L’idea di Ruini per la Rai: la zia suora del Cavaliere alla presidenza


Un'audace quanto fortunosa operazione di intelligence ha portato in nostro possesso alcune pagine della segretissima agenda personale del cardinale Camillo Ruini. Le cose sono andate così: un nostro 007 si è avviato verso la Città del Vaticano travestito da Olimpia Tarzia (il che ha fatto immediatamente dileguare sia le guardie svizzere che le forze dell'ordine italiane), e si è introdotto in un convegno postreferendario proprio mentre era in corso il terzo intervento di Luca Volonté. Poiché, ovviamente, tutti (pubblico e relatori) erano piombati in un sonno profondo, quasi letargico, è stato un gioco da ragazzi sottrarre a Ruini il suo prezioso taccuino.

Eccone, in esclusiva per Libero, i contenuti.

Giovedì 16. Ribadire che la Cei crede alla laicità dello Stato italiano. Subito dopo, studiare campagna per il raddoppio dell'"otto per mille".

Venerdì 17. Giornata sfortunata per definizione. Quindi, evitare scocciature: se chiama Ferrara, passargli Socci; se chiama Socci, passargli Ferrara. Si neutralizzeranno a vicenda.

Sabato 18. Alimentare la competizione tra Pera e Casini. Fare sempre all'uno l'elogio dell'altro, dando costantemente l'impressione che il preferito dalla Curia sia il rivale. Nei giorni pari, minacciare il primo di appoggiare il secondo nella corsa al Quirinale; nei giorni dispari, fare il contrario. Diventeranno ancora più zelanti e ossequiosi. Garantito.

Domenica 19. Telefonata settimanale con Clemente Mimun (TG1) e Carlo Rossella (TG5). Regolarsi come con Pera e Casini. Prevedibili reazioni analoghe. Insistere.

Lunedì 20. Concedere intervista ad uno dei quotidiani maggiori, e ripetere solennemente che la Chiesa non intende in alcun modo provocare ingerenze nelle scelte politiche della Repubblica italiana. Poi, nel pomeriggio, organizzare la costituzione degli "Intergruppi parlamentari per i Valori" sia alla Camera che al Senato. Già pronte 35 proposte di legge. Sollecitare Pera e Casini per calendarizzazione. Se nicchiano, trattarli male. In alternativa, trattarli male a prescindere.

Martedì 21. Breve dichiarazione per i tg di pranzo: la Chiesa non chiede la modifica della legge sull'aborto. Nel pomeriggio, intimare al Ministro Storace di istituire una Commissione d'inchiesta sull'applicazione della 194. Deve partire un anno di denunce e campagne di stampa su questo argomento. Solo dopo questo "lavoro preparatorio", si passerà all'esplicita richiesta abrogativa. Tempo al tempo.

Mercoledì 22. Ore 13, intervento a Radio Vaticana: ribadire che la Conferenza episcopale non intende prendere parte alle beghe della politica italiana. Ore 15, incontro con Alemanno e Gasparri: sollecitare le correnti di An ad un attacco concentrico contro Fini. Ore 17, incontro con Parisi e i dissidenti della Margherita: invitarli a ricomporre la frattura con Rutelli.

Giovedì 23. Contribuire (con discrezione) a risolvere la crisi della Rai. Serve un candidato Presidente molto in là con gli anni, per evitare che il ruolo di consigliere anziano resti appannaggio di Sandro Curzi. Avanzare tre candidature: la nonna di Giovanardi, un prozio di Buttiglione, una delle zie suore di Berlusconi (a scelta, così nessuno potrà parlare di diktat vaticano).

Venerdì 24. Le elezioni politiche sono lontane, ma è meglio organizzarsi per tempo. Organizzare nei giorni pari lunghe telefonate con Gianni Letta, per tenere a bada il centrodestra, e nei giorni dispari con Francesco Rutelli, per tenere d'occhio il centrosinistra. La domenica, portarli a Messa insieme.

Qui finiscono le pagine corredate da appunti. Resta da segnalare solo un'ultima annotazione, che curiosamente viene ripetuta tutti i giorni, due volte al giorno. Scrive il cardinale sul suo taccuino: "Ogni giorno. Ore 9 e ore 15. Mandare un sms sul cellulare personale di Silvio Berlusconi. Testo: 'Stai zitto. Per il bene tuo e della Santa Chiesa'". Che cosa vorrà dire?