio: "Cado dalle nuvole: come fanno delle persone democratiche a opporsi a delle ovvietà come i Dico? Questo mi indigna, perché questa tenacia nel voler difendere la reazione?".
Porta la sua adesione anche Maria Fida Moro, "laica" e "seguace di Cristo", rivelando che nel '74 il padre Aldo le chiese di "fare il presidente di seggio, perché lo divertiva l'idea di vedere "dal di dentro" come andavano le cose. Capitai in una zona di Roma piena di istituti religiosi e lì il referendum passò con il 70%".
lì fronte avversario ovviamente non sta a guardare. Savino Pezzotta, portavoce del Family day, attacca a testa bassa i promotori della contro manifestazione perché "vogliono solo dividere nel Paese". La "teo dem" Paola Binetti parla di una "manifestazione contro la famiglia", che muove da "anacronistici presupposti ideologici". E ribadisce che l'appuntamento a San Giovanni sarà "all'insegna dell'unità del Paese: per dire un sì forte e chiaro alla famiglia e un "no" sereno ai Dico". Il segretario della Cei, monsignor Betori, nega tuttavia che la Chiesa possa essere costretta in "un gioco politico" come fosse un partito e riafferma che solo, nella famiglia fondata sul matrimonio è possibile immaginare un futuro perno popolo".
Gli iscritti e contribuenti 2012
| FRANCESCA T. MILANO | 200 euro |
| EUFEMIA T. MUGGIO' | 200 euro |
| AMBROGIO S. CASSINA DE' PECCHI | 200 euro |
| PIER PAOLO S. FROSINONE | 200 euro |
| DAVIDE R. MILANO | 200 euro |
| LORENA P. MONZA | 200 euro |
| DAVIDE L. MANTOVA | 200 euro |
| PAOLO G. ROMA | 200 euro |
| MARTA G. ROMA | 200 euro |
| ANNA MARIA D. ROMA | 200 euro |
| Total SUM | 397.572 euro |
Iscrizioni e contributi 2012
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Interrogazione parlamentare di Maurizio Turco (NI) e Marco Cappato (NI) al Consiglio ed alla Commissione
radioradicale.it
2012-05-21 15:31:07 Seduta 635ª (XVI legislatura)
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2012-05-15 16:35:55 Seduta 722ª (XVI legislatura)
2012-05-09 12:33:36 Seduta 629ª (XVI legislatura)
2012-05-08 11:05:53 Seduta 628ª (XVI legislatura) 










