La fecondazione assistita torna in Aula tra le polemiche Sit-in di protesta dei Radicali

R. Zuc.
Il Corriere della Sera

ROMA - Torna oggi alla Camera la legge sulla fecondazione assistita. E, insieme al testo, torneranno sicuramente anche le mille polemiche che l’accompagnarono quando venne approvata dal Senato lo scorso 11 dicembre. Basta pensare alla decisione di Francesco Rutelli di schierarsi a favore di una legge elaborata dal centrodestra, ai numerosi voti trasversali registrati anche nella maggioranza e alla minaccia di un referendum abrogazionista, partita prima ancora che il Parlamento decida l’approvazione definitiva. Allora, a Palazzo Madama, i «sì» furono 169 e i «no» 92. Ma, tra «giustificati» e non, si contarono ben 68 senatori assenti. Ora si riapre la partita ed è molto probabile che sia ancora più aspra.

BATTAGLIA TRASVERSALE - Come al Senato, lo scontro si concentrerà soprattutto sul divieto della fecondazione eterologa ritenuta dai più agguerriti nemici di questa legge come «una norma medioevale». Le previsioni sono per una riproduzione degli schieramenti già esistenti a palazzo Madama. E cioè la maggioranza a favore e l’opposizione contro, ma solo nell’insieme. Perché nel caso della procreazione medicalmente assistita (e non potrebbe essere altrimenti, data la materia) si sono già registrati e si registreranno numerosi voti trasversali. Primo fra tutti, nel centrosinistra, quello di gran parte della Margherita (soprattutto la componente degli ex popolari), dopo che Francesco Rutelli ha espresso la sua opinione al riguardo.
Ma ancora una volta, come accadde a dicembre, la scelta farà irritare non poco il resto dell’Ulivo, dai diessini ai Verdi che continuano a parlare di «legge oscurantista e fondamentalista». Nella Casa delle Libertà si registra invece il «no» dei repubblicani, del nuovo Psi, di qualche liberal di Forza Italia come Alfredo Biondi nonché di Alessandra Mussolini.

LA MINACCIA DEL REFERENDUM - A promettere l’utilizzo dell’arma referendaria sono, ancora una volta, in prima linea i Radicali, che questa mattina si mobiliteranno con un sit-in davanti a Montecitorio: «Invieremo un estremo appello ai deputati contro una legge clericale e violenta». Ma, se l’appello non verrà ascoltato, partirà la raccolta delle firme, come aveva già promesso nei giorni scorsi Emma Bonino. Ieri, si è pronunciata contro il disegno di legge anche l’Associazione giuriste d’Italia: «Si risolve il conflitto tra i diritti della madre e del concepito a favore dell’embrione scatenando effetti dirompenti oltre il recinto della fecondazione assistita». Mentre, dentro la maggioranza, il presidente di Alleanza nazionale Gianfranco Fini, nei giorni scorsi, aveva già blindato il voto del suo partito: «Votiamo la legge così com’è senza modificarla nemmeno in un dettaglio».