LA FECONDAZIONE ASSISTITA.I DS APRONO AI RADICALI:PRONTI A MIGLIORARE IL TESTO

Margherita De Bac
Il Corriere della Sera

La fecondazione assistita. I DS aprono ai radicali: pronti a migliorare il testo

La legge torna domani al Senato

Appello di Cappato sull’«Unità» Tonini replica: vanno cambiati i punti critici

ROMA - L’aula del Senato torna da domani ad occuparsi della legge sulla procreazione medicalmente assistita. Lo stop di circa un mese non è servito a raffreddare l’animosità con cui i parlamentari, e non solo di questa legislatura, hanno sempre affrontato l’argomento. Anzi, i lavori riprendono in un clima surriscaldato. Potrebbe essere infatti l’ultima corsa per questo testo molto restrittivo, approvato nell’estate del 2002 dalla Camera, con molti divieti: no alle tecniche eterologhe (con gameti di donatori, non appartenenti alla coppia), no alla diagnosi pre-impianto dell’embrione, limite di fecondare non più di tre ovuli, divieto per la donna di negare il consenso all’impianto di un embrione, anche se malformato. «Una legge contro la vita», la definisce la minoranza. «Regole che riordinano il Far West», le saluta la maggioranza. Gli schieramenti non sono proprio quelli tradizionali. Nel Polo si contano alcuni contrari, targati Forza Italia, ma anche qualche leghista. Nella sinistra, la Margherita è quasi tutta dall’altra parte.
«I parlamentari devono scuotersi - dice Rita Bernardini, segretaria dell’associazione Luca Coscioni, che ha firmato con l’eurodeputato radicale Marco Cappato un appello sull’ Unità di ieri dove si chiede al segretario dei Ds, Piero Fassino, una mobilitazione -. Vedo rassegnazione, la legge potrebbe essere licenziata a tempi record già giovedì. Basta un emendamento per bloccarla e rimandarla alla Camera. Iscriviamoci tutti a parlare». «Non siamo in presenza di un testo definitivo e il nostro impegno è quello di cambiare la legge e risolvere i punti critici del testo», risponde il Ds Giorgio Tonini, relatore di minoranza.
Giuseppe Del Pennino, gruppo misto, conta molto sui circa 30 scrutini segreti concessi. Ginecologi e scienziati della medicina riproduttiva minacciano: se alcuni articoli non verranno modificati apriranno un procedimento che «ne affermi l’incostituzionalità».
Ne chiedono l’approvazione immediata invece un gruppo trasversale di parlamentari del «nuovo manifesto femminista». Firmato Olimpia Tarzia (Udc), Burani Procaccini (Fi), Carla Castellani (An), Francesca Martini (Lega) e Patrizia Toia (Margherita). Replica Barbara Pollastrini (Ds): «E’ un inganno. Dobbiamo lavorare su un legge seria, responsabile, adeguata ai tempi, di respiro europeo».