L’Italia che arma la mano del boia statunitense

Dina Galano
Terra

Al primo degli stadi in cui si realizza l’iniezione letale del condannato statunitense viene trasfuso il Sodio Tiopentale (noto come Pentotal). Questo barbiturico è l’unico autorizzato alla preliminare funzione sedante. Oggi l’Italia è monopolista nell’esportazione di questo farmaco. La denuncia è dell’associazione inglese Reprive e dell’italiana Nessuno Tocchi Caino; ieri hanno presentato a Roma il dossier "Commercio letale". L’obiettivo è la messa al bando della vendita del prodotto dopo che, a seguito della pressione di Reprive, anche il governo inglese è stato costretto a imporre un controllo all’esportazione del Sodio Tiopentale.   «L’azienda ha dimostrato di essere consapevole che ciò che produce viene utilizzato per le iniezioni letali». Ha incalzato il segretario di Nessuno tocchi Caino, Sergio D’Elia. chiedendo al governo italiano di sanare la contraddizione del nostro Paese, «leader riconosciuto nella battaglia contro la pena di morte», a breve unico fornitore ufficiale del farmaco letale. II passaggio di consegna, tra azienda madre e la casa farmaceutica italiana avverrà formalmente il primo gennaio 2011, quando la sede di Lisciate. in provincia di Milano avrà terminato gli adattamenti tecnici. «Occorre fare presto, mobilitare l’opinione pubblica e le istituzioni», ha insistito l’ambasciatrice di Reprive contro la pena di morte Livia Firth. Il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli ha presentato un esposto al Foro milanese, competente a decidere sull’ Hospira; la radicale Elisabetta Zamparutti ha invece promosso una mozione alla Camera che ha ottenuto le firme di tutti i gruppi parlamentari. «Tempo perso significa vite perse», ha ricordato Mya Foa di Reprive Uk. Dopo che, come ha ricordato D’Elia, la Corte Costituzionale ha preteso dagli Usa «garanzie assolute», che non venga applicata la pena capitale al condannato estradato negli States, la produzione del farmaco in Italia è l’ultimo dei paradossi. «Non possiamo accettare - ha dichiarato - che il nostro Paese, campione mondiale nella lotta contro la pena di morte e impegnato all’Onu per l’adozione di una moratoria universale, collabori con un Paese che la pratica». Se la commercializzazione del farmaco è ancora legale in Europa a scopi medici e veterinari per le due associazioni l’utilizzo del Pentotal a fini letali è altrettanto conclamato. Il metodo presuntivamente ‘dolce’, ha concluso il fotografo Oliviero Toscani resta «primitivo, medioevale, incivile e insostenibile». Se la battaglia per la messa al bando del Pentatol per l’esecuzione capitale può sembrare Una goccia nel mare, «nessun dettaglio è mai veramente piccolo». © 2010 Terra. Tutti i diritti riservati