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Laetitia a Dutroux: «Le tue scuse? Crepa». La ragazza ha giurato di dire la verità «ma non senza odio e paura»
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Parla in Aula, nella Corte d'Assise di Arlon, in Belgio, Laetitia Delhez, una delle due sopravvissute al pedofilo di Marcinelle
ARLON (Belgio) - «Giuro di dire tutta la verità, ma non mi sento in grado di parlare senza odio, né paura». Così Laetitia Delhez, con Sabine Dardenne sopravvissuta alle violenze di Marc Dutroux, ha esordito nella sua deposizione davanti alla Corte di assise di Arlon chiamata a giudicare il mostro di Marcinelle accusato di aver rapito, sequestrato, violentato nel '96 sei ragazzine, di cui quattro trovate poi morte. Laetitia aveva annunciato, e così è stato, di non poter prestare giuramento secondo il quale si dovrebbe parlare senza odio e senza paura. «Non potete domandarmi di non detestare quei mostri». E quando Dutroux le si è rivolto chiedendo «scusa per il male che ho fatto», lei l'ha guardato negli occhi e ha risposto irritata: «Con le sue scuse, per essere volgare, ci può crepare».
Scuse a Laetizia sono state fatte anche da Michelle Martin, la moglie di Dutroux, che già ieri aveva chiesto perdono a Sabine, senza ottenerlo. Michelle Martin è stata interrotta dalla ragazza: «Non voglio ascoltare il vostro rammarico. Il male è stato fatto, è troppo tardi. Ok?», ha replicato Laetizia, prima di lasciare il banco dei testimoni. Dalla donna, che è accusata di rapimento, sequestro e torture, è arrivato un semplice:«Ok».
I RICORDI - Laetitia, che ieri ha seguito la deposizione della sua compagna di sventure, ha cominciato a ricordare quella sera del 9 agosto 1996, quando, tornando dalla piscina del suo paese, Bertrix, nel sud del Belgio, fu caricata a forza sul furgoncino di Dutroux. La ragazza, che sarà violentata più volte, nella casa di Dutroux a Marcinelle, viene prima legata con una catena a un letto e poi, il 12 agosto, tre giorni prima della sua liberazione, sarà rinchiusa con Sabine Dardenne nella prigione ricavata nella cantina, come ha spiegato stamani davanti ai giudici uno degli investigatori. Laetitia ha anche riferito di aver sentito Marc Dutroux parlare al telefono e fare i nomi Michel e Jean Michel (i due coimputati nel processo sono Michel Lelievre e Jean Michel Nihoul) dicendo che «tutto procede».
SABINE - E’ ritornata in Corte, dopo il primo giorno di testimonianza, anche Sabine. La ragazza, oggi ventenne, ha chiesto alla Corte che Dutroux taccia durante il processo: «Non è possibile far tacere quell’uomo?», ha chiesto Sabine, lamentando che Dutroux ieri abbia asserito di aver rapito una seconda vittima (l’allusione è a Laetitia Delhez) per trovarle un’amica. Sabine si è arrabbiata quando Dutroux ha dichiarato di averla protetta da una rete di pedofili che ha ucciso altre ragazze. «Così, se capisco bene, dovrei anche ringraziarlo», ha esclamato. Sabine, che aveva 12 anni all’epoca del rapimento, fu sequestrata e seviziata per 80 giorni prima di essere liberata dalla cantina di Dutroux, due giorni dopo l’arresto del pedofilo insieme alla moglie e ad un altro imputato nell’agosto del ’96. Laetitia Delhez, oggi 22 anni, fu liberata dalla stessa cantina in cui era stata tenuta prigioniera con Sabine per sei giorni.
ARLON (Belgio) - «Giuro di dire tutta la verità, ma non mi sento in grado di parlare senza odio, né paura». Così Laetitia Delhez, con Sabine Dardenne sopravvissuta alle violenze di Marc Dutroux, ha esordito nella sua deposizione davanti alla Corte di assise di Arlon chiamata a giudicare il mostro di Marcinelle accusato di aver rapito, sequestrato, violentato nel '96 sei ragazzine, di cui quattro trovate poi morte. Laetitia aveva annunciato, e così è stato, di non poter prestare giuramento secondo il quale si dovrebbe parlare senza odio e senza paura. «Non potete domandarmi di non detestare quei mostri». E quando Dutroux le si è rivolto chiedendo «scusa per il male che ho fatto», lei l'ha guardato negli occhi e ha risposto irritata: «Con le sue scuse, per essere volgare, ci può crepare».
Scuse a Laetizia sono state fatte anche da Michelle Martin, la moglie di Dutroux, che già ieri aveva chiesto perdono a Sabine, senza ottenerlo. Michelle Martin è stata interrotta dalla ragazza: «Non voglio ascoltare il vostro rammarico. Il male è stato fatto, è troppo tardi. Ok?», ha replicato Laetizia, prima di lasciare il banco dei testimoni. Dalla donna, che è accusata di rapimento, sequestro e torture, è arrivato un semplice:«Ok».
I RICORDI - Laetitia, che ieri ha seguito la deposizione della sua compagna di sventure, ha cominciato a ricordare quella sera del 9 agosto 1996, quando, tornando dalla piscina del suo paese, Bertrix, nel sud del Belgio, fu caricata a forza sul furgoncino di Dutroux. La ragazza, che sarà violentata più volte, nella casa di Dutroux a Marcinelle, viene prima legata con una catena a un letto e poi, il 12 agosto, tre giorni prima della sua liberazione, sarà rinchiusa con Sabine Dardenne nella prigione ricavata nella cantina, come ha spiegato stamani davanti ai giudici uno degli investigatori. Laetitia ha anche riferito di aver sentito Marc Dutroux parlare al telefono e fare i nomi Michel e Jean Michel (i due coimputati nel processo sono Michel Lelievre e Jean Michel Nihoul) dicendo che «tutto procede».
SABINE - E’ ritornata in Corte, dopo il primo giorno di testimonianza, anche Sabine. La ragazza, oggi ventenne, ha chiesto alla Corte che Dutroux taccia durante il processo: «Non è possibile far tacere quell’uomo?», ha chiesto Sabine, lamentando che Dutroux ieri abbia asserito di aver rapito una seconda vittima (l’allusione è a Laetitia Delhez) per trovarle un’amica. Sabine si è arrabbiata quando Dutroux ha dichiarato di averla protetta da una rete di pedofili che ha ucciso altre ragazze. «Così, se capisco bene, dovrei anche ringraziarlo», ha esclamato. Sabine, che aveva 12 anni all’epoca del rapimento, fu sequestrata e seviziata per 80 giorni prima di essere liberata dalla cantina di Dutroux, due giorni dopo l’arresto del pedofilo insieme alla moglie e ad un altro imputato nell’agosto del ’96. Laetitia Delhez, oggi 22 anni, fu liberata dalla stessa cantina in cui era stata tenuta prigioniera con Sabine per sei giorni.
Gli iscritti e contribuenti 2012
| FRANCESCA T. MILANO | 200 euro |
| EUFEMIA T. MUGGIO' | 200 euro |
| AMBROGIO S. CASSINA DE' PECCHI | 200 euro |
| PIER PAOLO S. FROSINONE | 200 euro |
| DAVIDE R. MILANO | 200 euro |
| LORENA P. MONZA | 200 euro |
| DAVIDE L. MANTOVA | 200 euro |
| PAOLO G. ROMA | 200 euro |
| MARTA G. ROMA | 200 euro |
| ANNA MARIA D. ROMA | 200 euro |
| Total SUM | 397.572 euro |
Iscrizioni e contributi 2012
Gruppi radicali nel mondo
Comunicati stampa
Rassegna stampa
Documenti
11/06/2003
Belgio Interrogazioni (PE)
Interrogazione parlamentare di Maurizio Turco(NI), Marco Pannella(NI), Marco Cappato(NI), Benedetto Della Vedova(NI), Gianfranco Dell'Alba(NI) e Olivier Dupuis(NI) alla Commissione e risposta data dal sig. Vitorino a nome della Commissione
11/10/1999
Belgio Interrogazioni (PE)
Interrogazione parlamentare di Olivier Dupuis (TDI) alla Commissione e risposta data dal sig. Bolkestein in nome della Commissione
04/03/1998
Belgio Interrogazioni (PE)
Interrogazione parlamentare di Olivier Dupuis (ARE) alla Commissione e risposta data dal sig. Liikanen a nome della Commissione
radioradicale.it
2011-09-25 17:01:00 Conversazione settimanale di Valter Vecellio con Marco Pannella
2011-06-19 17:12:00 Conversazione settimanale con Marco Pannella
2011-05-15 17:04:13 Conversazione settimanale con Marco Pannella - ospite Carlo Jean
2010-11-28 17:16:00 Conversazione settimanale con Marco Pannella. Ospite Bruno Tabacci
2010-07-13 09:07:40 Seduta 351ª (XVI legislatura) 










