KHMER ROSSI, LA TRAGEDIA DI UN SOPRAVVISSUTO

Ma. Zin.
Il Secolo XIX

Il libro di Ong Thong Hoeung presentato a San Benedetto

Era tornato in Cambogia dopo la presa del potere da parte dei Khmer rossi. Da Parigi dove studiava economia, convinto – “non da comunista, ma da progressista” – di potere partecipare alla rinascita del suo paese e alla sua liberazione. Fu un’esperienza tragica. Perchè Ong Thong Hoeung finì, sopravvivendo alla tragedia, in uno dei campi di concentramento dove furono sterminati due milioni di cambogiani.

Ong ha raccolto la sua esperienza in un libro “Ho creduto nei Khmer rossi” che è stato presentato l’altra sera nello spazio librario della comunità di San Benedetto.

Con Ong c’era Olivier Dupuis, eurodeputato radicale che delle vicende dell’Indocina è stato e rimane una delle poche voci di denuncia, spesso inascoltate.

“Ero tornato convinto di partecipare alla rinascita dopo la liberazione, in realtà – ha spiegato Ong – la liberazione non ha corrisposto alla libertà e l’ha cancellata. Perchè io mai avrei pensato che un cambogiano potesse uccidere un altro cambogiano. Il regime di Pol Pot e l’”epopea” comunista hanno distrutto i diritti della persona, le libertà individuali”.

Ong ha ripercorso la sua esperienza, il ritorno in libertà con la moglie, il ritorno in Europa, l’analisi su “quel” fenomeno. Molti i parallelismi degli anni Settanta parigini e europei con quelli di oggi, la guerra in Irak e i movimenti pacifisti.

“Le dittature comuniste – ha ricordato Ong – sono state come quella nazista, con la cancellazione dei diritti e delle persone. Trent’anni fa c’era una egemonia culturale della sinistra, sbagliata, nella politica terzomondiale. I pacifisti di allora, quelli di oggi “guardavano” solo contro gli Stati Uniti”.

Ma gli Usa erano e sono indenni da colpe, ieri in Vietnam, nel Laos, in Cambogia, in Irak?

“Gli Usa hanno commesso molti errori, ieri come oggi, ma sono e restano comunque una democrazia. E molti degli errori del passato sono stati frutto della politica degli equilibri e degli scontri tra i due blocchi contrapposti, comunista e occidentale. La tragedia indocinese è stata poi più grave perchè al suo interno si sono scontrati anche gli interessi egemonici del comunismo dell’allora Urss e della Cina”.