L’Uruguay propone la legalizzazione controllata della marijuana


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Il disegno di legge che introdurrà il governo di sinistra del presidente José Mujica cerca di combattere la crescente violenza e insicurezza

Il governo uruguaiano presenterà un disegno di legge per la “legalizzazione controllata” della marijuana, che implica il controllo da parte dello Stato della produzione e distribuzione della droga.
E’ il primo paese latinoamericano a proporre una norma di questo tipo.
 
La proposta è stata presentata nell’ambito di un pacchetto di una quindicina di misure introdotte dal governo di sinistra del presidente José Mujica, al fine di combattere le crescenti violenza e insicurezza.
“Crediamo che la proibizione di alcune droghe stia creando più problemi per la società rispetto a quelli causati dalla droga stessa (...) con conseguenze disastrose”, ha detto in una conferenza stampa il Ministro della Difesa Eleuterio Fernández Huidobro, spiegando che l’obiettivo è “un severo controllo dello Stato della distribuzione e della produzione” di cannabis.
Attualmente in parlamento ci sono tre proposte di legge presentate da legislatori di diversi partiti che prevedono la legalizzazione della cannabis. Il governo però li ha respinti “per non avere nessuna influenza sui paesi confinanti e per non essere accusato di essere una sorta di centro di produzione e distribuzione internazionale di droghe”, ha detto il capo, che stima che il mercato interno della marijuana varrebbe circa 75 milioni di dollari all'anno.
“Così siamo più inclini al severo controllo statale sulla distribuzione e la produzione di questa drgoa”, ha detto.
“Abbiamo tenuto conto dei trattati internazionali, dei rapporti con i nostri vicini e le questioni diplomatiche da prendere in considerazione per un passaggio di questo tipo (...) fino al momento in cui la legalizzazione di questa droga avverrà in tutto il mondo” ha detto.
Fernandez Huidobro ha ricordato l'aumento degli omicidi per regolamenti di conti tra criminali, ritenendolo “un chiaro segno della comparsa di alcuni fenomeni che in Uruguay non esistevano”.
Tra gennaio e maggio sono stati registrati 133 omicidi in tutto il paese, per un incremento del 70% rispetto ai 76 casi segnalati nello stesso periodo nel 2011.
Il 20% dei casi riguarda litigi e dispute spontanee, il 16% sono regolamenti di conti, il 17% a seguito di rapina o furto, mentre il 14% è in relazione alla violenza domestica.
“La nostra non è un'idea originale, pellegrina, è un'idea di cui si sta dibattendo sempre più” nel mondo, ha detto Fernandez Huidobro, e ha fatto presente che è “la linea di Felipe González (ex primo ministro spagnolo)”.
 
Montevideo, Uruguay 20/6/2012