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LA BONINO: RESTIAMO NELL'ESECUTIVO
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I radicali devono restare nella maggioranza, anche perché con un nuovo governo «Marini più Casini» le cose andrebbero assai peggio; e cercare di rafforzare il partito anche in vista del progetto della Rosa nel Pugno: che sarà magari «ibernata» ma certo non «sepolta». E la linea esposta ieri da Emma Bonino alla riunione del comitato nazionale straordinario dei radicali italiani, aperto ieri con la relazione della segretaria Rita Bernardini.
Il ministro per le Politiche europee e il Commercio internazionale non ha girato intorno all'argomento: «Noi non siamo un'università o un centro studi: siamo un partito. E ogni partito politico deve fare i conti anche con i rapporti di forza». Il che significa che «non basta avere ragione: bisogna anche trovare i numeri per affermare le proprie ragioni».
La leader richiama i radicali al realismo: «Lo sapevamo bene che saremmo entrati in una coalizione con statalisti e comunisti: ma il nostro posto resta lì. Fino a nuovo ordine è questo quello che dobbiamo fare».
Questo, naturalmente, non vuol dire accettare ogni cosa senza fiatare. «Bisogna essere leali e non subalterni». Il che, ha chiarito Emma Bonino, «non significa che io sia cieca, sorda e muta. Semplicemente non chiedo le dimissioni di Romano Prodi tre volte al giorno, anche perché che cosa accadrebbe? Arriverebbe un governo Marini più Casini: è bene saperlo».
Meglio considerare le cose con piglio pragmatico ed evitare il peggio. Del resto, la leader radicale ha insistito più volte sulla necessità di dare maggior forza ai radicali: «L'esigenza prioritaria è questa: rafforzare i radicali italiani. Anche in vista della nascita della Rosa nel pugno, che è un progeito ibernato ma che io non considero per niente sepolto».
Il ministro per le Politiche europee e il Commercio internazionale non ha girato intorno all'argomento: «Noi non siamo un'università o un centro studi: siamo un partito. E ogni partito politico deve fare i conti anche con i rapporti di forza». Il che significa che «non basta avere ragione: bisogna anche trovare i numeri per affermare le proprie ragioni».
La leader richiama i radicali al realismo: «Lo sapevamo bene che saremmo entrati in una coalizione con statalisti e comunisti: ma il nostro posto resta lì. Fino a nuovo ordine è questo quello che dobbiamo fare».
Questo, naturalmente, non vuol dire accettare ogni cosa senza fiatare. «Bisogna essere leali e non subalterni». Il che, ha chiarito Emma Bonino, «non significa che io sia cieca, sorda e muta. Semplicemente non chiedo le dimissioni di Romano Prodi tre volte al giorno, anche perché che cosa accadrebbe? Arriverebbe un governo Marini più Casini: è bene saperlo».
Meglio considerare le cose con piglio pragmatico ed evitare il peggio. Del resto, la leader radicale ha insistito più volte sulla necessità di dare maggior forza ai radicali: «L'esigenza prioritaria è questa: rafforzare i radicali italiani. Anche in vista della nascita della Rosa nel pugno, che è un progeito ibernato ma che io non considero per niente sepolto».
Iscritti e contribuenti 2013
| Giuseppe R. Roma | 590 € |
| Salvatore P. Capistrello | 200 € |
| Giancarlo B. Torino | 30 € |
| Marco B. Merano | 20 € |
| Davide B. Prato | 50 € |
| Giuseppe P. Grottammare | 50 € |
| Maurizio T. Roma | 1.000 € |
| Rosa A. Firenze | 590 € |
| Giuliano G. Sondrio | 590 € |
| Sergio Pasquale R. Cremona | 500 € |
| Total SUM | 326.746 € |
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Comunicati stampa
Rassegna stampa
19/04/2010
la Repubblica (di domenica 18/04/2010)
Filippo Ceccarelli
Int. a Marco Pannella - "Da Togliatti a Wojtyla i miei 80 anni da sopravvisuto"
Documenti
27/02/2009
Discorsi (partito) Radicali
VII Congresso italiano del Partito Radicale Nonviolento, transnazionale e transpartito
03/11/2007
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Intervento di Umar Khanbiev al 6° Congresso di Radicali Italiani.














