La prima sentenza Usa contro uno dei piu’ pericolosi diffusori di posta non sollecitata

Maurizio Molinari
La Stampa

Condannato a nove anni per «spamming»

Nove anni di prigione per aver inviato trenta milioni di email non sollecitati e dunque illegali. E’ questa la decisione presa dalla giuria del tribunale della contea di Loundon nello Stato della Virginia, decretando la prima condanna negli Usa per punire chi ricorre a Internet per diffondere posta non sollecitata (spam) nel tentativo di frodare il prossimo. Il condannato è Jeremy Jaynes, 30 anni, originario di Raleigh in North Carolina, considerato dall’Fbi fino al momento della cattura uno dei dieci spammer più pericolosi al mondo.

Da tempo alcune associazioni per i diritti dei consumatori chiedono al Congresso di intervenire con una legge federale per bandire del tutto ogni tipo di spam: la posta non sollecitata arrecherebbe all’economia Usa danni per 50 miliardi di dollari all’anno.

Jaynes è una sorta di mago del web e sfruttava la sua abilità per diffondere materiale pornografico, celarsi dietro una serie di falsi nominativi, appropriandosi di nomi di aziende ed enti molto noti, ed attirare gli utenti del web in truffe arrivate a garantirgli entrate mensili fino a 750 mila dollari. Le indagini hanno appurato l’immissione sul web di 53 mila email illegali - sulla base delle quali è stato condannato - ma gli 007 informatici ritengono che Jaynes sia riuscito a trovare un metodo per inviare fino a un massimo di 10 milioni di spam nell’arco di sole 24 ore. Il procuratore Lisa Hick-Thomas ha potuto ottenere la condanna in base ad una legge della Virginia, entrata in vigore appena sette giorni prima, che pur non proibendo esplicitamente l’invio di spam in sè sanziona duramente chi lo fa celando la propria identità.

L’imputato rischiava 15 anni di detenzione, ma l’avvocato difensore David Oblon punta al rovesciamento della sentenza ed ha presentato appello contro la condanna, definendola anticostituzionale per il fatto che la legge applicata interviene su «una forma di commercio che si svolge fuori i confini dello Stato». Una difesa su simili basi ha avuto successo in Maryland, evitando che si arrivasse alla condanna, ma la Virginia è nota per essere lo Stato dove la legislazione contro gli spammers è più restrittiva che altrove negli Usa.

In attesa che la corte d’appello si pronunci, il giudice Horne ha sospeso la condanna ma Jaynes resta dietro le sbarre - la cauzione è di un milione di dollari - da dove ha fatto sapere di essere pentito per gli inganni consumati ai danni di milioni di cittadini americani: «Posso garantire alla corte che non mi impegnerò più in futuro in questo tipo di business». La legge della Virginia contro gli spammers è stata approvata nel luglio del 2003 e nel dicembre seguente l’ufficio del procuratore dello Stato annunciò l’arresto di Jayner - assieme ad un complice - con l’accusa di aver inviato 10 milioni di email illegali in tre differenti giorni nel luglio del 2003. La sorella di Jayner, Jessica DeGroot, è stata accusata di complicità nella gestione delle email illegali ma non essendo stata coinvolta nell’invio materiale di spam il giudice si è limitato a condannarla ad una sanzione monetaria di 7500 dollari.