In Italia i reclusi di Guantanamo? «Giusto essere disponibili»
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Piero Fassino, Obama chiuderà Guantànamo entro un anno e potrebbe chiedere all'Europa di accogliere una sessantina di prigionieri non colpevoli di atti terroristici. Il ministro degli Esteri Frattini ha espresso la disponibilità italiana a studiare un numero limitato di casi. Quanti ex detenuti dovremmo prendere?
«Non cominciamo con il solito referendum all'italiana. La questione è complessa e va fatto un ragionamento articolato».
Prego.
«Oggi tutto è globalizzato, consumi, lavoro, cultura. Tutto, tranne la sovranità politica, che resta incardinata sullo Stato nazionale, mentre gli Stati dovrebbero attivare sempre di più strumenti, anche giuridici, che consentano di costruire istituzioni sovranazionali forti. Penso alla Corte penale internazionale, il cui trattato istitutivo, lo Statuto di Roma, è stato già ratificato da 1o8 Nazioni ma non ancora da Usa, Russia, Turchia, Repubblica Ceca».
E una sovranità politica globalizzata dovrebbe condividere la responsabilità del dopo-Guantànamo?
«Con il discorso di insediamento e i primi decreti esecutivi, Obama ha voluto azzerare la contrapposizione tra lotta intransigente al terrorismo e piena tutela dei diritti umani e civili, segnando una svolta. Quando ci chiederà di collaborare, credo sia giusto che l'Europa esprima la propria disponibilità verificandone la praticabilità concreta».
In che modo?
«Il nodo politico non può essere sciolto senza risolvere il rebus giuridico. Che fare di algerini, yemeniti, uiguri cinesi, afghani che non possono tornare nei loro Paesi, non hanno cittadinanza europea, non sono stati giudicati da autorità giudiziarie europee? Non ho la risposta, dovranno occuparsene i ministeri competenti. In ogni caso è bene che se ne discuta».
L'Unione europea ne ha discusso e si è subito spaccata...
«Non drammatizzerei le divisioni, l'Ue resta un grande successo. La moneta unica, la libera circolazione di merci e persone, valori condivisi, l'impegno a costruire uno spazio giuridico comune, sono tutte scommesse vinte. L'integrazione è un processo necessariamente lento, politica e società hanno bisogno di metabolizzare i vantaggi di un ordinamento nel quale ciascuno sia disposto a cedere parte della propria sovranità per partecipare a una sovranità comune più larga. Di Guantànamo si è appena cominciato a parlare, diamo tempo alla diplomazia».
Gli iscritti e contribuenti 2012
| FRANCESCA T. MILANO | 200 euro |
| EUFEMIA T. MUGGIO' | 200 euro |
| AMBROGIO S. CASSINA DE' PECCHI | 200 euro |
| PIER PAOLO S. FROSINONE | 200 euro |
| DAVIDE R. MILANO | 200 euro |
| LORENA P. MONZA | 200 euro |
| DAVIDE L. MANTOVA | 200 euro |
| PAOLO G. ROMA | 200 euro |
| MARTA G. ROMA | 200 euro |
| ANNA MARIA D. ROMA | 200 euro |
| Total SUM | 397.572 euro |











