La sorpresa del Portogallo pigliatutto

Giuseppe Sarcina
Corriere della Sera

Guterres all'Unhcr. Dopo la Commissione Ue conquistata un 'altra poltrona di peso. La nomina frutto di un abile lavoro diplomatico. Decisiva l'alleanza con la Spagna

L'ex premier portoghese Antonio Guterres è il nuovo Alto commissario delle Nazioni unite per i rifugiati. Il suo nome è spuntato ieri, un po' a sorpresa, tra una rosa di otto candidati, in cui figuravano, tra gli altri, la radicale Emma Bonino, già Commissaria europea allo sviluppo e aiuti umanitari e l'ex ministro francese della Sanità, Bernard Kouchner, rappresentante speciale dell'Onu in Kosovo. Socialista, 56 anni, allievo ed erede di Mario Soares, primo ministro del Portogallo dal 1995 al 2001, Guterres subentra all'olandese Ruud Lubbers, costretto alle dimissioni perché accusato di molestie sessuali nei confronti di una segretaria. Nelle prossime settimane il segretario delle Nazioni Unite, Kofi Annan, proporra all'Assemblea generale di ratificare la nomina di Guterres. Poi l'attuale presidente dell'Internazionale socialista si installerà nel quartier generale della Unhcr (L'Agenzia per i rifugiati) a Ginevra. Da lì si occuperà delle sorti di almeno 22 milioni tra profughi, sfollati, apolidi, gestendo un bilancio di circa 800 milioni di dollari. Una posizione importante nel tabellone degli incarichi internazionali, la seconda conquistata dal Portogallo che, nel giro di un anno, matura un'inedita consistenza politico-diplomatica. L'anno scorso, a dispetto di tutte le previsioni, i 25 Capi di stato e di governo della Ue designarono un altro premier lusitano, Jose Manuel Durao Barroso, alla testa della Commissione europea. Ora tocca a Guterres. A favore dell'ex leader socialista si è mobilitato l'intero ceto politico del Paese. A cominciare dal presidente del Consiglio Jose Socrates, ministro dell'Ambiente quando il governo era guidato da Guterres. Negli ultimi due mesi il premier portoghese si è mosso con grande discrezione a margine dei vertici ufficiali. E' stato lui, per esempio, a ottenere il via libera dal presidente Vladimir Putin, in occasione del recente Consiglio d'Europa a Varsavia. Sempre Socrates si è «lavorato” gli inglesi e i tedeschi, sospingendo sempre piu in alto le quotazioni di Guterres. Sull' altro versante si sarebbe mosso lo stesso Barroso, ex avversario politico a Lisbona ma evidentemente disponibile a dare una mano a un connazionale in corsa per un incarico all'estero. Il numero uno della Commissione avrebbe sostenuto le credenziali dell'antico rivale con l'amministrazione americana, durante il suo recente viaggio negli Stati Uniti. Certo, su un altro versante, ha contato molto anche la «solidarietà dell'Internazionale socialista», come osservava

Emma Bonino subito dopo aver inviato i «migliori auguri» al prescelto dall'Onu.

Ma non basta. L'«operazione Guterres» è anche il risultato di un «cartelloiberico", di un asse Spagna-Portogallo sempre più saldo, specie da quando i socialisti governano sia a Madrid che a Lisbona. I due Paesi condividono la stessa linea politica in Europa e nel mondo. Da tempo votano nell'identico modo sui «dossier» più importanti a Bruxelles e fanno squadra negli organismi internazionali. Ultimo caso: il 28 e 30 aprile scorsi, a Santiago del Cile, nel corso della «Terza conferenza delle comunità democratiche», spagnoli e portoghesi confezionavano la nomina del cileno Josè Miguel Insulza alla testa dell'Osa, l'organizzazione degli stati americani, escludendo il messicano Luis Derbez, appoggiato dagli americani. Due i registi della mediazione: uno il ministro degli Esteri spagnolo, Miguel Angel Moratinos; l'altro proprio lui, il portoghese Antonio Guterres.