38° Congresso, II sessione.
Soraya Rahim (Afghan Women Minister).
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Per la riforma antiproibizionista della Convenzione Onu per le droghe
Quarant'anni fa un celebre scrittore immaginava la venuta a Roma, l'arrivo a Roma di un Marziano. Sarebbe curioso, avendo oggi questo Marziano di nuovo in viaggio quaranta anni dopo e dovendogli raccontare cosa sia oggi il mio paese, bè certo gli esempi non mancherebbero ma io credo che proprio quello che è accaduto in 20,25,30,35 anni a proposito delle politiche sulla droga sarebbe un buon modo di dare al Marziano un quadro forse sconsolante ma veritiero. Se in altri paesi, ne discuterete, sembra esservi un inizio o qualcosa che assomigli ad una bipartisanship di ragionevolezza nel nostro paese sembra radicarsi con sempre maggiore forza un'altra bipartisanship, quella della superstizione. Eppure non si era partiti male, nel 1975 grazie ad una battaglia non violenta e radicale di Marco Pannella si era conquistata una legge civile di sostanziale depenalizzazione del consumo personale. 15 anni dopo a freddo il combinato disposto di un calcolo elettorale tattico, per altro sbagliato, del leader socialista Craxi, desideroso di accreditarsi come leader moderato e d'ordine, il combinato disposto di questo e della incapacità della nostra sinistra di fare battaglie di libertà, ha determinato l'introduzione di una legge proibizionista che è quella con la quale tutt'ora abbiamo a che fare, una legge che penalizza, cioè colpisce con sanzione penale anche il mero consumo, una legge che determina la punibilità penale della cessione di sostanze stupefacenti e la giurisprudenza si è affrettata a precisare anche di quantità infinitesime a qualunque titolo, anche il passaggio di uno spinello da parte mia al mio vicino che in questo momento non c'è è atto giuridicamente e penalmente rivelante(?). Siccome questo è anche il paese di Alice, nel quale tutto è a rovescio, e anche il diritto è al rovescio, accadde che quella legge fu firmata nel 1990 da un padre della resistenza, da un grande e nobile giurista socialista, Giuliano Vassalli, e dall'allora ministra degli Affari Sociali, Rosa Russo Iervolino, che poi sarebbe divenuta ministra della pubblica istruzione, distinguendosi in quella successiva fase per una selvaggia ostilità nei confronti, pensate, di un fumetto che informava i ragazzi dei licei sulla possibilità e sulla modalità di uso del preservativo, naturalmente l'unico effetto di quella campagna fu una crescita di fama e di denaro molto positiva, per noi liberisti è un dato positivo, del simpatico autore di quel fumetto, che naturalmente fu l'unico beneficiario; dicevo, siccome questo è il paese di Alice in cui tutto va al rovescio, quella personalità politica è stata, ed è oggi sindaco di una importante città eletta dal fronte cosi' detto progressista ed è stata anche a lungo per parte consistente della sinistra italiana candidata alla presidenza della repubblica, le cose vanno cosi', immagino lo spavento del povero marziano, ma occorre essere amici fino in fondo del marziano e dirgli la verità. Dal momento ad oggi molte cose sono accadute, i Radicali sotto la guida di Marco Pannella hanno intanto sottoposto quella legge a referendum, cosi' come potevano farlo, cioè inventando un quesito che superasse i paletti spesso strettissimi di quella giurisprudenza, povero marziano deve comprendere anche questo, di una cosa chiamata Corte Costituzionale e che ha via via reso l'utilizzazione dello strumento referendario qualcosa di assai complicato nel nostro paese. Eppure nel '93 si riusci' a realizzare un quesito che non poteva essere pienamente antiproibizionista ma era per cosi dire antipunizionista, cioè eliminava la sanzione penale, evitava il carcere per il puro e semplice tossicodipendente e restituiva ai medici e ai pazienti le rispettive libertà, l'uno la libertà di prescrivere determinate sostanze, l'altro di poterle assumere. In questo povero e strano paese quel referendum, nonappena per la prima volta i cittadini poterono essere un po' informati di quel che quella battaglia significava, fu vinto. La leggenda di un paese conservatore veniva una volta di più smentita, questo è stato un paese che tutte le volte che si è trovato dinanzi ad una scelta di libertà, anche in contrasto rispetto a quanto il conservatorismo delle gerarchie ecclesiastiche eccetera potevano proporre, tutte le volte che il paese si è trovato dinanzi a questo ha scelto dalla parte della libertà, è stato cosi' per il divorsio, è stato cosi' per la legalizzazione dell'aborto, la decriminalizzazione dell'aborto, è stato cosi' nel 1993 a proposito di droga, questo lo dico anche ai pavidi politici italiani, che dicono "Oddio, Oddio se si affronta questo argomento si perde", no l'unica volta che si è andati al voto su questo argomento si è vinto e si è vinto su posizioni di libertà. Dal 18 aprile del 1993, dal giorno di questa ad oggi, tranne rare eccezioni, non è passato giorno senza che i vari governi che via via si sono succeduti, con una eccezione per la verità subito riassorbita, non si siano impegnati a tradire e a rendere inefficace il risultato di quel referendum.
I Radicali hanno allora cercato di fare un passo in più e di immaginare quesiti che potessero davvero compiere un tragitto ulteriore nella strada che ci importa, quella della piena legalizzazione. La Corte Costituzionale, evocando proprio lo strumento che è poi oggetto: primo, di questo nostro convegno, poi della iniziativa radicale dei prossimi mesi cioè le convenzioni internazionali, ha impedito che questi ulteriori quesiti andassero al voto e fossero sottoposti al giudizio degli elettori. Nel frattempo si è via via consolidata e rafforzata una informazione potrei dire terroristica, in realtà provinciale, clericale e quindi, sottolineo, e quindi morbosa, vedete l'informazione italiana è quella cosa per la quale esistono le settimane, cioè la settimana della pedofilia, per la quale sembra che i bambini in quella settimana debbano necessariamente andare incontro a cattivi compagni di strada, poi c'è quella settimana di coloro che muoiono nelle discoteche per lo più il sabato sera, poi d'improvviso la settimana successiva questo non accade più. Molto spesso con una certa regolarità, sono anzi in pensiero per il fatto che siamo ormai all'avvio dell'autunno e ancora la settimana non è giunta, di solito è il mese di ottobre il mese in cui questa settimana si .........c'è la settimana dell'extasi, in particolare delle droghe chimiche e sintetiche. Apro parentesi, espressione la più fulgida della follia del proibizionismo, la legge che evocavo un istante fa, la legge del 1990 approvata in Italia, ha acclusa una tabella con l'elenco delle sostanze vietate. Solo dei politici ottusi ed ottusi e alienati dalla loro stessa vita di politici avulsi alla realtà e dalla logica, puo' immaginare di vietare le infinite conbinazioni chimiche che possono determinarsi, ma anche questo accade. Dicevo, si va con le settimane con una qualche regolarità, c'è in particolare da qualche hanno la settimana dell' extasi che uccide, in realtà la pasticca che uccide è sopraéttutto la pasticca di questa disinformazione che continua a esserci. I due schieramenti politici maggiori sono impegnati in quella bipartisanship della superstizione che evocavo; il fronte cosi' detto progressista che si definisce il più sensibile a queste tematiche, è intanto il fronte che non ha saputo fare opposizione e che anzi ha fatto, come dicevo, della prima firmataria di quella legge, una propria campionessa anche elettorale. Il centro sinistra è riuscito anche in un altro miracolo che dovrà essere ricordato che è stato quello di nominare nella scorsa legislatura, un ministro coraggioso e antiproibizionista, non sen'erano accorti, era sostanzialmente sfuggito di mano, e questo ministro che è un uomo saggio, un medico e un padre di sette figli ed è un borghese libero come pure in Italia ancora vene sono, di tanto in tanto distillo' delle pillole di buon senso, di saggezza, di ragionevolezza, disse sulla droga "state attenti che non solo un giovane su due, ma anche un insegnante su due, fuma mariuana", apriti cielo, disse cose di banale raginevolezza sulla contraccezione, sulla libertà di ricerca scientifica. Bene ad ogni dichiarazione di questo ministro sene succedevano con regolarità, qui non c'era diciamo l'alternanza delle settimane, tutte le settimane c'era il regolare, diciamo cosi', la regolare messa alla berlina da parte dei componenti della sua stessa maggioranza, sicchè questo ministro al termine della sua avventura, non solo ha lasciato il suo schieramento ma ha addirittura lasciato la politica, tornando alle proprie ricerche.
Nel frattempo quella stessa maggioranza di centrosinistra e progressista, che non ha mutato di un millimetro le leggi sulla droga, che non ha mutato di un millimetro la legislazione in materia di sessualità, di riconoscimento delle coppie di fatto, che non ha mutato di un millimetro la legislazione in materia di prostituzione, che non ha mutato di un millimetro la legislazione in materia di libertà di ricerca scientifica, ha compiuto il miracolo che voi conoscete, e cioè quello di inviare all'ONU Pino Arlacchi, con il concorso di tutto l'arco dello schieramento progressista e democratico e di centrosinistra, tutto questo mentre uno dei presidenti del consiglio di centro sinistra che si sono succeduti, Massimo D'Alema, la personalità infondo la più interessante come dice la stampa italiana che la sa lunga, la personalità più moderna, mentre tutto questo accadeva nel suo governo, con la sua maggioranza parlamentare sotto i suoi occhi dichiarava: "Ma io sono da 25 anni a favore della legalizzazione delle droghe", con la sconcertante dichiarazione non solo di impotenza ma di schizzofrenia di un politico che ritiene di poter avere un'opinione e di poterla costantemente capovolgere nella attività di governo che da militante politico si è saputo conquistare. Questa è la realtà dell'Italia del centrosinistra a cui ha fatto seguito in questo testimone di superstizione che si passa, l'attuale maggioranza di centrodestra. Le ultime dichiarazioni sono meno nette ma un'idea che sembrano avere chiara è quella, lo faranno 'sta volta, lo faranno la volta prossima non si sa, di sostanzialmente proibire, di scoraggiare fortemente o di rendere difficile ai medici, ai centri di assistenza la somministrazione di quel metadone o di quelle sostanze sostitutive che possono aiutare un tossicodipendente a non avere più a che fare con uno spacciatore ma magari di avere a che fare con un medico. Ci saranno più morti cosa importa, il principio sarà comunque stato affermato, per il momento smentiscono, vedremo se lo faranno. Ma la parola d'ordine è indurire, indurire, indurire, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che si è recato nei giorni scorsi in una delle comunità di recupero, come si dice, più attive, anche se i dati sul recupero di questi tossicodipendenti sono piuttosto una cabala, diciamo cosi' scarsamente leggibile per chi vuole avere lenti scientifiche e fare riferimento ai numeri, il Presidente del Consiglio, che è un simpatico signore e parla a braccio, ha spiegato che vi è stata negli anni passati di quel centrosinistra che ho descritto e che non ha fatto nulla, invece lui, Berlusconi vi vede una pericolosa avanzata che deve essere fermata; e dice: "Vi è stata una suddivisione scientificamente errata e culturalmente deleteria fra droghe leggere e droghe pesanti, tutto questo non deve esserci più", quindi tutto quanto in un unico minestrone, eroina e mariuana, e questa è l'affermazione scientifica che il Presidente del Consiglio fa, e poi aggiunge: "Vi è stata negli anni precedenti", gli anni che vi ho descritto, gli anni in cui il campione Pino Arlacchi, quegli anni là, "vi è stata una mistificazione, si è affermato che l'uso di droga fosse un diritto civile o pensate un po' una necessità per alcune persone affette da una malattia cronica ed irrisolvibile. Ulteriore scivolone, non saro' io in questa sala a ricordare le possibilità dell'uso terapeutico di alcune sostanze se non fosse di cattivo gusto, ma al marziano bisogna dire anche le cose di cattivo gusto, occorrerà dire che perfino la patologia della quale la stampa afferma essere affetto il Presidente del Consiglio potrebbe trarre dalle sue terapie qualche beneficio dall'uso di queste sostanze, ma non diciamolo troppo in giro. In tutto questo vi dicevo la costante di quella informazione nella quale il ruolo centrale è affidato mai in contraddittorio, ma sempre con una veste sacrale che intimidisce qualunque interlocutore, interlocutore che poi peraltro manca, proprio ai titolari e ai tenutari delle comunità di recupero, in particolare della più nota, quella di San Patrignano, con costanti, regolari convocazioni televisive di attori, di cantanti, di madri che nel paese che è il mio che ama le storie doloroseè il paese per chi ama il ganere della cieca di Sorrento, della mta di Portici, di storie dolorose e drammatiche, delle madri pronte per la televisione si trovano sempre, e poi i giovani usciti dal tunnel, che hanno una autorevolezza maggiore ai fini della recita televisiva. L'impossibilità di un dibattito in questi anni dal '93 ad oggi, non un solo contraddittorio televisivo, tra i sostenitori della lagalizzazione ed i sostenitori del regime attuale, tra i sostenitori di Pino Arlacchi e gli avversari di Pino Arlacchi, pensateci, un paese che attraversa gli anni senza una possibilità di confronto. Ma in generale, questo è l'aspetto che mi interessa di più, con il sequestro di questo dibattito ai danni della politica, cioè tutto è affidato all'esperienza di chi assiste positivamente, negativamente, non mi importa, i tossicodipendenti. Ma è lo stesso meccanismo per il quale quando si deve parlare di guerra si o di guerra no, hanno molto più spazio coloro che appartengono ad associazioni umanitarie eccetera, che non i titolari della decisione politica, coloro che devono misurarsi nel confronto politico su queste scelte. Come hanno risposto, come hanno reagito i radicali a tutto questo? Intanto con gli strumenti istituzionali che evocavo, attivando i referendum quando è stato possibile, tentando di attivarli negli altri casi, e poi con gli strumenti della non-violenza, della disobbedienza civile. A partire da Marco Pannella, sono ormai 35, 35 i dirigenti radicali, come poi molte altre decine di militanti radicali, che si sono resi responsabili di atti che sono sanzionati dalla legge come crimini, cioè appunto la cessione, anche a titolo gratuito di quantità anche infinitesime di sostanza. Bene al nostro Marziano possiamo dire che rispetto a decine di atti, esattamente uguali, esattamente identici, cioè allo stesso comportamento individuato dalla medesima norma di legge, la giurisprudenza in Italia ha già dato sette diversi tipi di sentenza, sette tipi diversi di risposta in una situazione nella quale i giudici sono venditori di biglietti della lotteria e nella quale l'unico dato certo è l'assoluta incertezza del diritto.
Ma quali sono i risultati, e chiudo, di questa vicenda, qual è il totale provvisorio, la somma parziale che possiamo consegnare a questo nostro dibattito, qual è la fotografia? E' quella di un terzo del paese che continua ad essere nelle mani anche sul piano del controllo del territorio delle organizzazioni criminali che sono responsabili del traffico di stupefacenti, peraltro era qui fino a qualche istante fa il Presidente degli Eurodeputati radicali, Maurizio Turco che è impegnato con Sergio D'Elia e con tutto il nostro movimento nella contestazione, non la faccio lunga, di un particolare regime carcerario che in realtà ha a che fare con la tortura, che riguarda alcuni dei detenuti accusati di esser mafiosi; e chi osa dire che questo genere di tortura non deve essere praticata nel nostro paese si sente dare dell'amico dei mafiosi. Ecco io voglio dire qui a tutti coloro che ci danno costantemente lezioni di antimafia col dito alzato, che tutti costoro che pronunciano sempre la parola antimafia e sgranano il rosario dell'antimafia, non pronunciano mai, mai, mai la parola antiproibizionismo sulla droga: la tesi è quella secondo cui la mafia si sconfigge mettendo un catenaccio in più a qualche detenuto e non invece togliendo alle organizzazioni criminali il fiume di denaro del quale possono disporre. Primo risultato la forza via via maggiore delle organizzazioni criminali; secondo risultato una situazione carceraria insostenibile: il 37%, 37% dei detenuti italiani, sono detenuti per violazione delle leggi sulla droga, e complessivamente 28% sono tossicodipendenti. In una situazione nella quale, lo ripeto, un giovane su due ha almeno una volta nella sua vita consumato qualche tipo di droga. Se questa è la direzione di marcia credo che l'unica prospettiva sia quella della costruzione di nuove carceri, c'è un ministro che si chiama Lunardi e che è stato incaricato di costruire le grandi opere, in un anno e mezzo si è visto poco, ma ho l'impressione che l'unica grande opera possibile sarà la realizzazione di nuove carceri per accogliere i peccatori da redimere. Più droga, più morti, più mafia, più AIDS. Io credo che il compito dei radicali sarà quello di continuare sulla strada, che è la nostra, che è quella delle disobbedienze civili; proseguiremo, fin'ora abbiamo operato sul versante delle droghe cosi'dette leggere; il nostro movimento nel Congresso che si è tenuto pochi mesi fa ha individuato anche altre ipotesi: io credo che all'inizio del nuovo anno, è un'annuncio, dovremo perndere in esame iniziative di disobbedienza civile ancora più gravi, anche su altri fronti per consentire di realizzare quello che altrove si fa con le narcosalas, è ipotesi sulla quale stiamo seriamente ragionando. In questo contesto che dirvi? chiudo sorridendo e sorridendo amaramente, si è scoperto pochi giorni fa, lo avrete letto sulla stampa inglese, che anche Jon Major, proprio negli anni in cui lanciava il suo richiamo ai valori, il suo back basis, in realtà aveva la sua amante, e faceva bene evidentemente, è stato anche bravo a nasconderla, onore a lui. Non vorrei che il governo italiano nel momento del suo richiamo ai valori di base e il richiamo ai principi, incorresse in qualche analogo incidente nel senso che abbiamo già il collaboratore di un vice ministro, che è stato colto diciamo cosi' con le mani nel sacco, un altro assistente di un altro ministro animatore feroce del partito più duramente proibizionista salla draga, anch'egli trovato con la sua sostanza, bè devo dire quando ieri ho letto la dichiarazione sulle agenzie di un altro sottosegretario che invece stimo molto, e che diceva l'Albania ha problemi di droga, l'Italia sarà al suo fianco, mi viene da dire: credo che le autorità albanesi dovranno dire: "State fermi restate a casa vostra". Grazie.
Daniele Capezzone, segretario di Radicali Italiani
Testo non revisionato dall'autore
I Radicali hanno allora cercato di fare un passo in più e di immaginare quesiti che potessero davvero compiere un tragitto ulteriore nella strada che ci importa, quella della piena legalizzazione. La Corte Costituzionale, evocando proprio lo strumento che è poi oggetto: primo, di questo nostro convegno, poi della iniziativa radicale dei prossimi mesi cioè le convenzioni internazionali, ha impedito che questi ulteriori quesiti andassero al voto e fossero sottoposti al giudizio degli elettori. Nel frattempo si è via via consolidata e rafforzata una informazione potrei dire terroristica, in realtà provinciale, clericale e quindi, sottolineo, e quindi morbosa, vedete l'informazione italiana è quella cosa per la quale esistono le settimane, cioè la settimana della pedofilia, per la quale sembra che i bambini in quella settimana debbano necessariamente andare incontro a cattivi compagni di strada, poi c'è quella settimana di coloro che muoiono nelle discoteche per lo più il sabato sera, poi d'improvviso la settimana successiva questo non accade più. Molto spesso con una certa regolarità, sono anzi in pensiero per il fatto che siamo ormai all'avvio dell'autunno e ancora la settimana non è giunta, di solito è il mese di ottobre il mese in cui questa settimana si .........c'è la settimana dell'extasi, in particolare delle droghe chimiche e sintetiche. Apro parentesi, espressione la più fulgida della follia del proibizionismo, la legge che evocavo un istante fa, la legge del 1990 approvata in Italia, ha acclusa una tabella con l'elenco delle sostanze vietate. Solo dei politici ottusi ed ottusi e alienati dalla loro stessa vita di politici avulsi alla realtà e dalla logica, puo' immaginare di vietare le infinite conbinazioni chimiche che possono determinarsi, ma anche questo accade. Dicevo, si va con le settimane con una qualche regolarità, c'è in particolare da qualche hanno la settimana dell' extasi che uccide, in realtà la pasticca che uccide è sopraéttutto la pasticca di questa disinformazione che continua a esserci. I due schieramenti politici maggiori sono impegnati in quella bipartisanship della superstizione che evocavo; il fronte cosi' detto progressista che si definisce il più sensibile a queste tematiche, è intanto il fronte che non ha saputo fare opposizione e che anzi ha fatto, come dicevo, della prima firmataria di quella legge, una propria campionessa anche elettorale. Il centro sinistra è riuscito anche in un altro miracolo che dovrà essere ricordato che è stato quello di nominare nella scorsa legislatura, un ministro coraggioso e antiproibizionista, non sen'erano accorti, era sostanzialmente sfuggito di mano, e questo ministro che è un uomo saggio, un medico e un padre di sette figli ed è un borghese libero come pure in Italia ancora vene sono, di tanto in tanto distillo' delle pillole di buon senso, di saggezza, di ragionevolezza, disse sulla droga "state attenti che non solo un giovane su due, ma anche un insegnante su due, fuma mariuana", apriti cielo, disse cose di banale raginevolezza sulla contraccezione, sulla libertà di ricerca scientifica. Bene ad ogni dichiarazione di questo ministro sene succedevano con regolarità, qui non c'era diciamo l'alternanza delle settimane, tutte le settimane c'era il regolare, diciamo cosi', la regolare messa alla berlina da parte dei componenti della sua stessa maggioranza, sicchè questo ministro al termine della sua avventura, non solo ha lasciato il suo schieramento ma ha addirittura lasciato la politica, tornando alle proprie ricerche.
Nel frattempo quella stessa maggioranza di centrosinistra e progressista, che non ha mutato di un millimetro le leggi sulla droga, che non ha mutato di un millimetro la legislazione in materia di sessualità, di riconoscimento delle coppie di fatto, che non ha mutato di un millimetro la legislazione in materia di prostituzione, che non ha mutato di un millimetro la legislazione in materia di libertà di ricerca scientifica, ha compiuto il miracolo che voi conoscete, e cioè quello di inviare all'ONU Pino Arlacchi, con il concorso di tutto l'arco dello schieramento progressista e democratico e di centrosinistra, tutto questo mentre uno dei presidenti del consiglio di centro sinistra che si sono succeduti, Massimo D'Alema, la personalità infondo la più interessante come dice la stampa italiana che la sa lunga, la personalità più moderna, mentre tutto questo accadeva nel suo governo, con la sua maggioranza parlamentare sotto i suoi occhi dichiarava: "Ma io sono da 25 anni a favore della legalizzazione delle droghe", con la sconcertante dichiarazione non solo di impotenza ma di schizzofrenia di un politico che ritiene di poter avere un'opinione e di poterla costantemente capovolgere nella attività di governo che da militante politico si è saputo conquistare. Questa è la realtà dell'Italia del centrosinistra a cui ha fatto seguito in questo testimone di superstizione che si passa, l'attuale maggioranza di centrodestra. Le ultime dichiarazioni sono meno nette ma un'idea che sembrano avere chiara è quella, lo faranno 'sta volta, lo faranno la volta prossima non si sa, di sostanzialmente proibire, di scoraggiare fortemente o di rendere difficile ai medici, ai centri di assistenza la somministrazione di quel metadone o di quelle sostanze sostitutive che possono aiutare un tossicodipendente a non avere più a che fare con uno spacciatore ma magari di avere a che fare con un medico. Ci saranno più morti cosa importa, il principio sarà comunque stato affermato, per il momento smentiscono, vedremo se lo faranno. Ma la parola d'ordine è indurire, indurire, indurire, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che si è recato nei giorni scorsi in una delle comunità di recupero, come si dice, più attive, anche se i dati sul recupero di questi tossicodipendenti sono piuttosto una cabala, diciamo cosi' scarsamente leggibile per chi vuole avere lenti scientifiche e fare riferimento ai numeri, il Presidente del Consiglio, che è un simpatico signore e parla a braccio, ha spiegato che vi è stata negli anni passati di quel centrosinistra che ho descritto e che non ha fatto nulla, invece lui, Berlusconi vi vede una pericolosa avanzata che deve essere fermata; e dice: "Vi è stata una suddivisione scientificamente errata e culturalmente deleteria fra droghe leggere e droghe pesanti, tutto questo non deve esserci più", quindi tutto quanto in un unico minestrone, eroina e mariuana, e questa è l'affermazione scientifica che il Presidente del Consiglio fa, e poi aggiunge: "Vi è stata negli anni precedenti", gli anni che vi ho descritto, gli anni in cui il campione Pino Arlacchi, quegli anni là, "vi è stata una mistificazione, si è affermato che l'uso di droga fosse un diritto civile o pensate un po' una necessità per alcune persone affette da una malattia cronica ed irrisolvibile. Ulteriore scivolone, non saro' io in questa sala a ricordare le possibilità dell'uso terapeutico di alcune sostanze se non fosse di cattivo gusto, ma al marziano bisogna dire anche le cose di cattivo gusto, occorrerà dire che perfino la patologia della quale la stampa afferma essere affetto il Presidente del Consiglio potrebbe trarre dalle sue terapie qualche beneficio dall'uso di queste sostanze, ma non diciamolo troppo in giro. In tutto questo vi dicevo la costante di quella informazione nella quale il ruolo centrale è affidato mai in contraddittorio, ma sempre con una veste sacrale che intimidisce qualunque interlocutore, interlocutore che poi peraltro manca, proprio ai titolari e ai tenutari delle comunità di recupero, in particolare della più nota, quella di San Patrignano, con costanti, regolari convocazioni televisive di attori, di cantanti, di madri che nel paese che è il mio che ama le storie doloroseè il paese per chi ama il ganere della cieca di Sorrento, della mta di Portici, di storie dolorose e drammatiche, delle madri pronte per la televisione si trovano sempre, e poi i giovani usciti dal tunnel, che hanno una autorevolezza maggiore ai fini della recita televisiva. L'impossibilità di un dibattito in questi anni dal '93 ad oggi, non un solo contraddittorio televisivo, tra i sostenitori della lagalizzazione ed i sostenitori del regime attuale, tra i sostenitori di Pino Arlacchi e gli avversari di Pino Arlacchi, pensateci, un paese che attraversa gli anni senza una possibilità di confronto. Ma in generale, questo è l'aspetto che mi interessa di più, con il sequestro di questo dibattito ai danni della politica, cioè tutto è affidato all'esperienza di chi assiste positivamente, negativamente, non mi importa, i tossicodipendenti. Ma è lo stesso meccanismo per il quale quando si deve parlare di guerra si o di guerra no, hanno molto più spazio coloro che appartengono ad associazioni umanitarie eccetera, che non i titolari della decisione politica, coloro che devono misurarsi nel confronto politico su queste scelte. Come hanno risposto, come hanno reagito i radicali a tutto questo? Intanto con gli strumenti istituzionali che evocavo, attivando i referendum quando è stato possibile, tentando di attivarli negli altri casi, e poi con gli strumenti della non-violenza, della disobbedienza civile. A partire da Marco Pannella, sono ormai 35, 35 i dirigenti radicali, come poi molte altre decine di militanti radicali, che si sono resi responsabili di atti che sono sanzionati dalla legge come crimini, cioè appunto la cessione, anche a titolo gratuito di quantità anche infinitesime di sostanza. Bene al nostro Marziano possiamo dire che rispetto a decine di atti, esattamente uguali, esattamente identici, cioè allo stesso comportamento individuato dalla medesima norma di legge, la giurisprudenza in Italia ha già dato sette diversi tipi di sentenza, sette tipi diversi di risposta in una situazione nella quale i giudici sono venditori di biglietti della lotteria e nella quale l'unico dato certo è l'assoluta incertezza del diritto.
Ma quali sono i risultati, e chiudo, di questa vicenda, qual è il totale provvisorio, la somma parziale che possiamo consegnare a questo nostro dibattito, qual è la fotografia? E' quella di un terzo del paese che continua ad essere nelle mani anche sul piano del controllo del territorio delle organizzazioni criminali che sono responsabili del traffico di stupefacenti, peraltro era qui fino a qualche istante fa il Presidente degli Eurodeputati radicali, Maurizio Turco che è impegnato con Sergio D'Elia e con tutto il nostro movimento nella contestazione, non la faccio lunga, di un particolare regime carcerario che in realtà ha a che fare con la tortura, che riguarda alcuni dei detenuti accusati di esser mafiosi; e chi osa dire che questo genere di tortura non deve essere praticata nel nostro paese si sente dare dell'amico dei mafiosi. Ecco io voglio dire qui a tutti coloro che ci danno costantemente lezioni di antimafia col dito alzato, che tutti costoro che pronunciano sempre la parola antimafia e sgranano il rosario dell'antimafia, non pronunciano mai, mai, mai la parola antiproibizionismo sulla droga: la tesi è quella secondo cui la mafia si sconfigge mettendo un catenaccio in più a qualche detenuto e non invece togliendo alle organizzazioni criminali il fiume di denaro del quale possono disporre. Primo risultato la forza via via maggiore delle organizzazioni criminali; secondo risultato una situazione carceraria insostenibile: il 37%, 37% dei detenuti italiani, sono detenuti per violazione delle leggi sulla droga, e complessivamente 28% sono tossicodipendenti. In una situazione nella quale, lo ripeto, un giovane su due ha almeno una volta nella sua vita consumato qualche tipo di droga. Se questa è la direzione di marcia credo che l'unica prospettiva sia quella della costruzione di nuove carceri, c'è un ministro che si chiama Lunardi e che è stato incaricato di costruire le grandi opere, in un anno e mezzo si è visto poco, ma ho l'impressione che l'unica grande opera possibile sarà la realizzazione di nuove carceri per accogliere i peccatori da redimere. Più droga, più morti, più mafia, più AIDS. Io credo che il compito dei radicali sarà quello di continuare sulla strada, che è la nostra, che è quella delle disobbedienze civili; proseguiremo, fin'ora abbiamo operato sul versante delle droghe cosi'dette leggere; il nostro movimento nel Congresso che si è tenuto pochi mesi fa ha individuato anche altre ipotesi: io credo che all'inizio del nuovo anno, è un'annuncio, dovremo perndere in esame iniziative di disobbedienza civile ancora più gravi, anche su altri fronti per consentire di realizzare quello che altrove si fa con le narcosalas, è ipotesi sulla quale stiamo seriamente ragionando. In questo contesto che dirvi? chiudo sorridendo e sorridendo amaramente, si è scoperto pochi giorni fa, lo avrete letto sulla stampa inglese, che anche Jon Major, proprio negli anni in cui lanciava il suo richiamo ai valori, il suo back basis, in realtà aveva la sua amante, e faceva bene evidentemente, è stato anche bravo a nasconderla, onore a lui. Non vorrei che il governo italiano nel momento del suo richiamo ai valori di base e il richiamo ai principi, incorresse in qualche analogo incidente nel senso che abbiamo già il collaboratore di un vice ministro, che è stato colto diciamo cosi' con le mani nel sacco, un altro assistente di un altro ministro animatore feroce del partito più duramente proibizionista salla draga, anch'egli trovato con la sua sostanza, bè devo dire quando ieri ho letto la dichiarazione sulle agenzie di un altro sottosegretario che invece stimo molto, e che diceva l'Albania ha problemi di droga, l'Italia sarà al suo fianco, mi viene da dire: credo che le autorità albanesi dovranno dire: "State fermi restate a casa vostra". Grazie.
Daniele Capezzone, segretario di Radicali Italiani
Testo non revisionato dall'autore
Iscrizioni e contributi 2012
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Notizie Radicali
Michele Minorita
Guerra di droga in Messico e Canada; e lotta ai proibizionismi
Documenti
25/10/2007
Eventi Laos
Comitato permanente sui diritti umani. Indagine conoscitiva sulla violazione dei diritti umani nel mondo: audizione di rappresentanti del MLDH-Movimento Lao per i diritti umani.
15/05/2007
Cuba Eventi
Programma: Convegno “Diritti Sindacali e Responsabilità sociale delle Imprese a Cuba”
06/03/2007
Antiproibizionismo Documenti generici
Alcuni dati sulla produzione di oppio in Afghanistan
radioradicale.it
2012-02-10 11:46:43 Le foibe, gli eccidi dei partigiani comunisti jugoslavi di Tito in Italia, le polemiche del passato, la congiura del silenzio, i radicali
2012-02-10 10:45:00 Verità e giustizia su Formigoni. Rispetto dei Referendum milanesi. Liberalizzazioni: l'alternativa Radicale a Milano 2012-02-09 12:32:10 L'amministrazione della giustizia, la responsabilità civile dei magistrati, il caso Tortora, Napoli, i referendum radicali della primavera 86
2012-02-09 08:57:55 Notiziario del mattino
2012-02-08 23:51:37 Collegamento di Marco Pannella
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