La Cina sbarca in Europa Sudorientale

Marina Sikora
Radio Radicale

Sempre piu' discusso il tema dell'influenza cinese in Europa sudorientale e secondo diversi analisti, mentre Bruxelles sta' riflettendo profondamente sul futuro del processo di allargemento dell'Ue nei Balcani, Pechino ha iniziato un lancio di investimenti nella regione. Secondo un articolo della Deutsche Welle pubblicato nel marzo 2010, la domanda che si pone e' se i soldi cinesi hanno uno scopo economico oppure politico.
Lo scorso anno, il presidente cinese Hu Jintao e il presidente della Serbia, Boris Tadic hanno riconfermato le relazioni bilaterali di questi due paesi, l'amicizia tradizionale e il partenariato strategico. Oltre alla tradizionale dichiarazione sul reciproco rispetto dell'integrita' territoriale e della sovranita' nonche' la promessa di un approfondimento e rafforzamento delle relazioni bilaterali, i due Paesi hanno deciso fortemente ad impegnarsi per la collaborazione economica e commerciale.
Va sottolineato che alcuni mesi prima, la Banca Export Import cinese (China Eximbank) ha approvato a Belgrado un credito di un miliardo di euro per due centrali elettriche e per la costruzine di un ponte sul Danubio. La costruzione di questo ponte e' un mezzo molto importante per l'allegerimento del traffico di Belgrado. La stessa costruzione e' anche un test che dovrebbe dimostrare come la Cina puo' collaborare bene con i suoi partner in Europa sudorientale.
Secondo i media serbi, lo scorso anno la Serbia e' diventata il primo partner strategico della Cina in Europa sudorientale e con questo si e' aperto un nuovo capitolo nelle relazioni bilaterali tra i due paesi. In una intervista al quotidiano 'Blic' dello scorso febbraio, l'ambasciatore cinese di Belgrado, Wei Jinghua ha affermato che nel corso del viaggio del presidente della Serbia Boris Tadic in Cina, nell'agosto 2009, Cina e Serbia hanno proclamato l'istituzione di un partenariato strategico. Le aspettative di questo partenariato politico ed economico, cosi' come spiegato dall'ambasciatore cinese, riguarda nuove prospettive di collaborazione nel commercio, nel settore scientifico-tecnologico, istruzione pubblica, cultura, sanita', sport ed altro. Durante la sua visita in Cina, il presidente Tadic ha firmato con la parte cinese un accordo sulla collaborazione economica e quella tecnologica nel settore di infrastrutture.
Va sottolineato che la Cina tradizionalmente appoggia gli sforzi della Serbia nella difesa della sovranita' ed integrita' territoriale, insiste fermamente sulla salvaguardia del diritto internazionale nonche' delle relazioni internazionali come anche sulla Risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezzza delle Nazioni Unite sul Kosovo. Pechino ha presentato anche un rapporto scritto alla Corte Internazionale di Giustizia sulla questione della legalita' dell'indipendenza unilateralmente proclamata del Kosovo e ha partecipato attivamente nel dibattito sulla questione. E' per la prima volta che la Cina ha preso parte in forma scritta ed orale in un dibattito di questa corte. Come spiegato dal diplomatico cinese, Pechino ritiene che la via dei negoziati della parte serba e delle istituzioni temporanee del Kosovo sono l'unica modalita' per raggiungere una soluzione comunemente accettabile.
E in questi giorni a Pechino, il premier della Serbia Mirko Cvetkovic e il presidente del parlamento cinese Vu Banguo hanno confermato il loro impegno per il progresso delle relazioni tra i due paesi. Salutando la cooperazione tra Cina e Serbia, Vu ha sottolineato che questi rapporti hanno saputo resistere alle grandi sfide internazionali. La Cina ritiene molto importante il rapporto con la Serbia e continuera' a mantenere contatti ad alto livello, a lavorare sul rafforzamento della collaborazione parlamentare nonche' della cooperazione nel settore commerciale ed energetico, ha aggiunto il presidente del parlamento cinese. Il premier serbo Mirko Cvetkovic, da parte sua ha rilevato che la Serbia considera la Cina un partner starategico importante e che si aspetta contatti politici piu' vicini nonche' una maggiore collaborazione nel settore commerciale. Il 27 giugno il premier Cvetkovic con una delegazione serba ha partecipato alla giornata nazionale della Serbia nell'ambito dell'Expo 2010 a Shangai.
Ma la Serbia non e' l'unico stato nella regione balcanica pronto ad accogliere gli investimenti cinesi. Dusan Reljic del Dipartimento per gli affari esteri dell'Ue presso l'Istituto tedesco per gli affari internazionali e di sicurezza ha dichiarato per la Deutsche Welle che «la Cina e' presente in Slovenia, Macedonia - esporta autobus a Skopje, e' in trattative con la Croazia per quanto riguarda i trasporti, porti e aeroporti e il traffico ferroviario» mentre si discute anche «con la Grecia per il leasing del porto di Atene». Gli analisti hanno descritto l'ingresso della Cina nei Balcani come un' avanzamento sul mercato europeo «attraverso piccole porte». Dusan Reljic afferma che la diretta via (gia' presente) per una maggiore presenza sul mercato europeo sarebbe piu' costosa rispetto agli investimenti nei settori che tra 10 e 15 anni faranno parte dell'Ue. «E' piu' economico comprare proprieta' in Europa sudorientale che nell'Unione Europea» dice questo esperto e aggiunge: «con pochi investimenti stranieri diretti che arrivano nella regione, piccoli bilanci statali e con la crescita della disoccupazione, i paesi balcanici hanno bisogno di accettare i soldi cinesi, che arrivano con il rinvio di pagamento, con piccoli interessi e con assai poche condizioni aggiuntive. La Cina non pone ne' condizioni economiche ne' condizioni politiche per i suoi crediti» dice Reljic e conclude che «in qualche modo, i soldi cinesi sono un'alternativa piu' economica per il denaro commerciale occidentale estremamente costoso e per l'altrettanto caro denaro politico del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale».
Ma i soldi non sono l'unico fattore nel gioco. Reljic afferma che le attivita' di Pechino nei Balcani riguardano ugualmente il posizionamento politico. La maggiore presenza nell'area e' un segnale per gli Stati Uniti e per l'Occidente che la Cina non e' piu' una potenza mondiale marginale bensi' una forza mondiale che secondo il proprio piano partecipa negli eventi politici mondiali. Un esempio di questo piano e' l'opposizione ferrea della Cina all'indipendenza del Kosovo, ricorda questo esperto di Belgrado.
Cosco, la corporazine cinese navale, e' interessata a impossessarsi del porto croato di Rijeka (Fiume) e di questo sono a conoscenza sia la premier che il presidente croato. Si tratta di una serie di investimenti infrastrutturali che i rappresentanti cinesi sono disposti ad offrire alla Croazia. Per precisare, la corporazione navale dello stato cinese Cosco e' interessata per una concessione di diversi anni per amministrare il porto di Rijeka. Ne ha scritto tra l'altro il settimanale di Zagabria 'Nacional'. Il giornale croato - cita fonti vicine al governo – ma afferma che «l'intero progetto e' tenuto in segreto e che non ne sono a conoscenza nemmeno tutti i ministri». Secondo queste speculazioni, se vengono a realizzarsi i piani dell'investitore cinese, Rijeka potrebbe diventare il principale porto dell'Adriatico mentre la Croazia nei prossimi dieci anni potrebbe realizzare un profitto di miliardi di euro e quindi non sorprende che di questa iniziativa sono informati soltanto i piu' stretti collaboratori della premier Jadranka Kosoro e il presidente Ivo Josipovic. Secondo le stesse informazioni, l'interesse sul porto di Rijeka e' soltanto uno di tutta una serie di grandi investimenti infrastrutturali che i vertici cinesi sono pronti ad offrire alla Croazia.
Le ditte cinesi statali sarebbero molto interessate ad investire nelle ferrovie croate, in progetti turistici, nell'industria del legno e nell'economia idrica. Oltre al porto di Fiume, sono interessati inoltre nel porto di Ploce. Anche se i detagli dei possibili progetti cinesi non sono noti, secondo le stime, l'investimento totale potrebbe essere quello di oltre 10 miliardi di euro e con la loro realizzazione, la Croazia potrebbe diventare uno dei principali centri di transito per l'importo della merce cinese in Europa sudorientale, scrive Nacional.
L'interessamento cinese e' anche sollecitato da parte della diplomazia croata. I possibili investimenti sono stati uno dei temi di cui si e' discusso durante la visita ufficiale in Cina del ministro degli esteri croato Gordan Jandrokovic. A proposito di un nuovo capitolo nelle ralazioni bilaterali tra Croazia e Cina, va menzionata anche la liberalizzazione dei visti per i turisti cinesi durante i mesi estivi. Sempre secondo il settimanale croato Nacional e' fattibile che la Croazia a causa della sua posizione geografica sull'Adriatico, il vicino ingresso nell'Ue e una rete di traffico relativamente sviluppata, diventi per la Cina una destinazione di investimenti molto interessante. Ottenendo il controllo sui porti croati cruciali e sulle ferrovie, la Cina avrebbe la possibilitaì di formare una piu' efficace via logistica per alimentare i mercati dell'Europa sudorientale.
In occasione dell'expo mondiale a Shangai, il presidente croato Ivo Josipovic con una delegazione di cui ha fatto parte anche il ministro del mare, traffico e infrastrutture, Bozidar Kalmeta, ha incontrato a Pechino il vicepresidente cinese Xi Jinping con il quale ha discusso delle prospettive nelle relazioni tra i due paesi. Sono stati confermati ottimi e vicini rapporti tra Cina e Croazia nonche' il fatto che la Croazia e' uno dei piu' importante partner economici della Cina in Europa sudorientale. Anche qui si e' discusso di progetti infrastrutturali molto concreti, quali gli investimenti nel porto di Fiume e Ploce, l'aeroporto di Zagabria e la costruzione della ferrovia da Fiume fino al confine croato-ungherese.